La Reyer Venezia ha battuto la GeVi Napoli per 79-75 dopo 40′ molto intensi e tesi. Queste le parole dei due coach, con Walter De Raffaele contento per la reazione dei suoi e Stefano Sacripanti molto rammaricato per le percentuali in lunetta e le troppe palle perse.

LA SALA STAMPA

DE RAFFAELE: “Dire che è stata una partita durissima è poco, nel senso che sapevamo che sarebbe stata difficile con una squadra così atletica e soprattutto in una serata come stasera dove ad un certo punto entrava veramente di tutto con grande merito ovviamente, insomma è stata molto dura però sono pienamente contento di tutti i miei giocatori perché hanno avuto e stanno passando un periodo da prima di Patrasso a tutto questo periodo di covid, infortuni molto duro e stasera hanno fatto vedere quanto ci tenessero a ribellarsi ogni volta alle spallate che Napoli ci ha dato, alla sfortuna, perché ad un certo punto è andato fuori dal campo Julyan (Stone ndr) che si è fatto male un’altra volta alla gamba, poi è uscito Michael (Bramos ndr) che ha avuto un risentimento e quindi sono contento per loro e se la meritano tutta perché hanno dimostrato grande voglia di sacrificarsi, di giocare in ruoli diversi, alternare le difese anche se poi alla fine è stato tanto cuore e più lucidità nell’ultimo minuto e mezzo. Siamo stati bravi ad essere molto lucidi nel scegliere le situazioni in cui attaccare, però è stata una vittoria di tutti i miei giocatori, una vittoria di sacrificio perché questo periodo può essere solo così, non ci sono grandi alchimie aldilà del cercare poi di fare qualcosa di più tattico ma ci può essere solo grande abnegazione, grande disponibilità a fare quel qualcosa che magari non è parte della faretra di un giocatore e stasera si è visto quanto tutti hanno provato – nonostante siamo spesso scivolati indietro – a voler poi portare a casa questa vittoria molto importante che si aggancia a quella di Patrasso perché è venuta forse in condizioni ad un certo punto anche peggiori, a dimostrazione di quanto questa squadra sia sana nel suo modo di essere costituita aldilà dei limiti, dei pregi e difetti tecnici che ogni giocatore e persona al mondo ha, ma sana dal punto di vista dello spirito, della coesione e del desiderio.”

BM: La chiave della partita, secondo il mio modo di vedere è stato il fatto di essere stati sempre sotto fino al 35′ circa, si è provato a tornare a -1, -2, possesso per andare avanti però sembrava che non volesse girare la partita. Qual’è stata, secondo lei, la chiave dell’andare in vantaggio e poi di portarla a casa? 

“Innanzitutto è stato fare qualche canestro in più visto che abbiamo tirato mille volte aperti senza poi fare canestro, al contrario dei nostri avversari che all’intervallo tiravano con il 64% da tre. Credo che la differenza sia stata quella di non abbattersi e quella di ribellarsi, di fare un passo in più, di reagire e poi i passi in più di Sanders, di Mitch (Watt, ndr), Stefano (Tonut, ndr) sicuramente, la palla recuperata di Valerio, un po’ tante cose, ma se devo sottolineare una cosa non tecnica credo sia proprio quella del desiderio di ribellarsi ad una situazione che è molto difficile e che si era resa ancora più difficile sul campo.” 

 

SACRIPANTI: “Intanto parto con dei complimenti a Stefano (Tonut) e Michele (Vitali), hanno fatto una gran partita e sono stati chirurgici. Credo Watt sia stato il giocatore che ha cambiato la faccia della gara, a tratti siamo stati bravi a tenerlo, poi ha fatto due canestri di grande talento che solo un grande giocatore fa. Abbiamo vinto con merito il primo quarto e pareggiato il secondo, siamo stati sterili nel terzo dal punto di vista della produttività offensiva ed abbiamo subito qualche canestro di troppo nell’ultimo. Questa partita mi da’ 2-3 indicazioni: la prima è che la mia è una squadra che ha bisogno di allenarsi bene per giocare bene, abbiamo fatto 18 palle perse e di queste credo che la metà siano frutto di un grande lavoro difensivo di Venezia e l’altra metà per colpa nostra, per poco allenamento, per disabitudine all’alta intensità. Con 18 palle perse in trasferta è difficile riuscire a vincere, poi però dobbiamo cospargerci il capo di cenere: arriviamo a giocarci la partita agli ultimi possessi dopo aver fatto 9/21 ai liberi, lasciamo 12 punti in lunetta facendo 43%, credo sia quasi impossibile vincere. Non ho tanto da recriminare ai miei giocatori perché abbiamo vissuto le ultime 3 settimane in maniera difficile come la maggior parte delle squadre, non credo siamo noi particolarmente sfortunati. Rich ci ha un po’ cambiato il piano partita, non ho capito perché ha tirato i due liberi visto che voleva il cambio, forse aspettava di vedere se aveva la caviglia indolenzita o meno, tutti hanno giocato una partita di ardore, dovevamo essere più chirurgici nel fare 15/21 ai liberi perché avrebbe portato la gara a nostro favore. Son due punti che potevamo portare a casa come li poteva portare a casa Venezia, li ha portati a casa lei e cerchiamo di rimboccarci le maniche, sperare che sia passato un po’ il discorso del Covid e speriamo che Rich possa tornare presto. 

BM: Secondo lei la grande prestazione di Watt è dovuta magari alla difficoltà in particolare di Lynch che ha fatto fatica e speso 5 falli o se è stato fenomenale il centro di Venezia, che ha abituato a prestazioni di altissimo livello? 

“Credo sia un po’ tutto, ci è mancata un po’ di benzina e lucidità, poi sono arrivati due colpi da maestro di un giocatore di più alto livello, credo sia tutto un insieme… la paura di vincere, di fare la cosa giusta al momento giusto, quando poi segni 9 liberi su 21 vai un po’ in difficoltà.” 

 

Chiara Morbio

Foto: Alessandro Scarpa – Reyer Venezia