UMANA REYER VENEZIA, 6
Sorniona e pasticciona, la difesa di Napoli mette in seria difficoltà gli orogranata che ringraziano la lunetta se riescono a restare in scia. Di volta in volta si accendono protagonisti diversi, da Vitali a Mazzola, passando per sprazzi di Tonut e la zampata di Sanders.
Tutto ruota intorno a Mitchell Watt, come cantava Battiato…
DE NICOLAO 5,5
Poco presente nella gara, si nota più per una tabellata senza ritmo e senza premio che per altro. Soffre le leve di Velicka e passa quasi inosservato nel match. CASPER
TONUT 6,5
Cresce alla distanza, libero dopo libero, mettendo insieme una prestazione rispettabile, 15 punti per lui, ma anche un -3 di +/-. Non è questo l’MVP di cui ci siamo perdutamente innamorati lo scorso anno. MINIMO INDISPENSABILE.
BRAMOS 5
Ancora lontano dalla forma migliore, De Raffaele lo tiene comunque in campo per fargli riprendere una confidenza che manca da 9 mesi. Deve essere libero di sbagliare adesso, per poter segnare quando conterà di più. DA OLIARE
STONE 6
Altro passante per caso sul parquet del Taliercio, si fa sentire a rimbalzo e poco più, però con lui in campo la Reyer conduce di 6. Coincidenze? Lasciamo decidere a voi. SICUREZZA.
SANDERS 6,5
Non lo vedi per tutta la partita, sparacchia e fa venire più di un’ulcera a De Raffaele; ma nel momento decisivo è lui a mettere la zampata che chiude i giochi su ambo i lati del campo. ARRIVANO I NOSTRI.
VITALI 7
Per più d’un tratto di gara è lui ad impedire a Napoli di scappare nel punteggio: triple in uscita, contropiedi ed energia incanalata nel modo giusto. Se il mercato 2022/23 dovesse confermare quanto ci si attende già dalla scorsa estate, la prossima potrebbe essere LA SUA Reyer. SUL PEZZO.
ECHODAS 6
Sostanzialmente perchè da lui, ormai, ci si attende questo e poco più. L’ombra di Jordan Morgan non lo infastidisce più di tanto, ma è utile a dare un briciolo di riposo a Watt. Sul funzionamento nel doppio lungo…soprassediamo. NELLA NORMA.
MAZZOLA 7
Non lo vedi, si muove nelle maglie della partita come un’anguilla finchè non lo trovi in angolo a punire il primo ritardo delle rotazioni difensive. 3/4 dai 6,75 e tanto lavoro oscuro che fa tutta la differenza del mondo, soprattutto quando i titolari nel ruolo sono out. L’ESECUTORE.
WATT 8
Un incubo per chiunque passi dalle sue parti. Martella Lynch e Zerini come Jorge Lorenzo stampava i tempi quando andava in fuga, con i dirimpettai che festeggiano le rare volte in cui riescono almeno a limitarlo. Uscito Lynch, va subito ad attaccare Zerini, anche lui con 4 falli, e lì è scacco matto. IMPERIALE.
GEVI NAPOLI 5,5
Perde Rich subito, ma nonostante tutto trova ottime risposte da McDuffie e Velicka, con Pargo apparso più avvezzo alle redini della squadra. Nel pitturato, però, è un buco nero dove Watt fa quel che vuole. Disastrosi i liberi, 9/21.
Intanto prevediamo qualche rimostranza alle divinità pagane della buona sorte, forse il debito è abbondantemente saldato…
PARGO 6
Poco a poco sta entrando negli ingranaggi, talvolta esagera con l’estro e anche stavolta la sua pericolosità va scemando con il passare dei minuti. L’assenza di Rich pesa soprattutto per lui, oggetto continuo di raddoppi e difese forti che, di solito, sono attenzioni che condivide con l’amico di Pensacola. IN RODAGGIO
RICH sv.
La sua gara dura appena qualche secondo, il tempo di ricevere un colpo al ginocchio ed il sipario cala nel giorno in cui ritornava dopo la positività al covid. JELLATO.
PARKS 5,5
Opaco e nervoso nella prima parte di gara, fatica ad apportare il suo atletismo che emerge solo a sprazzi, e che sprazzi! Uno degli ultimi ad arrendersi nel finale, vero, ma non è il Jordan Parks che ha fatto esplodere più volte il PalaBarbuto. ANNEBBIATO.
MCDUFFIE 6,5
Litiga con il canestro a cronometro fermo, una novità per uno che di solito non pecca in freddezza, compensa con una prestazione in cui si prende responsabilità importanti. Suo l’ultimo canestro del pari, segnali confortanti dopo il classico muro dei rookie delle ultime settimane. IN CRESCITA
LYNCH 4,5
No, Reggie, non puoi cercare di stoppare anche gli uccellini sfaccendati che passano di lì per caso. Qualche volta bisogna anche limitarsi a contenere. L’ex Urania Milano, invece, fa tutto il contrario e paga cara l’irruenza con falli e giramenti di testa nell’orbita del piede perno di Watt che lo scherza come e quando vuole. Non bastano due stoppate spettacolari a raddrizzare una gara che chiude con un fallo in attacco più che evitabile. BRUTALIZZATO.
VELICKA 7
Bentornato Arnas! Una delle note positive per Pino Sacripanti. Faccia tosta, a volte anche un po’ troppa, ma anche la freddezza delle acque del Baltico con cui rischia di costruire da solo lo strappo decisivo. ICE MAN.
UGLIETTI 6
Tanto lavoro sporco su Tonut, un 2+1 che potrebbe essere decisivo e tanto sacrificio in generale. Mancano ancora i punti pesanti del finale della scorsa stagione. SOLDATO
MARINI 6,5
Va a strappare un rimbalzo dalle mani di gente che gli rende 20 cm d’altezza, mette due canestri importanti, si sbatte su entrambi i lati del campo per provare a sopperire alla mancanza di Rich. ENCOMIABILE
LOMBARDI 5
“Me llaman ‘El desaparecido’” cantava Manu Chao, ed in effetti Eric non si vede quasi mai, l’unico tentativo di entrare in partita viene stoppato fallosamente, ma da lì l’ex Biella ritorna nell’ombra e sparisce dai radar, un po’ nello stile dell’armadillo di Zerocalcare. SCUSA HO LETTO ADESSO
ZERINI 5
Anche lui va in crisi contro Mitchell Watt, nonostante l’impegno. Annaspa e si trova a gestire un finale in cui non può nemmeno difendere come sa. LIMITATO