Il comunicato di Trapani Shark:
Con sentenza n. 401/2026 depositata il 19 maggio 2026, la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Trapani, Sezione 1, ha accolto in parte il ricorso proposto dalla società FC TRAPANI 1905 SRL contro l’atto di recupero dell’Agenzia delle Entrate, escludendo l’aggravante per condotta fraudolenta e riconducendo le sanzioni al minimo edittale del 70% previsto dall’art. 13, comma 5, del D.Lgs. 471/1997. Nella motivazione, il Collegio scrive testualmente che «non è dato cogliere nel comportamento della ricorrente elementi decisivi configuranti la prova certa dell’adozione di una strategia di carattere fraudolento».
A questa pronuncia si aggiunge un secondo fatto di rilievo pubblico nazionale. In data 6 maggio 2026 è stato arrestato Gianluca Alfieri, già al centro dell’inchiesta della Procura di Brescia sulla cessione di crediti d’imposta fittizi al Brescia Calcio del Presidente Massimo Cellino. La Procura di Brescia ha contestualmente chiesto l’archiviazione del Presidente Cellino, qualificandolo come vittima del medesimo sistema fraudolento, e ha notificato cinque avvisi di garanzia (oltre ad Alfieri: il commercialista Marco Gamba, il broker Francesco Scalercio, l’intermediario Andrea Piceni e l’imprenditore Danilo Porcile). Secondo la ricostruzione della Procura, ripresa dalla stampa specializzata nazionale, il “Gruppo Alfieri SPV” avrebbe ceduto crediti d’imposta inesistenti non soltanto al Brescia Calcio, ma anche al Trapani, per un profitto illecito complessivo stimato in 3,9 milioni di euro.
In data odierna, Trapani Shark SSD a RL ha trasmesso a FIP e LBA, e per conoscenza a tutte le Società affiliate alla LBA, un atto formale di pre-contenzioso e diffida ad adempiere. La società chiede:
— la convocazione di un tavolo istituzionale di negoziazione entro 15 giorni;
— la revisione integrale, in autotutela, di tutte le decisioni sanzionatorie ed espulsive adottate sulla base di una qualificazione fraudolenta oggi giurisdizionalmente esclusa;
— la reintegrazione di Trapani Shark al campionato di Serie A per la stagione sportiva 2026/2027;
— la quantificazione del risarcimento dovuto alla società e al suo Presidente, in via prudenziale stimato in misura non inferiore a 48 milioni di euro.
Sul ravvedimento operoso del maggio 2025, la società ribadisce che non costituì confessione di responsabilità, ma fu adottato come unica condizione imposta per consentire l’iscrizione delle proprie società ai campionati 2025/2026. I DURC della società risultavano regolari sia a giugno che a ottobre 2025, e l’INPS ha successivamente restituito 200 mila euro a Trapani Shark per compensazioni F24 effettuate per due volte e generative di un credito a favore della società.
È inoltre attesa, dinanzi alla medesima Corte di Giustizia Tributaria di Trapani, una pronuncia direttamente a carico di Trapani Shark SSD a RL, con identico schema processuale e con le medesime controparti. Per identità di ratio decidendi, la società attende pronuncia conforme, con conseguente esclusione della fraudolenza e riduzione delle sanzioni anche in questa sede.
La dichiarazione del Presidente Valerio Antonini
«Questa sentenza non è il punto di arrivo. È il punto di partenza. Da mesi sosteniamo che siamo stati raggirati da soggetti professionali presentati come affidabili. Oggi un tribunale lo scrive e una procura della Repubblica, quella di Brescia, lo conferma negli atti pubblici della propria inchiesta. Per identica ratio, nei prossimi giorni attendiamo la pronuncia che riguarderà direttamente la Trapani Shark, con le stesse controparti.
Non chiediamo favori. Chiediamo che venga restituita dignità a una società, a una città e a centinaia di tifosi, sponsor, dipendenti e tesserati che hanno pagato il prezzo di una vicenda che oggi le carte ricostruiscono in modo diverso da come è stata raccontata.
La Federazione e la Lega hanno quindici giorni per sedersi a un tavolo istituzionale insieme a noi, anche alla presenza delle istituzioni del Governo. Dopo quel termine, fascicolo alla mano, parleranno le sedi competenti presso le aule dei Tribunali e della Corte di Giustizia Europea.
Il diritto e i fatti, oggi, sono dalla nostra parte. La squadra deve tornare in Serie A. La città di Trapani merita una risposta. E io, come Presidente e come uomo, voglio rispondere in primo luogo davanti ai nostri tifosi, ai nostri sponsor e a chi in questi mesi non ha smesso di credere».
La società conferma in ogni sede la propria piena disponibilità a una composizione transattiva e istituzionale, e si riserva di rendere noti ulteriori sviluppi nelle prossime ore.