23 minuti in campo, 20 punti, 7 rimbalzi, 22 di valutazione e un clamoroso +23 di plus/minus. I numeri raccontano già molto, ma non raccontano tutto. Perché nella vittoria dell’EA7 Emporio Armani Milano sul campo della Germani Brescia per 88-72 in Gara 1 di semifinale playoff c’è soprattutto la firma pesante di Leandro Bolmaro.
L’argentino è stato il simbolo perfetto della partita costruita dalla squadra di Giuseppe Poeta: aggressiva, intensa, fisica e capace di cambiare marcia nel momento decisivo. Quando Milano ha iniziato a prendere il controllo della gara, Bolmaro era ovunque.
Ha chiuso con 7/11 da due punti, aggiungendo anche una tripla, tre liberi perfetti e soprattutto una continua sensazione di superiorità atletica e tecnica contro qualsiasi difensore bresciano. Attaccando il ferro, correndo in transizione o creando vantaggi dal palleggio, il numero 10 biancorosso ha dato l’impressione di poter decidere il ritmo della partita a proprio piacimento.
Eppure ridurre la sua prova ai 20 punti sarebbe un errore.
Perché Bolmaro ha dominato anche nella metà campo difensiva, quella che ormai è diventata il suo marchio di fabbrica. Non è un caso che in questa stagione sia stato premiato come miglior difensore della LBA e della Coppa Italia.
Contro Brescia ha sporcato linee di passaggio, cambiato sui piccoli e sui lunghi, tolto ritmo agli esterni della Germani e contribuito a limitare una squadra che durante la stagione aveva spesso superato quota 90 punti negli scontri diretti contro Milano. Alla prima vera partita della serie, invece, l’Olimpia ha imposto le proprie regole.
La crescita di Bolmaro all’interno del sistema milanese sta diventando uno dei temi principali di questi playoff. Arrivato come giocatore di energia, difesa e talento ancora da incanalare, oggi sembra sempre più un leader tecnico ed emotivo. Quando accelera, Milano cambia faccia. Quando difende, tutta la squadra alza il livello. Quando gioca con questa fiducia, diventa uno dei giocatori più impattanti dell’intera Serie A.
Gara 1 ha detto molte cose sulla semifinale tra Brescia e Milano. La più importante, probabilmente, è questa: l’Olimpia ha strappato il fattore campo, ma soprattutto ha trovato un Bolmaro in versione dominante.
E quando l’argentino gioca a questo livello, battere Milano diventa tremendamente complicato.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Leandro Bolmaro, foto Ciamillo-Castoria