Il Direttore Tecnico della Virtus Bologna, Paolo Ronci, alla vigilia di gara1 delle semifinali playoff contro la Reyer Venezia, ha rilasciato un’intervista a Walter Fuochi di Repubblica.
Queste le sue parole:
“Siamo dove volevamo e dovevamo. Primi nelle ultime tre stagioni regolari, 77% di vittorie, le prime 4 piazze sono il nostro posto. Poi, entrando in finale, sarebbe la sesta a fila. Un passo alla volta, ma siamo la Virtus, non ci nascondiamo. Anche senza nessun giocatore nei cinque candidati al premio di migliore dell’anno di Legabasket”
Le assenze che pesano. “Ci siamo abituati. Da gennaio in poi, prima fuori i tre pivot insieme, poi i tre play, ora Alston e Pajola. La sera di gara 1 con Trento c’è caduto il mondo addosso. Alston KO, dopo la sua migliore dell’anno. Pajola che, si capisce lì, ha finito. Resisteremo ancora, ne siamo già stati capaci”.
Con Pajola sarà addio? “Il comunicato di giovedì ha preso atto della sua stagione finita. Il profilo medico è ben documentato. Ci si resta male, se ciò che divide prevale su ciò che unisce, e quella nota era dovuta, alla Virtus e al ragazzo. Avanti uniti, adesso. Conoscevamo da tempo il suo desiderio di nuove esperienze, meglio se all’estero”.
La Virtus del domani. “I contratti parlano, dovremo agire. E il livello salirà ancora, con le spese di certi club che fanno concorrenza al calcio. Noi potremmo essere tra quelli che spendono meno in Eurolega e siamo abituati a rispettare i budget. Il progetto seguirà la linea dell’ultima annata. Dopo i veterani campioni, l’anno zero. Che ha pagato: squadra giovane, piacevole, capace di partite memorabili, fino alla raffica di infortuni. Non c’è altra via. Freschezza e fisicità per stagioni da maratoneti. Cerchiamo giocatori così”.
Jakovljevic resterà o andrà? “Non userò la frase fatta delle bocce ferme, che però è vera. Mi giro indietro e vedo il percorso. Quando emerse la necessità di cambiare, a situazione non più aggiustabile, Nenad accettò sia la chance che la responsabilità. Sta facendo buon uso di ciò che ha preso da Dusko e qui apprezziamo. Se penso a Ivanovic, Banchi, Scariolo, Djordjevic, vedo una linea di grandi tecnici che ci ha guidato fin qui”.
Il futuro di Ronci. “Se la proprietà, di cui sono a disposizione, vorrà prolungare un tempo che va avanti dal gennaio 2019, con forti legami anche umani, ma con un pensiero da professionista sempre prevalente. Si lavora come si dovesse restare sempre, per aver altre soddisfazioni e titoli. Dicono che un manager debba lasciare la ditta meglio di come l’ha trovata e io in questi anni ho visto tanti passi avanti”