Oklahoma City Thunder 103-111 San Antonio Spurs (3-4 nella serie, Spurs alle Finals)

Abbiamo assistito ad una serie indimenticabile, probabilmente la prima di una rivalità che ci farà divertire per tanti anni. I San Antonio Spurs espugnano il Paycom Center in gara 7 ed eliminano gli Oklahoma City Thunder, privi ancora di Jalen Williams e Ajay Mitchell. I texani iniziano forte e piazzano subito un parziale di 18-8 grazie alle giocate del loro quintetto titolare, ma i campioni in carica riescono a rientrare in partita con i rimbalzi offensivi e chiudono il primo quarto sotto solamente di sette lunghezze, un affare viste le percentuali degli avversari. Nel secondo periodo sale in cattedra l’MVP Shai Gilgeous-Alexander: 13 punti per lui, con i Thunder che cominciano a trovare ritmo anche con Jared McCain (12).

Gli ospiti, con un ultimo colpo di coda, vanno negli spogliatoi con un tesoretto di 3 punti, ma la partita rimane tutta da giocare. L’intensità della sfida, se possibile, aumenta ulteriormente: le difese cominciano a sporcare il flusso offensivo, i falli diventano più duri e sul parquet diventa una battaglia senza confine. Victor Wembanyama (22) cambia marcia, seguito da un De’Aaron Fox (15) finalmente brillante e da Stephon Castle (15), ma SGA è una furia in attacco (35 punti in totale) e mantiene a contatto i padroni di casa. Per coach Daigneault importantissimo anche l’apporto di Jaylin Williams dalla panchina (11+10 rimbalzi e plus/minus ampiamente positivo), mentre Alex Caruso litiga con il canestro (12 punti con 3/14 al tiro).

Non sono bastate sei partite e tre quarti per spezzare l’equilibrio tra questi due roster speciali: si deciderà tutto negli ultimi 12 minuti. Come succede spesso, le gare 7 vengono decise da eroi inaspettati e quella tra Thunder e Spurs non fa eccezione. Keldon Johnson (11), silente per gran parte del match, piazza due triple consecutive di vitale importanza, ma Cason Wallace (17) risponde con la stessa moneta dall’altra parte. Il problema per i padroni di casa è che la guardia da Kentucky è l’unico giocatore del quintetto in doppia cifra insieme a Shai: prestazione disastrosa per Luguentz Dort (3) e, soprattutto, di Chet Holmgren, che chiude con 4 punti e soli due tiri tentati.

Inoltre, la bilancia dei rimbalzi offensivi cambia totalmente: i ragazzi di coach Johnson cominciano a collezionare punti da secondi possessi, mettendo in ginocchio gli avversari. Gli Spurs toccano anche il +11 grazie alle triple di Julian Champagnie (20), il vero fattore X per i texani nelle ultime due partite, ma OKC non vuole andare al tappeto e ricuce fino al -6 con 5 minuti da giocare. Qui arriva un momento chiave: Wembanyama va in panchina dopo il timeout con 5 falli, San Antonio perde un pallone sanguinoso e Isaiah Hartenstein (7) si invola per inchiodare la schiacciata del -4. Luke Kornet, però, non è d’accordo: l’ex Celtics, in tremenda difficoltà per tutta la serie, piazza una stoppata clamorosa, riportando l’inerzia tutta dalla parte dei neroargento.

Devin Vassell (11) e Dylan Harper (12), con le loro giocate preziose, sigillano il successo insieme al solito Wembanyama, mentre i Thunder non riescono più a rientrare e devono arrendersi. Le assenze di Williams e Mitchell si sono fatte sentire nel finale: la mancanza di un secondo creatore di gioco oltre a Gilgeous-Alexander ha azzoppato la fase offensiva di OKC negli ultimi minuti. I San Antonio Spurs raggiungono i New York Knicks alle NBA Finals e apparecchiano il rematch di quelle del 1999, che coincide con il primo anello di Tim Duncan e l’ultima volta della franchigia della Grande Mela all’atto conclusivo. Victor Wembanyama vuole emulare proprio il lungo leggendario degli Spurs: nel frattempo il francese si conquista il premio di MVP delle Western Conference Finals, ma siamo sicuri che sia ancora molto affamato.

Chiudiamo con un doveroso applauso ad entrambe le squadre perché, come scritto nell’introduzione, ci hanno regalato una serie che difficilmente scorderemo. Ora è tutto pronto per la sfida finale per assegnare il titolo: gli Spurs torneranno sulla vetta dell’NBA dopo 12 anni oppure i Knicks festeggeranno per la prima volta dal 1973? Non ci resta che aspettare l’esito di un’altra serie che si preannuncia di altissimo livello.

Nell’immagine: Victor Wembanyama schiaccia su Chet Holmgren         Credit photo: San Antonio Spurs (Facebook)