Stasera andrà in scena il terzo atto tra Dole Basket Rimini e Tezenis Verona, in una serie che gli scaligeri conducono per 2-0 grazie ai successi maturati al PalaMagis. I ragazzi di coach Ramagli sono ad un passo dalla promozione e avranno ben tre match point per chiudere i conti, ma il primo (e l’eventuale secondo) si disputeranno in Romagna in un Flaminio sold out per l’occasione. I biancorossi hanno dato grande filo da torcere agli avversari in terra veneta, ma nei finali di partita non sono riusciti a mantenere un alto livello di esecuzione e hanno subito parziali pesanti. Il talento di Federico Zampini e di Tyrus McGee ha punito sistematicamente i cambi difensivi imposti da coach Dell’Agnello in isolamento, costringendo RBR a soccombere allo stesso in modo nei due match esterni.

L’attacco di Verona è stato un autentico rebus per i romagnoli nell’ultimo quarto di gara 2. Ramagli schiera spesso un quintetto con due ‘piccoli’ fenomenali in 1 contro 1 (Zampini e McGee), due tiratori sull’arco (Andrea Loro e Lorenzo Ambrosin) e un lungo come Federico Poser. Rimini continua a cambiare su tutti i blocchi, ma così facendo rischia di avere un centro come Alessandro Simioni sulle piste delle guardie avversarie, mentre giocatori non di grande struttura come Zahir Porter sono costretti a battagliare contro la stazza di Poser sotto il tabellone. La difesa riminese va in continua sofferenza, gli scaligeri segnano con buone percentuali e la Dole è obbligata ad attaccare la fase difensiva gialloblù senza mai poterla colpire in velocità o in transizione: vedremo se lo staff tecnico biancorosso deciderà di mischiare le carte da questo punto di vista.

L’altro grande tema riguarda l’abilità di Verona nel limitare la circolazione di palla degli avversari. Rimini ha avuto i numeri offensivi migliori di tutti i playoff grazie ai tanti assist e ai conseguenti tiri da tre realizzati con ottime percentuali, ma gli scaligeri hanno messo dei granelli di sabbia negli ingranaggi biancorossi. 21 passaggi vincenti in due gare contro 15 palle perse, un rapporto che va benissimo a coach Ramagli. Non è un caso che le percentuali dall’arco dei romagnoli siano basse (33% totale): molte conclusioni vengono costruite tramite isolamenti dei vari Denegri, Marini e Tomassini e non sono di pregevole fattura. Così facendo, Verona ha escluso dalle partite dei giocatori come Ivan Alipiev, Giacomo Leardini e Luca Pollone in fase offensiva, tiratori che vivono sugli scarichi e che hanno avuto meno possibilità di concludere con libertà.

Tutto parte dalla fase difensiva per coach Dell’Agnello e i suoi: se riusciranno a fermare l’attacco di Verona con continuità, si spalancheranno le porte della transizione e potranno trovare tiri più aperti. Chiaramente la precisione dal perimetro dovrà assistere i padroni di casa, ma la qualità dei tiratori riminesi non è assolutamente in discussione. Sicuramente giocare davanti al proprio pubblico potrà dare quella energia extra che è mancata nei finali delle prime due partite per strappare un successo: il PalaFlaminio si preannuncia bollente e potrebbe essere un fattore. Gli scaligeri dovranno essere bravi ad abbassare il ritmo del match e affidarsi ai loro talenti offensivi: nei primi due episodi della serie lo hanno fatto al meglio, ma in gara 3 potrebbe essere tutta un’altra storia.

L’appuntamento per la palla a due è fissato per stasera alle ore 20.45 in diretta anche su RaiSport. Rimini vuole riaprire questa finale ed evitare il secondo ‘sweep’ consecutivo dopo quello subito contro Cantù lo scorso anno, Verona vuole chiuderla per riabbracciare la massima categoria: le risposte tra poche ore al PalaFlaminio.

Nell’immagine: Giovanni Tomassini e Andrea Loro               Crediti foto: Rinascita Basket Rimini (Facebook)