Un derby ex jugoslavo per il titolo di campione d’Europa under 20 è quanto caratterizza la finale degli europei di basket di categoria juniores che vedrà la Slovenia padrona di casa affrontare la Serbia, ossia una delle compagini maggiormente in forma del torneo.

Alla finalissima, in programma stasera presso la Stožice Arena, la Slovenia si presenta dopo aver eliminato la Francia in semifinale (91:89) e, prima ancora, la Turchia (90:72) ai quarti dopo essersi disfatta agevolmente del Belgio agli ottavi (88:61).

Anche la Serbia, dal canto suo, ha avuto un percorso molto solido. In semifinale la nazionale serba ha avuto la meglio sulla Spagna (72:65), dopo aver avuto accesso alla partita a seguito delle vittorie su Italia (86:63) e Grecia (92:66) agli ottavi e ai quarti rispettivamente.

Controllo di palla contro difesa

Guidata soprattutto da Mark Padjen e Urban Krofilič, la Slovenia, allenata da Danijel Radosavljević, possiede la migliore circolazione e il miglior controllo di palla con medie di 22,8 assist e 11,3 palle perse a partita, oltre alla migliore produttività realizzativa per mezzo di 88,5 punti segnati a incontro.

La Serbia di coach Nemanja Jovanović, che ha trovato in Nikola Džepina e Andrej Lučić i propri leader sul campo, è invece la migliore difesa del torneo, soprattutto sotto le plance. I serbi posseggono infatti medie di 64,0 punti subiti con un 33% concesso dal campo, 32,0 rimbalzi difensivi catturati e 5,7 stoppate date a gara.

Uniche imbattute

Sia la Slovenia che la Serbia hanno superato la fase a gironi con un bilancio immacolato di tre successi in altrettante partite disputate. Da un lato, la Slovenia ha avuto la meglio su Israele, Repubblica Ceca e Romania nel gruppo D, mentre la Serbia ha superato Lituania, Lettonia e Polonia nel girone B.

Da evidenziare nel torneo è anche la prestazione della Croazia, l’altra compagine ex jugoslava della competizione che, guidata da Dino Subašić e Andro Mirčeta, allenata da Petar Babić, è uscita ai quarti nonostante la miglior difesa sul perimetro, con un 18,5% concesso dalla lunga distanza.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Mark Padjen. Credits: FIBA