La medaglia d’oro e la medaglia d’argento ad EuroBasket 2025 saranno le avversarie di Serbia e Croazia in occasione della finestra di febbraio delle qualificazioni ai Mondiali del 2027. È con un doppio scontro dall’alto tasso tecnico, dunque, che le due rappresentative ex jugoslave andranno alla ricerca di punti preziosi per ottenere il miglior piazzamento possibile nella prima fase delle qualificazioni alla Coppa del Mondo.

La vendetta della Serbia

Per quanto riguarda la Serbia, il doppio impegno ha il sapore della rivincita rispetto alla sconfitta maturata della ‘partita di cartello’ del gruppo A degli scorsi campionati europei, che la Turchia ha vinto (95:90) condannando i serbi al secondo posto nel girone e, di conseguenza, ad uno scontro con la Finlandia agli ottavi rivelatosi fatale.

Andata ben al di sotto delle aspettative in Europa, la Serbia ha voltato pagina partendo dall’allenatore, con Dušan Alimpijević chiamato a sostituire un grande della pallacanestro ex jugoslava come Svetislav Pešić al timone di una nazionale tutta da rifondare adattando elementi della tradizione slava alle caratteristiche del basket contemporaneo.

Tradizione e modernità

Alimpijević, che sta facendo molto bene alla guida del Besiktas, crede infatti in una pallacanestro che coniuga una difesa aggressiva ad una fase realizzativa che fa ricorso a ritmi più sostenuti, oltre ad un ricorso più frequente a soluzioni dalla lunga distanza.

Nelle prime due partite delle qualificazioni, vinte di misura su Svizzera e Bosnia Erzegovina, il nuovo coach serbo ha fatto affidamento su un nucleo di giocatori del calibro di Ognjen Jaramaz, Nemanja Dangubić, Balša Koprivica, Stefan Momirov e Nikola Tanasković, che con tutta probabilità, considerata anche l’assenza dei giocatori di Partizan e Stella Rossa, impegnati in Eurolega, avranno ulteriore spazio nel doppio confronto con la Turchia seconda classificata agli Europei.

La riscossa della Croazia

Per la Croazia, il doppio impegno con la Germania ha invece il sapore della riscossa nell’ambito di un processo a lungo termine, tanto paziente quanto importante, volto a riportare la rappresentativa croata tra le grandi del panorama cestistico continentale.

Per la Croazia, la dolorosa esclusione da EuroBasket 2025 ha infatti rappresentato il punto più basso della storia del basket del Paese che ha dato i natali, tra gli altri, a Krešimir Ćosić, Dražen Petrović, Pino Giergia, Arijan Komazec, Toni Kukoč e Dino Rađa.

Veterani e giovani

La riscossa della Croazia è stata affidata a Tomislav Mijatović, allenatore in seconda all’Anadolu Efes, che si è messo generosamente in gioco guidando la nazionale croata dapprima dominando il proprio girone nelle pre-qualificazioni su Danimarca e Norvegia, per poi vincere entrambe le partite delle qualificazioni finora disputate su Cipro e Israele.

Oltre al capitano di livello europeo Mario Hezonja, a Dario Šarić rimasto free agent in NBA, e al gioiello di Bjelovar due volte MVP di Lega adriatica Luka Božić, i cui contributi saranno fondamentali per cercare di sconfiggere i campioni d’Europa in carica, coach Mijatović ha finora dato spazio ai giovani zaratini Michael Ružić e David Škara, affidando la regia ad un tandem di play esperti del calibro di Dominik Mavra e Goran Filipović.

Matteo Cazzulani

Photo credits: FIBA