L’Italbasket è pronta ad affrontare il secondo round della FIBA World Cup 2023. Lo fa dopo una prima fase vissuta tra qualche luce, ma anche diverse ombre.
Nonostante i pronostici e le premesse, gli Azzurri hanno fatto il loro compito ma senza eccellere. Le premesse erano che l’Italbasket si apprestava a giocare questi mondiali forte del sette su sette nelle amichevoli di agosto e in un girone tutt’altro che proibitivo.
La realtà poi è stata diversa. Gli Azzurri hanno vinto due partite su tre del primo round, ma in nessuna delle tre (men che meno nella sconfitta contro la Repubblica Dominicana) ha mai dato l’impressione di poter essere una nazionale “pericolosa” e competitiva.
Quindi si può proprio dire che la cosa da salvare, forse l’unica, sono i due risultati positivi. Con l’Angola male l’approccio, bene la chiusura nel quarto periodo. Con le Filippine è la prima gara in cui è entrato un minimo il tiro dalla distanza.
È stato proprio questo uno dei grossi fardelli della prima parte di mondiale per gli uomini di Pozzecco. Specialmente contro Angola e Repubblica Dominicana le percentuali sono state disastrose. Impensabile sperare di vincere tirando così. E infatti contro i caraibici è arrivata la doccia fredda. Batosta in parte cancellata con la prestazione nella gara conclusiva del girone, anche se è costata la riduzione all’osso delle rotazioni. Momo Diouf ancora non ha visto il campo, ma ora hanno fatto NE anche Matteo Spagnolo e Gabriele Procida oltre ad un Severini in campo solo per un minuto.
In questa prima parte di coppa del mondo poi è emerso un chiaro nervosismo, non tanto in campo quanto in panchina. Nelle prime due gara, in particolare, è venuto fuori ed è stato uno dei fattore che hanno influenzato negativamente la nostra nazionale. Dopo l’Angola il C.T. Pozzecco aveva fatto mea culpa sulla scarsa tranquillità trasmessa ai suoi giocatori. Poi nella partita successiva il patatrac con tecnici ed espulsione annessa.
D’ora in poi – visto che la palla peserà di più – ci aspettiamo un atteggiamento più sereno e “intelligente”: per i giocatori non avere il proprio condottiero in panchina, soprattutto in un momento delicato dove ci sono delle evidenti difficoltà, è pesante.
Poi è chiaro che Pozzecco è Pozzecco e difficilmente si placa. Fa parte della sua persona e del suo personaggio, ormai lo conoscono in tutto il mondo. Ma, quanto possibile, bisogna provare a limitarsi e limitare anche esternazioni che possono essere fuori luogo. Come per esempio l’ultima sul suicidio, probabilmente argomento delicato preso un po’ troppo alla leggera.
Detto ciò c’è una seconda fase da giocare e le cose non saranno certo facili. Bisogna giocare al meglio a partire da domani quando c’è la gara quasi da dentro-fuori. Affronteremo ancora una volta la Serbia che le ultime volte ci ha sempre fatto festeggiare. A partire dal pre-olimpico del 2021, per poi passare ad EuroBasket 2022. L’ultimo incontro risale a qualche settimana fa, per il torneo amichevole dell’Acropolis. Tre vittorie nelle ultime tre uscite per l’Italbasket. Sarà di buon auspicio? È chiaro ed evidente che bisogna fare degli enormi passi avanti rispetto alle ultime tre partite se si vuole sperare in qualcosa di magnifico.
E poi Portorico, sperando che sarà una partita valevole per qualcosa. Ma le difficoltà saranno tante comunque.
Sperando che in questo giorni l’Italia abbia fatto quadrato, abbia ritrovato quello smalto e quella sintonia che eravamo abituati a vedere, non ci resta che attendere domani alle 10 la palla a due che sarà in diretta su Rai Due, Sky Sport, Now e DAZN. 

Eugenio Petrillo