In un Pionir semideserto, e non potrebbe essere altrimenti, la Virtus chiude la sua Eurolega con una vittoria, tornando a gioire a livello continentale dopo quasi due mesi dal successo sul Barcellona. Battuto il Maccabi Tel Aviv sul neutro di Belgrado 89-85, a prendersi la scena è inevitabilmente Carsen Edwards. La guardia di Houston, reduce dai 34 punti segnati contro Cantù, cambia il suo approccio contro la difesa israeliana: molti meno tiri, molto meno pallone tra le mani e pochissimi errori. Chiude con 19 punti (e un perfetto 7/7 da due), 5 rimbalzi, 4 assist, una rubata, 6 falli subiti e 25 di valutazione totale.

Una versione inedita dell’ex Bayern, molto meno accentratore rispetto alle ultime partite prima di Cantù, dove aveva chiuso con percentuali bassissime al tiro e diverse palle perse. Questa sera a Belgrado si è vista una delle migliori versioni del texano: magari diciannove punti possono sembrare pochi per uno come lui, ma è stato il linguaggio del corpo a fare la differenza. Molto più tranquillo, molto più rilassato e prontissimo ad aprire in due la difesa del Maccabi con le sue accelerazioni pazzesche. Ricordando le prolungate assenze di Vildoza e Pajola, a cui si è aggiunta quella di Morgan, Edwards ha fatto più degli straordinari di quanto gli spettasse. Ed è il meritato MVP di quest’ultima partita di Eurolega.

Foto Ciamillo-Castoria

Matteo Orsolan