Reduce da un’annata abbastanza «indecifrabile» dopo l’exploit del biennio Galbiati, sarà ancora una volta un’Aquila Basket Trento nuova quella che si presenterà ai nastri di partenza della stagione 2026-2027.
Il primo cambiamento importante era già ufficializzato da mesi, per la precisione da metà aprile: cambierà la guida tecnica sulla panchina bianconera. È durata solo un anno infatti l’esperienza di coach Massimo Cancellieri: l’ex Paok e assistente dell’Olimpia ha già firmato con il Tofas Bursa, in Turchia. Una stagione di luci e ombre, che ha portato entrambe le parti a optare per una risoluzione anticipata. Se da un lato va infatti dato credito a Cancellieri e alla Trento di quest’anno di aver compiuto uno dei migliori percorsi europei mai fatti dai bianconeri in Eurocup (secondo, probabilmente, solo alle F4 disputate nell’ormai lontano 2016) e di essere andati a un soffio da un clamoroso “upset” ai playoff contro la Virtus Bologna, dall’altra è pur vero che il bottino 12 vittorie raccolte in regular season di campionato, anche se sufficienti a entrare nelle prime otto, è abbastanza scarso: in altre stagioni non troppo lontane, un record simile avrebbe garantito giusto una salvezza in extremis. Diversi giocatori hanno dato l’impressione di essersi focalizzati quasi unicamente sul rendimento europeo, e questo inevitabilmente ai tifosi (e alla società) non ha fatto particolarmente piacere nonostante il positivo finale di stagione.
Al posto di Cancellieri, sulla panchina dell’Aquila siederà Alessandro Rossi. Una scelta da una parte coraggiosa, visto che il coach napoletano è reduce da un’esperienza da dimenticare a Treviso terminata con l’esonero a dicembre, ma dall’altra parte anche quasi “naturale” per una società come quella bianconera che ha fatto della valorizzazione dei giovani il suo tratto distintivo: Rossi è infatti lo stesso allenatore che ha portato la Nazionale Under 20 alla vittoria degli ultimi Europei.
Per il Ds Rudy Gaddo, il Gm Andrea Nardelli e coach Rossi il compito questa estate non sarà semplice: bisognerà cercare di prendere ciò che di buono è stato costruito con Cancellieri, ma anche decidere quali parti è meglio “cancellare”. In questa direzione vanno lette le prime quattro conferme pesanti fatte nelle ultime settimane: i rinnovi di Jordan Bayehe, senza dubbio l’mvp e la nota più lieta della stagione trentina, dell’eterno capitano Toto Forray, che ha dimostrato anche alla soglia dei 40 anni di poter dare il suo contributo quando chiamato in causa (da citare, ad esempio, la prova da mvp nello scontro diretto con Varese rivelatosi decisivo per l’accesso ai playoff), di Patrick Hassan, il promettente play che ha dimostrato grande personalità e lampi di talento nella serie playoff contro la Virtus, quando è stato chiamato a sostituire l’infortunato Devantè Jones, e di Selom Mawugbe, il «totem» difensivo bianconero salito drasticamente di colpi nel finale di stagione, giunto alla sua terza stagione con l’Aquila.
Sul fronte stranieri, escluso il centro californiano, nessun margine per altre conferme. Jones, entrato nel miglior quintetto di EC ma lontano anni luce da quel rendimento all’interno dei confini nazionali, ha firmato un ricco accordo con i London Lions. Per Dj Steward, Khalif Battle e Matas Jogela, l’accordo firmato la scorsa estate prevedeva anche la possibilità di una permanenza a Trento: il prodotto di Duke tuttavia si è messo in mostra giocando una serie da incorniciare contro la Virtus Bologna tanto da finire nei radar di Eurolega. Il lituano, già uscito dal contratto, pare intenzionato a seguire Cancellieri in Turchia (anche se ci sarebbe stato un tentativo della società di confermarlo). Battle invece per lunghi tratti ha deluso le aspettative chiudendo la stagione con la disastrosa prova di gara 5 a Bologna e probabilmente nessuna delle due parti ha davvero interesse a proseguire. Secondo alcuni rumors, la dirigenza bianconera avrebbe fatto un tentativo anche per confermare Peyton Aldrige, che però non sembra destinato ad andare a buon fine.
Certa anche l’uscita in anticipo rispetto alla durata del suo contratto per Andrej Jakimovski. L’ala macedone di formazione italiana ha accusato un pesante calo di rendimento nell’ultima parte di stagione, che ha intaccato almeno in parte l’interesse dalle squadre di Eurolega (Valencia in primis) che lo avevano adocchiato dopo il buonissimo avvio. Jakimovski, in ogni caso, ha abbandonato l’Aquila con un anno di anticipo rispetto al previsto per firmare a Napoli.
L’Aquila si è quindi dovuta muovere in primis per completare il reparto italiani. La prima firma è stata quella dell’accordo triennale con Alessandro Bertini, guardia/ala classe 2002 reduce da una positiva stagione in A2 a Pesaro, in cui ha totalizzato medie da 10.1 punti a partita con ottime percentuali al tiro (57% da 2, 41% da 3). Da capire se questo innesto potrebbe aprire anche ad altri scenari per gli altri giovani pari ruolo italiani attualmente a roster, ovvero Cheickh Niang e Theo Airhienbuwa. Più probabile però che rimangano tutti e tre andando così a formare, insieme ai tre rinnovati sopracitati, il gruppo dei giocatori italiani a disposizione di coach Rossi.
Sciolto, negli ultimi giorni, anche il nodo relativo all’Eurocup: l’Aquila ha ottenuto una nuova licenza per la prestigiosa competizione europea, una vetrina che negli anni ha sempre permesso ai bianconeri di attirare a Trento profili stranieri molto interessanti e giovani di grande prospettiva. Un elemento fondamentale su cui la società punterà per provare nuovamente a mettere a segno qualche “colpaccio” di mercato.
Pochi giorni fa, poi, l’annuncio del primo innesto straniero della nuova Trento: si tratta di Isaiah Bigelow, un’autentica “scommessa” in pieno stile bianconero. Si tratta di un’ala-guardia classe 2000 proveniente da un biennio nel campionato ungherese, dove ha totalizzato medie rispettivamente di 17,1 e 14,2 punti nelle stagioni giocate prima con lo Zalakerámia ZTE KK e poi all’Arconic-Alba Fehérvár. Notevoli i mezzi fisici e atletici quasi più da ala grande che da esterno (201 cm per 93 kg), il tiro da 3 è un fondamentale su cui ancora il prodotto di Wofford e Richmond sta lavorando con discreti progressi. Bigelow, che ha firmato un biennale, porterà sicuramente energia e atletismo in casa bianconera, anche se saranno chiaramente da valutare il suo impatto in un campionato più competitivo di quello ungherese e la sua tenuta con un doppio impegno settimanale.
Rimane da chiarire un’ultima questione, quella riguardante il format che verrà adottato. L’anno scorso, per quella che è stata appena la seconda volta nella sua storia (l’altra era stata nella stagione 2020-2021), l’Aquila ha optato per il 6+6. Una decisione che il ds Gaddo aveva giustificato con la presenza a roster di ben tre italiani under 20, e quindi con la necessità di avere a disposizione un roster più profondo. Quei tre giocatori (Hassan, Niang e Airhienbuwa) sono ancora parte della squadra bianconera, ma sulle spalle hanno un anno di esperienza in più. Bisognerà capire se, nelle valutazioni della società, “basterà” per risparmiarsi un ingaggio straniero (e quindi poter offrire qualcosa di più ad altri giocatori) o se si rimarrà sulla decisione di una squadra più profonda da dare a disposizione del nuovo coach.
Nell’immagine Alessandro Rossi, foto Ciamillo-Castoria
Di Massimo Furlani