C’è chi si ferma davanti alle difficoltà e chi invece trova proprio nelle avversità la spinta per alzare il livello. Jordan Parks appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Nella notte che riporta Venezia in corsa nella finale scudetto, l’ala orogranata sfodera una prestazione da autentico trascinatore, meritandosi il titolo di MVP di gara3.
La Reyer travolge Milano 109-87 e gran parte del merito passa dalle mani del numero 22, protagonista assoluto soprattutto nella ripresa. Parks chiude con 22 punti, 7 rimbalzi, 4 assist e 27 di valutazione in appena 28 minuti di utilizzo, risultando il migliore in campo per impatto e continuità. Numeri impreziositi da un eccellente 4/5 dall’arco e dalla capacità di colpire ogni volta che l’Olimpia prova a rientrare in partita.
E pensare che appena quarantotto ore prima il suo volto raccontava ancora i segni della battaglia del Forum. L’occhio malconcio rimediato in gara2 non gli ha impedito di scendere in campo con la consueta aggressività, trasformando il dolore in energia e leadership.
Dopo un primo tempo solido ma senza particolari squilli, Parks cambia marcia al ritorno dagli spogliatoi. Segna canestri pesanti, corre il campo, apre spazi per i compagni e accende il Taliercio in un momento cruciale della partita. È lui il simbolo della fuga veneziana che spezza definitivamente l’equilibrio e manda Milano al tappeto.
La sua prestazione si intreccia perfettamente con quella di RJ Cole, altro grande protagonista della serata, ma è Parks a incarnare lo spirito della Reyer: intensità, sacrificio e capacità di esaltarsi nei momenti che contano.
Con questa vittoria Venezia riapre la serie e ritrova entusiasmo. Con un Jordan Parks in questa versione, la finale scudetto è tutt’altro che chiusa.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Jordan Parks, foto Ciamillo-Castoria