Dopo dieci anni trascorsi oltreoceano, Dario Saric torna nel club che aveva rappresentato l’ultima tappa della sua carriera europea prima dello sbarco in NBA. L’Anadolu Efes ha ufficializzato il ritorno dell’ala croata attraverso un messaggio pubblicato sui propri canali social, celebrando una storia che riprende da dove si era interrotta.
Nel comunicato, il club turco ha ricordato la prima esperienza di Saric a Istanbul tra il 2014 e il 2016, anni in cui contribuì ai successi nella Coppa di Turchia e nella Coppa del Presidente. Il nuovo accordo legherà il giocatore all’Efes per due stagioni, con un’opzione per un terzo anno.
Qualche indizio sul ritorno era già emerso nelle ore precedenti grazie a un post pubblicato su X dal suo agente Misko Raznatovic. Con una frase enigmatica ma significativa, il procuratore aveva fatto riferimento a un viaggio di ritorno effettuato con dieci anni di ritardo, anticipando di fatto il ricongiungimento tra Saric e il club turco.
Si chiude così una lunga parentesi NBA iniziata nel 2016. Nel corso della sua esperienza negli Stati Uniti, il croato ha disputato 498 partite di regular season, di cui 230 da titolare, mantenendo medie di 10,3 punti e 5,3 rimbalzi. Durante la sua carriera ha vestito le maglie di Philadelphia 76ers, Phoenix Suns, Minnesota Timberwolves, Golden State Warriors, Oklahoma City Thunder, Denver Nuggets e Sacramento Kings.
Gli ultimi mesi della sua avventura americana sono stati particolarmente movimentati. A inizio febbraio Saric era stato inserito in una trade che lo aveva portato dai Sacramento Kings ai Chicago Bulls. Due giorni più tardi era nuovamente finito al centro di uno scambio, questa volta con destinazione Detroit Pistons. La sua permanenza nel Michigan è durata però pochissimo: il 9 febbraio è arrivato il taglio che lo ha reso free agent, aprendo definitivamente la strada al ritorno in Europa.
Più in generale, la carriera dell’ala croata oltreoceano è stata fermata dall’infortunio al legamento crociato in gara 1 delle NBA Finals con la maglia dei Suns. Quello stop gli ha impedito di proseguire il momento migliore della sua vita americana e, da quel momento, il giocatore non è più riuscito a ritagliarsi un ruolo di rilievo nella lega più importante del mondo.
Per l’Anadolu Efes si tratta di un innesto di grande esperienza internazionale, mentre per Saric rappresenta l’occasione di ripartire ad alti livelli e di riannodare il filo con un ambiente che conosce bene e da cui, dieci anni fa, era partita la sua avventura nel basket statunitense.