Se l’Olimpia Milano ha conquistato il 32° scudetto della propria storia completando uno storico Triplete italiano, gran parte del merito porta la firma di Armoni Brooks. Il titolo di MVP della stagione non sembra infatti ammettere discussioni. La guardia statunitense è stata il volto della rinascita milanese, il giocatore capace di accendere la squadra nei momenti più difficili e di trascinarla fino al tricolore.
Classe 1998, nato a Waco in Texas, Brooks ha vissuto la stagione della definitiva consacrazione europea. Un’annata che inevitabilmente lascia anche un pizzico di amaro in bocca nell’ambiente Olimpia. Soltanto dodici mesi fa, infatti, l’ex NBA era finito ai margini delle rotazioni nell’ultima e decisiva parte della stagione guidata da Ettore Messina. Oggi, guardando quanto accaduto negli ultimi mesi, è inevitabile chiedersi cosa sarebbe potuto succedere se quel talento fosse stato valorizzato prima.
Con Peppe Poeta è arrivata la piena investitura. Brooks si è preso la leadership tecnica ed emotiva della squadra, diventando il punto di riferimento offensivo dei biancorossi. Tiratore letale, uno di quelli che non possono essere lasciati liberi nemmeno per un istante. Guai a battezzarlo: quando trova ritmo sa trasformarsi in una macchina da canestri capace di segnare in serie e cambiare il volto delle partite nel giro di pochi possessi.
Le sue cifre raccontano solo in parte l’impatto avuto. In regular season ha viaggiato a 14,4 punti di media in quasi 24 minuti, confermandosi poi nei playoff con 11,8 punti a gara e risultando decisivo anche nel cammino che ha portato alla conquista della Coppa Italia, chiusa a 16,7 punti di media. Numeri importanti, ma che non spiegano completamente il peso specifico delle sue giocate.
Perché Brooks è stato soprattutto l’uomo dei canestri pesanti. Quelli sulla sirena, quelli che spezzano l’inerzia, quelli che tolgono certezze agli avversari. Tante le gare decise dal suo talento e dalla sua capacità di accendersi all’improvviso. Emblematica gara-2 delle Finals contro Venezia, quando nel finale del secondo quarto infilò dieci punti consecutivi, ribaltando l’inerzia della sfida e infiammando il Forum.
È stata la stagione della maturità, del salto di qualità definitivo e della consacrazione ad altissimi livelli. Una crescita che non è passata inosservata sul mercato europeo. Il nuovo ricco contratto pluriennale firmato con l’Asvel rappresenta la certificazione del suo valore e del percorso compiuto.
Milano si gode lo scudetto e guarda già al futuro, ma una certezza rimarrà scolpita nella memoria dei tifosi: il volto della stagione 2025-26 ha quello di Armoni Brooks. L’uomo che ha acceso l’Olimpia nei momenti decisivi e che, con il suo talento, ha contribuito in maniera determinante alla conquista del tricolore numero 32.

Eugenio Petrillo