Un mercato ancora da realizzare in entrata, per lo meno ufficialmente, è ciò che sta caratterizzando la situazione di un Partizan che nella nuova stagione è chiamato a riscattare un’annata sportiva sottotono sia in Eurolega che sul piano nazionale, e che per questa ragione sta destando più di una preoccupazione non solo tra i tifosi bianconeri.

Ufficializzate solo le partenze

Oltre a coach Joan Peñarroya, che dopo essere stato confermato dalla dirigenza di Belgrado alla vigilia delle finali di Lega adriatica ha la possibilità di assemblare un roster per proporre la propria pallacanestro ad alti ritmi basata su soluzioni prevalentemente perimetrali e difesa aggressiva, sotto contratto al Partizan ad oggi ci sono solo cinque giocatori.

Assieme a Carlik Jones, il leader sul campo attorno al quale Belgrado intende costruire la rosa per la nuova annata sportiva, sicuri di vestire la maglia bianconera sono Arijan Lakić e Mario Nakić nel settore esterni, oltre a Mitar Bošnjaković, Tonye Jekiri e Joffrey Lauvergne sotto canestro. Da verificare sono le situazioni di Aleksej Pokuševski, capitano ad interim nel corso della passata stagione, e di Vanja Marinković, che ha saltato la seconda metà dell’annata sportiva per infortunio.

Secondo indiscrezioni, il Partizan avrebbe raggiunto accordi con l’esterno versatile Kyle Allman, con le ali Derek Willis e Nikola Tanasković, e col centro Kevarius Hayes. Tuttavia, a essere ufficializzate sono state solo le partenze di Dylan Osetkowski al Valencia, Sterling Brown allo Žalgiris, Duane Washington al Bayern Monaco, Bruno Fernando all’Anadolu Efes, senza tralasciare le separazioni da Aleksa Radanov e Shake Milton.

Questione d’identità

Col passaggio di Nick Calathes al PAOK Salonicco, il Partizan ha inoltre perso quel playmaker veterano ragionatore e passatore che stabilizzato il gioco di coach Joan Peñarroya. La partenza di Isaac Bonga, reclutato dal Panathinaikos di quel coach Željko Obradović che ha portato l’esterno tedesco al Partizan due anni fa, ha invece privato Belgrado di un eccellente difensore.

‘Basketball Sphere’ riporta come tale situazione abbia suscitato la frustrazione di Carlik Jones, che sui propri social ha postato un messaggio apertamente critico nei confronti della situazione. “Cosa stiamo facendo? Sono solo io a credere che siamo matti?” ha scritto il playmaker sud sudanese sui propri social, ricalcando, secondo la fonte serba, il sentimento di molti tifosi bianconeri.

A preoccupare la base del Partizan è altresì l’identità fortemente straniera e nordamericana che la dirigenza potrebbe confermare anche per la prossima stagione, nonostante i bianconeri abbiano perso una finale di Lega adriatica contro un Dubai che, a differenza di Belgrado, ha fatto largo affidamento a giocatori provenienti dallo spazio ex jugoslavo.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Carlik Jones. Credits: Partizan Mozzart Bet / Dragana Stjepanović