Cedevita Zagabria, Split Spalato e adesso anche Napoli Basket è il percorso finora compiuto dal tandem padre-figlio composto da Jasmin e Dino Repeša. Come dichiarato dalla dirigenza partenopea, il tandem, con papà Jasmin capo allenatore e il figlio Dino primo assistente, è al vertice di un progetto sportivo che, nella nuova stagione, sarà impegnato con forti ambizioni sia in Serie A che in un’EuroCup divenuta altamente competitiva.
Per Jasmin Repeša, la collaborazione è un prolungamento della partnership che, l’anno scorso, ha visto Dino capo allenatore di uno Split al quale, a seguito della separazione dalla Trapani Shark, papà Jasmin si è aggiunto in qualità di consulente, prima che il club erede della gloriosa Jugoplastika decidesse di girare pagina e affidare la guida tecnica al serbo Miodrag Rajković per cercare, invano, di evitare la retrocessione in Lega adriatica.
Un mercato importante
Prima ancora, nell’estate del 2013, Jasmin Repeša ha voluto Dino alla Cedevita Zagabria per due stagioni assieme a Veljko Mršić, del quale l’ex giocatore delle giovanili di Fortitudo Bologna e Benetton Treviso è diventato primo assistente nel 2015. Assieme a Dino Repeša, Mršić nel suo staff tecnico ha desiderato integrare il suo ex compagno di squadra nella Varese della stella Gianmarco Pozzecco, che proprio grazie all’esperienza alla Cedevita ha rilanciato una carriera da allenatore che, alla fine, lo ha visto protagonista in Europa con Sassari e nel mondo con la nazionale italiana.
Tornando al Napoli, oltre alla definizione dello staff tecnico i partenopei in vista della nuova stagione hanno lavorato anche al roster con una lunga serie di acquisizioni importanti, a partire dalle guardie Jahmi’us Ramsey, Jeff Dowtin e Marco Spissu, ingaggiati rispettivamente da Trieste, Maccabi Tel Aviv e Saragozza. Nel reparto ali, coach Jasmin Repeša ha voluto, tra gli altri, John Petrucelli dal Galatasaray, Zac Seljaas dall’ASVEL e Andrej Jakomovski dall’Aquila Trento.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Jasmin Repeša (a sinistra) e il figlio Dino (a destra). Credits: Cedevita Zagreb