“Allora, avete presente un palazzo? Sapete perché esiste il quarto piano? Perché prima ci sono il terzo, il secondo, il primo e il piano terra”.

La voce è calma, l’accento d’entroterra, il passo conquista il centro del parquet con la discrezione di chi non vuole invadere lo spazio, ma ha il dovere di rimettere in ordine le idee del gruppo.

Assistere alla preparazione al mondiale dell’Italbasket femminile diretta da Andrea Capobianco è come entrare in un laboratorio di meccanica di precisione. Ogni situazione è pensata, provata e riprovata al millimetro, alla ricerca del punto d’equilibrio tra l’automatismo del gesto e la capacità di tenere sempre un occhio sull’imprevisto. Lo spettacolo è tutto nell’intelligenza di un collettivo che sa muoversi con una sincronia che incanta. Il meccanismo difensivo imbriglia gli avversari in un cappio asfissiante, fatto di raddoppi, scambi, blocchi e tagliafuori. La concentrazione elettrica, anche in allenamento. Un campo magnetico costante, che la metafora del quarto piano riporta alle fondamenta, o se preferite, ai fondamentali.

Vale per lo schema e per l’azione successiva, vale per le giocatrici che ascoltano il coach con la fronte corrugata e le mani sui fianchi, ma riguarda anche noi che questa nazionale abbiamo il privilegio di raccontarla.

Piano terra: mondiali 2026, Germania. Dal 4 al 13 Settembre. Sedici squadre che il ranking mondiale accredita, con poche eccezioni, sopra il livello delle azzurre. Meglio così, magari qualcuna farà l’errore di sottovalutarle ancora. I favori del pronostico se li giocano Australia, Cina, Spagna, Francia, Belgio, senza dimenticare la Germania, padrona di casa, e le rivelazioni come la Nigeria. Sedici squadre come sedici palle da biliardo. Agli Stati Uniti il destino della nera. Chi li incrocia nella fase a eliminazione, è fuori. Matematico. Non perdono da quasi vent’anni, dal 21 Settembre 2006, contro la Russia. Poi soltanto vittorie: 30 su 30, per 4 titoli mondiali vinti consecutivamente (2010-2014-2018-2022). La cattiva notizia per l’Italia è ritrovarseli contro già nel girone, con il primo posto virtualmente ipotecato; la buona è che dopo non dovremo più vedercela con loro, almeno non prima della finalissima del 13 Settembre, a Berlino.

Berlino, Italia, mondiali. E mi fermo qui. Non tanto per scaramanzia, quanto perché sono convinto che se guardiamo a queste atlete misurando solo i risultati, le statistiche, rischiamo di perdere il piacere di fare la strada con loro. Gradino dopo gradino, a partire dal piano terra. Anzi: terra-terra, proprio come la “cultura sportiva” della pallacanestro femminile, capace di radicarsi soprattutto nei centri dell’Italia profonda – da Schio a Tortona, passando per Campobasso, Roseto degli Abruzzi – e di riscattare le cosiddette periferie delle grandi città. Una realtà che in meno di due anni sta coinvolgendo sempre più persone, tra podcast, giornali, serie televisive, fino alla consacrazione simbolica con cui Mamma Rai ha deciso di dedicare alla nazionale la prima serata su Raidue.

Si comincia contro la Rep. Ceca: venerdì 4 Settembre, ore 20.00.

Un’Italia sportiva diversa da quelle a cui siamo abituati, partita in sordina, lontana dalle mode, che lentamente, con umiltà, sta indicando la rotta al resto del Paese. Una squadra che sa prendersi maledettamente sul serio, pur senza perdere l’ingenuità di chi si stupisce ancora del proprio successo.

Una storia quasi d’altri tempi, che mi permette il divertimento e la leggerezza di giocare con la penna, quando aggiungo, per ciascuna delle 12 convocate, un nomignolo che ha il sapore di un “in bocca al lupo” prima di una nuova avventura.

Eccole, una per una:

 

N.0 – Jasmine Special K-eys

  1. 5 – Matilde Mara-Villa
  2. 6 – Francesca Pi GrecoPasa

N.8 – Costanza Cocca Verona

N.9 – Cecilia Ghepensimì Zandalasini

  1. 11 – Francesca Kung fuPan
  2. 13 – Lorela Dottor Jeckyll & MissCubaj

N.14 – Sara Taz Madera

  1. 18 – Mariella RubamazzettoSantucci
  2. 19 – Martina Furetto CannibaleFassina
  3. 22 – Olbis ProvvidenzaAndré

N.55 – Vittoria Passepartout Blasigh

 

Coach: Andrea Yoda Capobianco