L’accoglienza da eroe in occasione del ritorno sulla panchina che lo ha consacrato l’allenatore maggiormente vincente d’Europa potrebbe essere il tema principale della sintesi della prima partita del Panathinaikos in Eurolega con Željko Obradović al timone della compagine di Atene. Tuttavia, nello sport la banalità non porta mai a identificare come si dovrebbe una situazione che va ben oltre le semplici apparenze e le crude cifre della vittoria travolgente dei greci sul Paris Basketball (91:72).

Col successo, Željko Obradović ha ristabilito l’importanza dei principi e della tradizione in una pallacanestro europea troppo spesso distratta a seguire gli Stati Uniti d’America, quasi a voler rinunciare alla propria natura per diventare la brutta copia di un basket a stelle e strisce che poco ha a che vedere con la tradizione dell’Europa.

Difesa e allenamento

L’Europa, appunto, non è l’America, soprattutto nella pallacanestro. Ecco che dunque Željko Obradović ha offerto una solidissima prestazione difensiva che ha riportato il Panathinaikos a concedere solamente 44 punti nei primi trenta minuti di gioco. Il risultato difensivo, mai visto alla OAKA arena dal 2012, non a caso è stato profuso contro la squadra senza dubbio più ‘americana’ di Eurolega, che dai tempi di Tuomas Iisalo e Thiago Splitter ha cercato di copiare in Europa lo stile di basket dell’NBA.

Oltre che di difesa, la pallacanestro europea è fatta anche di allenamento, un altro dei pilastri di Željko Obradović che lo stratega nativo di Čačak ha dato prova di onorare scegliendo un quintetto base inedito composto proprio da quegli atleti che hanno avuto modo di allenarsi più di frequente: Jerian Grant, Paniagiotis Kalaitzakis, Lefteris Mantzoukas, Guerschon Yabusele e Kostas Mitoglou.

Sorrisi e concentrazione

La scelta di Željko Obradović non ha avuto impatto alcuno sulla tenuta di un roster che si è dimostrato ben coeso e già di per sé ben affiatato proprio grazie al teorema dell’allenamento. Le espressioni di complicità da parte di Sylvain Francisco, Matthias Lessort e del già citato Guerschon Yabusele, già abituati ad allenarsi assieme, soprattutto nel contesto della nazionale francese, ne sono state conferma.

Infine, da notare è una differenza nello stile comunicativo, sia verbale che non verbale. Sulla panchina del Panathinaikos è infatti tornato un allenatore che parla poco, bada ai fatti e continua a dare indicazioni ai propri giocatori, quasi a considerare una partita di Eurolega dall’altissimo impatto emotivo come una regolare sessione di allenamento.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Željko Obradović. Credits: Panathinaikos BC