Nello speciale di BM l’abbiamo definito “Il mondo nuovo”: è la stagione che si apre e che fa da spartiacque tra il basket e l’organizzazione che abbiamo visto finora e quello che sarà dal prossimo anno, se la NBA Europe avrà davvero il suo battesimo. Stiamo assistendo alla sua trasformazione da molti mesi, da quando Silver e Tatum hanno annunciato la rivoluzione che si apprestano a realizzare nel vecchio continente e che finora è rimasta sulla carta, peraltro abbastanza nascosta, ma che si dà ormai per sicura visto quello è avvenuto in estate. Tanti, troppi, gli interrogativi. Primo fra tutti come potranno coesistere tre leghe: la nuova, l’Euroleague ormai consolidata, i singoli campionati, dovendo pur tenere conto delle esigenze delle Nazionali. E poi come si divideranno le risorse, quale sarà il vaso di coccio tra tanta abbondanza, ma anche come risponderanno gli appassionati che – non dimentichiamoli! – saranno i destinatari di uno spettacolo che al momento si presenta fin troppo ricco. Se gli esperti di marketing ne hanno certificato sostenibilità e successo possiamo solo aspettare e vederne i risultati: a fronte della lotta di resistenza di Euroleague che rilancia a suon di franchigie e di contratti a lunga scadenza, ci sarebbe la volontà della NBA di raggiungere un accordo che i proprietari di EL dovrebbero discutere il prossimo 5 ottobre. Per quest’anno è chiaro che non cambierà nulla.

Intanto partono i nostri campionati annunciati nei mesi scorsi da due novità insieme dolorose e clamorose: il passo indietro forzato di Cremona e Brescia e la nascita di due nuove società, la BC Roma e la Maxima che, dopo tanta aridità scossa solo dalla rinascita della Virtus Roma e dalla resilienza della Luiss, portano un’inattesa abbondanza nella Capitale con un doppio blitz americano. E questa è la grande novità dell’anno che verrà: nate dal nulla, basate su fondamenta che hanno appena cominciato a costruire, ma con seri propositi di consolidamento in prospettiva, con l’interessante quesito di quale sarà la risposta e l’accoglienza a Roma e sugli altri campi della Serie A. Nell’attesa, godiamoci l’avvio di una stagione che, comunque, è stata preceduta da inediti fermenti nonostante la recente audizione in Senato degli sport professionistici abbia evidenziato una situazione particolarmente grave per il calcio ma non felicissima per il basket.

Sulla carta è aumentato il livello tecnico e di conseguenza – è auspicabile – la competitività. Dopo anni di vacche magre, è arrivato un discreto numero di giocatori di buon livello che ora dovranno dimostrare sul campo le qualità annunciate e accompagnate da interessanti referenze. La parte del leone l’ha fatta l’Olimpia che non a caso ha completato a Tortona il triplete stagionale firmato da Peppe Poeta, ma Venezia che ha ceduto solo sul filo di lana ha dimostrato di poter competere quasi alla pari, mentre la Virtus ha avviato con Mumbrù in panchina un inevitabile processo di ringiovanimento proiettato più al futuro che a risultati immediati. Insomma, un tris di protagoniste annunciate al quale si aggiungono interessanti novità. Oltre a Tortona che prosegue il suo consolidamento a dimostrazione di quanto sia importante la disponibilità di un impianto moderno e confortevole, è Napoli che, affidandosi a Repesa e a un roster di livello, si propone come sorpresa dell’anno, senza trascurare i progressi di Varese e Reggio Emilia dopo troppi anni di anonimato.

E poi, tutte da scoprire, ci sono le due romane: la BC Roma che affronta un vero battesimo di fuoco a Treviso, contro una squadra non troppo valutata nelle previsioni della vigilia, ma che ha la tradizione dalla sua parte. Per la squadra di Magro, a cui è stato affidato un progetto ambizioso, è fondamentale partire con il piede giusto. Così come per la Maxima che avrà modo di valutare la propria consistenza riaprendo dopo anni il PalaEur al basket confrontandosi con Napoli che sta facendo la sua parte nel quadro generale di grande vivacità dello sport partenopeo che l’America’s Cup sta valorizzando nonostante l’avvio incerto del calcio di Allegri. Cotelli e Bilan i testimoni più significativi: il giovane coach che ha stupito lo scorso anno al suo esordio da head coach con la grande e sfortunata stagione di Brescia e uno dei migliori giocatori apparsi sui nostri parquet negli ultimi anni.

In campo negli anticipi anche Venezia contro Cantù e Reggio Emilia contro Trento: subito un bel banco di prova per due squadre attese ad una grande annata, mentre domenica Varese-Virtus Bologna è già un confronto di alto valore. Tortona-Verona e Udine-Scafati saggeranno le possibilità delle due neopromosse, Milano-Trieste conclude il programma della prima giornata con i giuliani che hanno spesso messo in difficoltà i campioni.

Ci sono note positive nella stagione che si apre. Innanzi tutto sotto il profilo degli impianti con i nuovi Palazzetti costruiti, a breve disponibili o progettati e realizzabili in tempi più o meno lunghi a Cantù, Bologna e Venezia, senza trascurare la volontà di Napoli di riportare presto in vita quello che era il Mario Argento ponendo già nei prossimi mesi la prima pietra. Con più della metà delle squadre che puntano credibilmente ad una stagione di vertice, non dovrebbe mancare l’equilibrio e una caratura tecnica migliore del passato. L’inedita partecipazione in massa alle coppe europee è un altro elemento di grande interesse. Infine, ma questa è più una speranza, la possibilità per i giovani italiani di trovare finalmente spazio, minuti e responsabilità per crescere. Non dimentichiamoci infatti che a novembre la Nazionale si giocherà contro Turchia e Serbia la qualificazione per la World Cup del prossimo anno, traguardo indispensabile per dare continuità al processo di crescita che i fermenti di quest’estate hanno confortato.

Buon campionato.

 

di Mario Arceri

Nell’immagine Nico Mannion, foto Ciamillo-Castoria