Una prassi di buon senso delle competizioni internazionali di ogni sport è che la nazionalità degli arbitri non dovrebbe corrispondere al Paese delle squadre coinvolte. Seppur bravo, a detta di molti il miglior arbitro che il calcio italiano abbia mai espresso, Pierluigi Collina, ad esempio, non è mai stato chiamato ad arbitrare la Nazionale italiana, anche se, proprio per via della sua riconosciuta capacità (ma parliamo ovviamente di Collina) il fischietto bolognese è stato chiamato a dirigere qualche italiana in Champions League o Coppa UEFA.

Un cortocircuito rispetto a tale prassi si verificherà in maniera sorprendente in una Lega adriatica che nelle ultime settimane è stata al centro di un braccio di ferro tra la dirigenza dell’organizzazione che gestisce il torneo che raccoglie il meglio della pallacanestro della ex Jugoslavia e il collegio arbitrale, che è stato interamente sostituito da nuovi direttori di gara privi di esperienza internazionale, spesso provenienti da Paesi dalla modesta cultura cestistica.

Tale situazione ha portato alla nomina a primo arbitro di uno scontro diretto di cruciale importanza per la lotta salvezza tra Zadar ed Estudiantes Podgorica di un arbitro montenegrino di seconda fascia, Sead Babić, che alla Krešimir Ćosić Arena di Zara, la basket city d’Europa per eccellenza, farà il suo debutto in una competizione internazionale.

Un montenegrino arbitrerà i montenegrini

A porre un quesito di non poco conto non è l’esordio di Babić nel torneo ex jugoslavo, bensì la sua nazionalità. Riepiloghiamo: lo Zadar e la seconda squadra della Budućnost Podgorica, la capitale del Montenegro, si affrontano in una partita che è già cruciale per la zona retrocessione, ed il primo arbitro che dirigerà la partita (assieme a un tedesco poco noto, tale Hakan Senkesen) è registrato nelle liste B della federabasket del Montenegro.

Di dubbi sulla correttezza dell’arbitraggio non vi è senso sollevarne a priori. Tuttavia, è comprensibile come la nomina di un arbitro montenegrino nominato a condurre una partita cruciale per la salvezza dello Zadar non fornisca a Zara particolari motivi di fiducia nei confronti né del direttore di gara principale, né della Lega adriatica.

Del resto, un noto politico del nostro Paese affermò che a pensar male a volte ci si azzecca. La politica, in effetti, potrebbe essere una chiave di volta per chiarire la regione della nomina. Nell’aspra querelle interna all’assemblea della Lega adriatica, l’Estudiantes si è infatti schierato col gruppo dirigente, comandato dal Partizan, mentre lo Zadar si è collocato all’opposizione, guidata dalla Stella Rossa.

Matteo Cazzulani

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