Quando la fatica e le assenze complicano la situazione, il cuore, e anche la voce dei propri tifosi, che così come a Parigi hanno fatto giocare la squadra in casa pur essendo formalmente in trasferta, è la chiave per ottenere il risultato sperato. È così che va letta la vittoria esterna del Partizan sul Bayern Monaco (84:86), che grazie a una rimonta fatta di determinazione e fermezza ha ottenuto il terzo successo in tre incontri in Eurolega, restando in tal maniera al primo posto nella classifica della massima competizione europea per club.
Sotto di tredici lunghezze a pochi secondi dalla fine del terzo periodo (65:52), il Partizan ha saputo recuperare con calma, lucidità e anche una buona dose di cinismo nel corso di un ultimo quarto nel quale Belgrado ha fatto leva sui principi che hanno permesso ai serbi di prevalere anche sul Bayern, ovvero difesa aggressiva e circolazione di palla. Se, nel complesso, il Partizan ha forzato 16 palle perse con 13 recuperi, nella quarta frazione di gioco, quella decisiva, Belgrado ha provocato 6 turnover con 3 palle rubate, oltre a realizzare 5 assist.
Bene gli ex Virtus
Se, per coach Joan Peñarroya, la chiave della partita era limitare i due principali realizzatori del Bayern, con Johannes Voigtmann tenuto a 2 punti e Andreas Obst fermo a soli 8 punti, cruciale è stata la difesa nell’ultima azione su Duane Washington, che ha vietato all’ex della partita di punire la squadra nella quale ha militato nelle scorse due stagioni dalla lunga distanza.
A livello individuale, Tonye Jekiri ha realizzato 17 punti e 5 rimbalzi, mentre Carlik Jones ha segnato 16 punti con 5 assist. Importanti, tra le file del Partizan, sono state le prestazioni degli ex giocatori della Virtus Bologna soprattutto in difesa, con Luca Vildoza a realizzare 8 punti, 4 assist e 3 recuperi, e Alessandro Pajola a mettere a segno 4 punti, 7 assist e 4 recuperi.
Bayern vs. Partizan 84:86 – statistiche
Matteo Cazzulani
Nella foto: Carlik Jones del Partizan (in maglia bianca). Credits: Partizan B.C.