Le parole dei due coach, quello di Trieste Franco Ciani e quello di Trento Lele Molin dopo il loro scontro in Supercoppa:
LELE MOLIN:
“Ci sarebbero tante attenuanti, ma nella partita di questa sera la squadra è venuta a mancare nelle cose fondamentali da cui non possiamo prescindere: ci siamo più preoccupati di cosa fare e non abbastanza del “come”, subendo decisamente troppo in difesa e negli uno contro uno. Abbiamo concesso 27 punti in contropiede, e tanti punti anche in area dove abbiamo davvero fatto fatica a limitare l’impatto dei loro lunghi. Dobbiamo lavorare tanto e crescere sotto molti aspetti, come è normale che accada a questo punto della preseason: siamo contenti di aver ritrovato il pubblico, avremmo preferito regalargli una performance migliore ma è sempre bello sentire il calore del palazzetto seppur a capienza contingentata”.
FRANCO CIANI:
“La chiave della nostra vittoria è stata la capacità di stare insieme, soffrire insieme difensivamente e costruire attacchi collettivi, nonostante la brillantezza in questa fase della stagione non possa essere ai massimi livelli. Mi è piaciuta la voglia di tutti i giocatori di voler cercare soluzione offensive elaborate e non attacchi basati unicamente sul talento. In difesa abbiamo stretto i denti nei momenti di maggiore difficoltà riuscendo ad uscirne anche con ottime azioni di contropiede”.
Sulle palle perse della sua squadra, unico piccolo neo statistico della serata, Ciani non ne fa un dramma: “E’ uno scotto che dobbiamo pagare oggi. Abbiamo affrontato il match con il desiderio di cercarci e condividere il pallone. È normale che abbiamo perso qualche palla di troppo dato che i giocatori hanno appena incominciato a conoscersi e dato che Trento ha proposto una certa fisicità in ogni situazione difensiva”.
“Sulla sfida con Tortona, è una squadra diversa rispetto a Trento e possiede giocatori molto esperti del nostro campionato. Saranno più avanti di noi nella costruzione del proprio sistema offensivo e dunque per arginare questo dovremo provare a cementare le nostre regole di base del nostro gioco senza correre dietro ad una preparazione tattica che con loro sarà difficile costruire durante l’anno e quasi impossibile in tempi così stretti”