Sassari fa 4 su 4 e batte Varese 77-61, nell’ultima partita di questi gironi di Supercoppa. Un match che fino al secondo periodo è sembrato anche essere in bilico, ma che poi ha visto i padroni di casa dilagare nel punteggio, salvo poi essere ripresi nel finale da una Openjobmetis che ancora deve trovare la quadratura del cerchio.

Un match, come abbiamo detto, che fino al secondo periodo è stata anche in bilico. Sassari era apparsa un po’ sorniona, Varese aveva capitalizzato al massimo le occasioni che le si erano presentate. Un ottimo Wilson, soprattutto da 3, aveva addirittura aiutato i suoi a chiudere in vantaggio il primo quarto, dopo essere stati sotto anche di 10. Poi è salito in cattedra l’alieno Logan, sbarcato sulla terra in 3 minuti mettendo a referto 11 punti. Quando viaggia a queste medie, ci si chiede spesso se l’età sia veramente solo un numero che periodicamente straccia quando si aggiusta i piedi da 3. Stargli dietro è impossibile sotto ogni punto di vista, eppure Varese era riuscita a compiere uno sforzo in più e aveva trovato modo di ribattere colpo su colpo. 40-35 il risultato in un intervallo che però ha segnato la fine delle speranze biancorosse: Sassari infatti ha poi dominato in lungo e in largo nel terzo periodo toccando anche il +20 e ipotecando di fatto la vittoria. Varese dovrà lavorare molto, sotto ogni aspetto di gioco e soprattutto di mente: non è possibile avere un blackout ogni partita al terzo periodo da più di un anno a questa parte. La testa è fondamentale in questo gioco, più del tiro e più del talento. Tutto passa da lì e quando si spegne, non bastano i miracoli per rimettere in carreggiata alcuna partita…