Di forza, di tecnica, di personalità. Con la solidità mentale della Virtus di questi tempi. Così, il gruppo bianconero di coach Sergio Scariolo ha confezionato una prestazione concreta e matura dentro un “PalaFerraris” di Casale Monferrato gonfio di pubblico, di passione, di orgoglio, di entusiasmo, di affetto per quella Bertram Tortona che nel suo percorso ha stupito tutti e, da matricola assoluta della massima serie, è arrivata a scrivere una autentica favola. Fino a sfidare la grande Virtus Segafredo del sommo artista Teodosic, del guerriero Shengelia, dell’esplosivo centrone Jaiteh, del sapiente Weems, di Hackett con la sua faccia da duro, di capitan Belinelli e della sua grande mentalità. E’la V nera anche di Pajola, di Cordinier, di Mannion, di Tessitori.
La Virtus ha comandato, sempre. In gara3. Aggredendo la partita. Con un impatto fortissimo. Quel 10 a 0 dopo tre minuti e mezzo (firmato dal quintetto Hackett-Teodosic-Cordinier-She ngelia-Jaiteh) è stato un messaggio potente lanciato dagli uomini di Scariolo. Classe e muscoli, energia e orgoglio. Difesa, rimbalzi, transizione e contropiede. Gli occhi della tigre e il fuoco nel cuore. Non bisognava concedere neppure la minima confidenza ad un avversario che la Virtus ha imparato a conoscere, a temere e a rispettare.
Infatti un eventuale avvio incerto, o comunque poco incisivo, dei virtussini avrebbe infiammato il palasport di Casale Monferrato. Spingendo, esaltando la Bertram Yacht Tortona nel suo ammirevole sforzo. E allora per la V nera gara3 della serie di semifinale sarebbe diventata complessa.
La Segafredo per quasi cinque minuti non ha fatto vedere alla Bertram la via del canestro. Sì, il primo canestro su azione di Tortona è arrivato al 5’ quando, frattanto, i virtussini ne avevano già prodotti 15 di punti, e poi Milos Teodosic con una tripla li ha spinti a quota 18 al sesto minuto di gioco.
Indubbiamente, su quell’avvio potente del gruppo di Scariolo, la Bertram Tortona ha smarrito certezze. Aggredita, anticipata, costretta a cattivi passaggi e a palle perse. Faticando anche a contrastare a rimbalzo la V nera di Bologna (che stavolta ho visto più efficace nei “tagliafuori”).
Coach Marco Ramondino ha cercato, anche con modi alquanto energici, di scuotere la sua truppa. In particolare JP Macura, avendolo visto soft e un po’ fuori partita. Tatticamente il timoniere della Bertram ha messo in atto qualche adattamento, ad esempio abbassando il quintetto per avere più ritmo e per cercare di limitare la fluida transizione della Virtus. Eh sì, qualche scintilla Ramondino l’ha accesa. Chiedendo faccia tosta, e corsa, al quintetto Wright, Filloy, Mascolo, Severini, Cannon. In particolare le prodezze di un Luca Severini da combattimento hanno contribuito a quel parziale di 10-0 confezionato da Tortona, E allora, Bertram ancora aggrappata alla partita al termine del primo quarto. Però, in quel periodo, la Virtus Segafredo aveva concesso minuti di riposo a Teodosic, Shengelia, Hackett e Jaiteh.
In avvio di secondo quarto 5 punti consecutivi di Amar Alibegovic permettevano alla V nera di riprende 10 punti di vantaggio. Poi afferrava la scena Marco Balinelli: un canestro in taglio dentro l’area lungo la linea di fondo, su assisti di Weems, poi un siluro dalla lunga distanza per portare la Virtus sul +13.
Ramondino si affida alla difesa a zona per tentare di fermare il ritmo e le manovre rapide, armoniose della Virtus. Ma c’è Milos, tocca a lui ad accendersi di luce, confeziona due triple e la zona salta. Preziosissimo, fondamentale,Toko Shengelia dalla posizione di post basso: da lì può essere padrone della linea di fondo, oppure in dimensione regista (eccellente la visione di gioco del georgiano) scaricare e servire assist ai compagni. Morale: una Segafredo brillante e fluida, con bella circolazione di palla, balza sul +20.
E’ una Virtus che difende forte, con i suoi cambi sistematici. Difende forte anche sui blocchi, sui tagli. Sporcando tiri, intercettando passaggi.
Un calo di tensione dopo l’intervallo (ecco, su questo punto Scariolo dovrà lavorare) vede la Virtus concedere qualcosa di troppo. E Tortona dal -20 arriva sul -9. Coraggioso recupero. Ma non è rimonta. L’illusione dura lo spazio di qualche battito di ciglia. Daniel Hackett e Milos Teodosic sparano due triple micidiali. Come a urlare: Qui comandiamo noi. Ed è +14.
La Virtus, che ha tante alternative, cambia strada e coinvolge il suo centrone francese Mam Jaiteh, che si fa trovare pronto (chiuderà la sua ruggente prestazione con queste stats: 17 punti in 23 minuti, 7 su 7 nelle conclusioni dentro l’area, 9 rimbalzi, 2 stoppate, 4 schiacciate, 27 di valutazione,+15 di plus/minus). Bologna riprende un vantaggio consistente, sul +16.
Un altro calo di tensione sembra tramutarsi in pericolo quando Tortona, sospinta dal coraggioso Severini, si porta a soltanto 6 lunghezze. Con cinque minuti e mezzo da giocare ancora…
Ma Hackett e Jaiteh fanno scudo, poi Shengelia e Milos riportano la V nera sul +10 e +11. In totale controllo. La Bertram lodevolmente continua a battersi, vuol chiudere dignitosamente davanti al proprio pubblico. Che applaude e alla fine festeggia questo gruppo, questo Club che non era mai stato in serie A e che è diventato una bella realtà della pallacanestro italiana.
Considerazioni.
La Virtus Segafredo ha fermato a 69 punti la Bertram Yachts Tortona, in casa sua. Lo ha fatto con una ruggente difesa e vincendo nettamente la battaglia dei rimbalzi: 43 contro 32. E’ la differenza più netta nelle tre partite di questa serie.
Bologna aveva vinto 3-0 i quarti di finale contro Pesaro. E in tre round si è imposta anche alla Bertram Tortona.
Facendo salire a 16 la striscia vincente di partite di playoff: le 10 gare degli imbattuti playoff della stagione scorsa e le 6 vittorie realizzate in queste settimane fra quarti di finale e semifinali.
La solidità difensiva. Fino ad ora in questi playoff la V nera di coach Sergio Scariolo ha sempre tenuto gli avversari sotto gli ottanta punti. Vediamo i punti concessi, partita, per partita: 76 in gara1 contro Pesaro (a Bologna), 51 in gara2 a Bologna) e 55 in gara3 (a Pesaro). Serie di semifinale: 73 concessi alla Bertram in gara1 alla Segafredo Arena, 70 in gara2 (alla Segafredo Arena) e 69 ieri in trasferta.
Significa che i bianconeri di Bologna stanno viaggiando a 65.6 di media punti subiti.
E’ evidente quanto la squadra sia cresciuta, difensivamente, sul pianto della organizzazione e della solidità.
Oltre all’intenso rigoroso lavoro di coach Scariolo, del suo staff e dei giocatori, c’è… un “segreto”.
Un segreto per spiegare l’aumentata consistenza difensiva del gruppo virtussino. Molto interessante uno studio statistico realizzato dal sito di Eurocup. Che sottolinea come, da quando agli inizi di marzo è stato inserito in Virtus Daniel Hackett, giocatore di grande concretezza, nonché leader, la Virtus Segafredo è passata dagli 85.1 punti che subiva mediamente ai 71 punti concessi nelle nove partite di Eurocup con Hackett nel roster.
Tutto bene dunque? Abbastanza. Ma non completamente. Un problemino c’è. E nella serie finale per lo scudetto potrebbe essere condizionante.
La Virtus sta “regalando” due stranieri. Entrambi americani. Uno, il “principino” che ha talento ma non ama combattere (o non lo fa vedere). E giustamente viene mandato in tribuna. Inevitabile. Kevin Hervey non ha il fuoco nel cuore. E’ l’unico a non essere entrato nello “spirito” della Virtus. Colpa dell’infortunio che lo tenne fuori due mesi? No, anche prima di fermarsi il talentuoso Hervey fece diverse partite anonime. Camminando ai margini. E non nel vivo del gioco. La serie finale per lo scudetto è una grandissima opportunità. Anche per lui. Se ha un po’ d’orgoglio, deve applicarsi per riguadagnare la fiducia dello staff tecnico e mostrare le sue qualità tecniche. Se vuole, può riuscire ad essere un interprete prezioso.
L’altro è Jakarr Sampson. Dopo un apprezzatissimo periodo, nel corso del quale abbiamo ammirato la sua dinamicità e un grande entusiasmo, Sampson sembra tornato ad essere (in questi playoff) quel giocatore “farfallone”, spaesato, poco incisivo che lo avevano portato anche ad essere in discussione. Ieri si è autoeliminato con un terzo fallo quando ancora la partita era sulle prime curve del secondo quarto…
Ecco, questo problema dovrà essere – almeno in parte – risolto. Poiché in una serie finale che presumibilmente potrebbe essere lunga, dispendiosa, estenuante, la Virtus Segafredo non può chiedere gli straordinari ai soliti Teodosic, Shengelia, Jaiteh, Hackett, Belinelli, Weems, Pajola, Cordinier. Ci sono anche altri che possono fare di più. Compresi due giocatori stranieri che in questo momento sembrano “oggetti misteriosi”.
Maurizio Roveri