Terza giornata di ritorno fondamentale per la Reyer, in crisi nerissima dopo i ko con Virtus, Trieste e Scafati. Alle 12 al Taliercio arriva una Brindisi in rilancio. Il finale è 75-76, con i pugliesi che confermano la crisi lagunare

Primo tempo giocato molto a sprazzi: le chiavi sono le palle perse per entrambe le squadre, con la Reyer che ne perde 5 nella sola prima frazione e dilapida quanto di buono fatto nella metà campo difensiva, mentre nel secondo quarto ne perde lo stesso numero la squadra di coach Vitucci, che subisce la difesa rocciosa degli oro-granata. Non una partita di alta qualità per entrambe, con la Reyer che riesce a tenere a bada Burnell e Perkins. Le triple, l’impatto a rimbalzo di Tessitori e la fisicità di Moraschini fanno scappare sul +12 una Reyer più precisa dal campo. Le palle perse – però – restano un enorme problema, con Brindisi che ne approfitta: un break devastante di 0-13 aperto e chiuso da Andrea Mezzanotte permette all’Happy Casa di rimettere la testa avanti dopo tantissimo tempo. 16 perse in 32′ per gli oro-granata, che trovano linfa da una difesa più solida rispetto all’uscita precedente a Scafati. De Nicolao e le rotazioni difensive precise concedono solo tiri sporchi e forzati alla squadra di Vitucci, che però trova impatto da Bayehe. Due triple di Harrison e Lamb danno il +6 ai pugliesi, con percentuali dall’arco che si alzano in maniera evidente. Alla fine la partita è chiusa dall’ennesima persa della Reyer, la numero 19 di un match mediocre.

CRONACA

Primo tempo giocato sul filo di un lungo equilibrio, parte bene Brindisi grazie a Perkins e Reed che trovano spesso il canestro con soluzioni anche di buona qualità. Gli oro-granata – invece – trovano grande impatto da un Marco Spissu decisamente caldo e da Riccardo Moraschini, oltre un Watt più impreciso del solito, ma ugualmente solido. La Reyer e Brindisi si trovano pressoché appaiate alla volata degli ultimi 3′ di secondo quarto, ma le triple di Spissu e Brooks danno un margine di 7 punti ai lagunari, sul 38-31 dell’intervallo lungo. I pugliesi continuano a faticare da lontano tirando 2/12, dato che penalizza e non poco rispetto al 30% di Venezia. Il cedimento veneziano arriva al 28′ con Mezzanotte e Burnell, che con due triple piazzano un terrificante 13-0 in 2′ mandando la partita in parità all’ultima sirena. Trovano la fuga i pugliesi grazie ad Harrison e Lamb, che capitalizzano al meglio un antisportivo molto ingenuo di Spissu e danno la fuga decisiva sospinta dal cameriere di Bowmam che scrive +7. Brooks, Watt e Spissu in lunetta fanno -1, ma l’ultimo possesso è l’immagine del match: palla di Spissu per Watt intercettata dalla difesa e partita persa 75-76.

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Daniele Morbio

Foto Ciamillo-Castoria (in foto D’Angelo Harrison)