Giovedì 9 febbraio si è conclusa la consueta sessione invernale di scambi tra le squadre NBA, molti dei quali in questa occasione in particolare si sono rivelati davvero determinanti per i destini delle squadre coinvolte (e, per certi versi, anche di quelle non coinvolte). Di seguito un elenco dei movimenti più importanti.
L’affare KD
Kevin Durant e TJ Warren ai Suns: KD prova a prendere l’ultimo treno per avvicinarsi ai quattro titoli dell’amico LeBron James. Insieme a lui, Chris Paul e Deandre Ayton, Phoenix spera di svoltare la stagione, partita bene ma arenatasi tra dicembre e gennaio.
Con Mikal Bridges, Cameron Johson, Juan Pablo Vaulet e quattro prime scelte future al Draft invece i Nets disfano la squadra pronto-uso che avevano costruito per dare l’assalto all’anello. È il secondo tentativo andato a vuoto nell’ultimo decennio, ma almeno questa volta possono provare a guardare al futuro con ottimismo.
Jae Crowder ai Bucks nello spot di ala piccola porta fisicità (è stato paragonato anche a un tight end della NFL) e buon senso della posizione in area. George Hill, e Jordan Nwora saranno invece verosimilmente elementi di rincalzo per i Pacers, mentre Serge Ibaka con Indiana ha già transato ed è tornato sul mercato.
I mastini di Dallas
Con Irving e Markieff Morris ai Mavericks in cambio di Spencer Dinwiddie, Dorian Finney-Smith e tre scelte future (una al primo, due al secondo), Luka Doncic ha ottenuto finalmente la spalla che cercava sin da quando, nel 2018, è approdato in NBA. Kyrie è un play con punti nelle mani, tiro efficace e visione di gioco: le cui incognite sono soprattutto di livello caratteriale, ma un coach come Kidd è possibile trovi la chiave per canalizzare al meglio il suo talento.
Da non sottovalutare eventualmente ancge l’eventuale impatto di Morris, che offre un’opzione in più da tre punti, ma allo stesso tempo è un lungo efficiente in area, anche spalle a canestro.
Pronto soccorso Lakers
La Los Angeles gialloviola è corsa ai ripari, cercando di rattoppare i buchi nel roster. Già a fine gennaio era arrivato Rui Hachimura in cambio di Kendrick Nunn e due future scelte, e nelle ultime ore, i lacustri hanno poi ulteriormente agito sul mercato.
In uno scambio a tre, ai Jazz sono andati Russell Westbrook (che verosimilmente sarà tagliato, si parla di Bulls e Clippers pronte ad accoglierlo), Juan Toscano-Anderson, Damian Jones e una scelta, ai Timberwolves Mike Conley, Nickeil Alexander-Walker e scelte, ai Lakers D’Angelo Russell (un ritorno), Malik Beasley e Jarred Vanderbilt. In questo modo gli uomini di LeBron James hanno portato a casa un play propenso sia a segnare che a passare e un lungo mobile, con un buon tiro, da affiancare a Davis.
L’ultima trade ha visto coinvolti altri tre team, oltre ai giallo-viola. I Nuggets hanno ricevuto Thomas Bryant, i Clippers Bones Hyland, i Magic Patrick Beverly (tagliato) più una scelta da Denver e un indennizzo dai Lakers, mentre a questi ultimi sono andati Mo Bamba, Davon Reed e una seconda scelta. Il pezzo pregiato è chiaramente il primo, un centro corpulento ma dai movimenti fluidi, rimbalzista e con un buona mano al tiro.
Ora tutti i pezzi del puzzle sono andati a posto. Per i Lakers l’operazione-risalita può cominciare.
Wiseman si mette in Mo…town
Al Draft del 2020 James Wiseman era uno dei migliori prospetti. Il ventenne del Tennessee, in uscita dai Tigers dell’università di Memphis, faceva gola a molti: se lo aggiudicarono i Warriors, con la seconda chiamata.
Due anni e mezzo dopo, il centro, in una trade a quattro, è stato mandato ai Pistons senza troppi rimpianti, bollato come oggetto misterioso. In quel di Detroit, la città dei motori, avrà spazi per esprimersi, a patto che non si faccia condizionare da un contesto dal passato recente alquanto deprimente.
A Golden State è invece tornato Gary Payton II, insieme a tre scelte non protette al secondo giro. Gli Hawks hanno invece ottenuto l’ala piccola, Saddiq Bey mentre i Blazers, nello stesso spot, Kevin Knox e picks, anch’esse al secondo giro.
Luigi Ercolani