Nuovo appuntamento settimanale con A2 Emoticon, la rubrica di BM dedicata al secondo campionato di interesse nazionale. Senza ulteriori indugi andiamo a sviscerare il meglio e il peggio di queste semifinali playoff e ad assegnare i premi individuali della nostra redazione.
IL MEGLIO
- LE FAVOLE ESISTONO
Chissà se, la scorsa estate, qualcuno a Pistoia avesse mai pronosticato una simile stagione. Che la squadra fosse competitiva sulla carta non vi erano dubbi, ma addirittura la finale per andare in Serie A? Forse non erano in tanti a crederlo. Non erano tanti nemmeno (anzi, soprattutto) dopo una fase a orologio molto altalenante, nella quale la squadra di Cavina era apparsa poco pronta ad affrontare le grandi corazzate pensate per vincere. Erano ancora meno a pensarlo dopo aver perso le prime due gare di semifinale, quando la formazione toscana è stata sotterrata dalle triple di Logan. E invece, ecco il miracolo. Pistoia vince prima gara 3, poi gara 4 e forza la bella, a casa loro. Sembra finita, impossibile farcela e invece è successo. Pistoia rimonta dal -10 e sbaraglia Cantù, ammutolita. Adesso è finale, adesso il sogno Serie A è vicino. Perché non crederci, a questo punto?
- CHI NON TRADISCE (NDR, LE ASPETTATIVE)
La finale del tabellone oro è quanto di più giusto possa esserci. Forlì contro Cremona, al meglio delle cinque. Impressionante la forma della formazione romagnola, che dopo aver dominato la regular season e la fase a orologio, sta massacrando chiunque si trovi sul suo percorso anche ai playoff. Dopo il comodissimo 3-0 rifilato a Chiusi, è arrivato il secondo sweep consecutivo per gli uomini di Martino, che si sono sbarazzati di Udine con irrisoria facilità. 6-0 per Forlì in questi playoff, 6-1 invece per Cremona. La formazione di Cavina ha liquidato la Fortitudo Bologna con molta più tranquillità di quello che ci aspettasse alla vigilia della serie, concedendo di fatto un semplice contentino al pubblico del Paladozza in gara 3. Squadra tosta, fisicamente forte e organizzata benissimo. La squadra di Martino è favorita, ma contro questa Cremona la vittoria non arriva mai per caso. Sarà una grande finale insomma, quella che decreterà l’ammissione in prima classe.
IL PEGGIO
- CANTÙ, CHE DISASTRO
Altro giro, altro disastro. Per il secondo anno consecutivo, la Pallacanestro Cantù si ferma sul più bello e dice addio al tanto agognato ritorno tra i grandi. Era la squadra più quotata, quella più forte. Lo squadrone che ha dominato la regular season, oltre che uno di quelli più costosi. La sconfitta con Pistoia è l’emblema del Sacchettiano disastro, le cui avvertenze si sono palesate per la prima volta in Coppa Italia. Forse i segnali sono stati ignorati o forse no, visto che la società ha pensato bene di tagliare Rogic e inserire David Logan in vista dei playoff. Un innesto incredibile che aveva fatto sbuffare tutti quanti, reso possibile grazie ad una regola assurda ma che, a quanto pare, non ha prodotto alcun vantaggio reale. Un vero e proprio psicodramma quello di Cantù, che quest’anno più che mai aveva l’obbligo di vincere. Perché aveva la squadra più forte, perché è una piazza storica del nostro basket e perché le avversarie erano nettamente inferiori. Senza voler nulla togliere a Pistoia, l’andamento della serie sembra più un epocale suicidio che un’epocale vittoria. Difficile spiegare quali siano le cause, come sia stato possibile che una squadra piena di campioni e giocatori esperti sia riuscita a perdere una serie condotta per 2-0. Qualunque sia la spiegazione, il punto rimane uno: Cantù giocherà la seconda serie per la terza stagione consecutiva. E adesso la vittoria rischia di diventare un’ossessione. I giornali parlano di rivoluzione, di addio di Sacchetti, chissà. Chi vivrà, vedrà.
- UDINE, BANDIERA BIANCA
A proposito di disastri annunciati, ecco la bruttissima eliminazione di Udine. Doveva essere, insieme a Cantù, la grande corazzata di questa stagione. Nessuno, infatti, poteva di certo vantare la profondità e la qualità del roster friulano, al quale, come se non bastasse, in corso d’opera è stato aggiunto nientemeno di Alessandro Gentile. Un disastro annunciato, come già detto, fin da subito. Dalle prime uscite, quando è stato palese a tutti l’incapacità di Boniciolli di gestire una squadra così forte e così lunga. Alla fine Udine è implosa, vittima di un equilibrio che non ha mai trovato e di uno spogliatoio pieno di campioni, ma niente di più. Per Pedone la promozione è già un’ossessione da parecchie stagioni, anni di grandi spese ma di magri raccolte. Oggi quello che tutti si chiedono è: fino a che punto avrà pazienza?
- FORTITUDO A TESTA BASSA
Non era certo una delle favorite, ma in un modo o nell’altro la Fortitudo riesce sempre a far parlare di sé. Sarà per il grande circo mediatico che gravita attorno ad una proprietà disastrosa, per le continue e reiterate scelte scellerate o perché, più semplicemente, dalla Fortitudo tutti si aspettano qualcosa in più. Ma ormai i tempi sono cambiati: il pubblico bolognese, uno dei più caldi assoluto, si è stancato. Strazianti le immagini di un Paladozza parecchio vuoto, lì dove il sold-out era abituale anche in Serie B. Effetto tangibile di un malcontento generale e prolungato, cui l’imbarazzante punteggio di gara 4 fa da manifesto. I tifosi, disperati al punto della disillusione, chiedono a gran voce la cessione della società da parte di Muratori e compagnia, colpevoli di aver massacrato di debiti una piazza dal potenziale enorme. Riuscirà la Fortitudo a far pace con sé stessa e a trovare la sua strada? Per il momento, no.
L’MVP DELLE SEMIFINALI, JORDON VARNADO
Dopo la mostruosa prestazione di Mayfield in gara 4 non è stato facile assegnare il premio di MVP delle semifinali. Ma alla fine, per una lunga serie di ragioni, non poteva che essere lui, Jordon Varnado. Leader tecnico e faro offensivo della sua Pistoia, Varnado è stato il volto principale della storica rimonta. Per lui una serie mostruosa, chiusa a oltre 21 punti e 8 rimbalzi di media. Un rebus irrisolvibile per la difesa di Cantù che si è dovuta arrendere al suo strapotere fisico e atletico. E adesso, sotto con la serie finale.
IL QUINTETTO DI BM
Playmaker: Lorenzo Penna, Unieuro Forlì
Guardia: Demario Mayfield, Reale Mutua Torino
Ala piccola: Joseph Mobio, Vanoli Cremona
Ala grande: Jordon Varnado, Giorgio Tesi Group Pistoia
Centro: Tommaso Guariglia, Reale Mutua Torino
Foto, Pallacanestro Forlì 2.015
LUIGI AMORI