Con Fioretti in panchina, e con l’inconveniente dell’infortunio a gara in corso di Shields, l’Olimpia Milano ha la meglio su una Napoli che resta a 0 punti ma, pur incerottata e in ristrutturazione, ha dato forti segnali di vita.

I 7 punti di divario non sono figli di mani tolte dal manubrio da parte delle Scarpette Rosse, guidate da un bollente Armoni Brooks da 20 punti e 8 rimbalzi, che solo nel finale sporca le percentuali al tiro, piuttosto di una Napoli che, con 4 stranieri, di cui almeno uno con la valigia pronta, e ancora senza il faro Pangos, risponde finalmente presente dal punto di vista della concentrazione e dell’applicazione, pur pagandola in termini di falli spesi.

Tra gli ospiti brilla ancora Leonardo Totè, 23 punti e 8 rimbalzi per lui, oltre a difese competenti.

Ma l’Olimpia, brava a scavare il solco facendo leva sulla propria fisicità e sfruttando qualche azzardo difensivo avversario, trova punti importanti da un Mirotic (13) che appare alla bisogna, oltre che da puntuali e mortifere conclusioni di Bortolani (3/4 dal perimetro) e dal ritrovato Nebo. L’ex Zalgiris impatta bene nei 14’ che Fioretti, in panchina al posto di Ettore Messina, gli concede per riprendere il ritmo partita.

Bene anche Caruso, 8 punti per lui, anche se sparisce nel secondo tempo, facendo spazio all’esperienza di LeDay, un ossimoro per un ragazzo che, ormai, ha già 25 anni, ma non dipendente da lui quanto dalla mentalità tipicamente italiana per la quale il concetto di “giovane” si espande fino ad età che, per altre culture, sarebbero da tempo definite adulte.

Ai partenopei, oltre al merito di non aver perso mai la bussola, restano note positive come un indomito De Nicolao, autore di un canestro pazzesco sulla sirena della fine del terzo quarto, un Williams concreto (10 punti con il 100% dal campo e a cronometro fermo) e un Dreznjak (4/6) cecchino dall’arco.

A decidere le sorti del match è soprattutto quel pizzico di foga di troppo con cui Napoli difende che manda troppo presto in bonus gli uomini di Igor Milicic nel primo e nel terzo quarto, oltre a far presentare la squadra all’ultima frazione con ben 4 giocatori gravati di 4 infrazioni, Manning, Dreznjak, De Nicolao e Copeland.

LA CRONACA

Il primo strappo Olimpia arriva a metà primo quarto, dopo una serie di botta e risposta. Caruso e Flaccadori sono i protagonisti del parziale di 8-0 che dal 4-6 porta l’EA7 a doppiare gli ospiti.

Napoli si scuote dal perimetro con Dreznjak ma è presto rintuzzata, dovendosi accontentare di restare a rimorchio e che il tiro di Brooks, che sarebbe valso il 22-13, sia partito con una frazione di secondo di ritardo. 20-13, ma con qualche errore di concetto in meno, Napoli avrebbe potuto essere ancora più vicina, peccati di frenesia dettati da una classifica deficitaria.

La faccia, però, è diversa. Dopo aver toccato la doppia cifra di ritardo, gli uomini di Milicic reagiscono rimettendo tutto in discussione con una difesa attenta e competente, ma anche con le triple di Copeland e Dreznjak che riportano, improvvisamente, a 2 punti le distanze (33-31) a 3’57 dall’intervallo lungo.

Milano si scuote ancora con il long two di Brooks e con Caruso che schiaccia su suggerimento di Flaccadori, ancora lo statunitense trova un canestro difficilissimo con le mani alte del difensore a contestarlo, ma Napoli resta in scia e chiude sotto di 4 (39-35) il primo tempo dopo l’errore di Manning in penetrazione.

Al rientro dagli spogliatoi sono di nuovo i falli a creare problemi agli ospiti. Napoli fallisce per due volte il possesso del sorpasso dopo che la tripla di Totè (39-38) aveva ridotto al minimo il divario e paga dazio alla propria frenesia venendo bucata in transizione e spendendo infrazioni in tempi brevissimi con gli uomini più importanti a disposizione.

Milano, dal canto suo, incassa la sfuriata e torna a macinare a cronometro fermo; quando si riaccende Armoni Brooks il parziale lievita fino al 10-0 e preannuncia la fuga definitiva.

Non con questa Napoli, però.

Sul parquet appare Williams, uno degli indiziati a fare posto a Ben Bentil insieme a Dreznjak, Saccoccia attacca bene l’area in penetrazione e gli ospiti ricuciono fino al -5 che trovano all’ultima sirena grazie all’invenzione di De Nicolao che trova un canestro immaginifico a valle più che oscurata dalle mani di Caruso (66-61).

A sorpresa, viste le premesse della vigilia, la gara è in bilico e l’Olimpia non può permetterselo, soprattutto in vista degli impegni in Eurolega.

Zach Leday subodora il pericolo e si carica la squadra sulle spalle, prima servendo Bortolani per la tripla dall’angolo, poi prendendosi la responsabilità in area, solo retina e applausi, Flaccadori fa il resto con un altro canestro pesante (74-64).

Napoli, carica di falli, accusa il colpo ma non molla, rientra in singola cifra con Dreznjak, prima che il croato abbandoni anzitempo il campo per raggiunto limite d’infrazioni, e Copeland, ma commette qualche errore di frenesia di troppo e l’Olimpia non si fa pregare, controbreak e 89-76 con Mirotic e Brooks.

La partita, a 2’ dalla fine, può dirsi sostanzialmente in archivio, ma Napoli non ci sta a finire così e tenta l’ultimo sussulto.

Ne viene fuori una magia di Saccoccia nel traffico e un parziale di 6-0 che riporta gli ospiti a distanze più vicine ai meriti avuti nei 40’.

Finisce 89-82, l’Olimpia incassa il successo, Napoli si riscopre più viva di quanto non si sarebbe pensato. E con 3 frecce, due nuove, pronte a popolare la faretra di coach Milicic.

 

I TOP

Armoni Brooks (Olimpia Milano), 7,5: quando si accende sono dolori per tutti, anche quando i close out arrivano in tempo. Segna, ma fa anche tanto lavoro oscuro, arrivando a sgraffignare 8 rimbalzi che testimoniano la sua prontezza di riflessi, soprattutto sulle carambole lunghe. Solo nel finale sporca leggermente le proprie percentuali. MORTIFERO

Leonardo Totè (Napoli Basket), 7,5: da quando è tornato pare giocare contro gli avversari e contro il cattivo ricordo che aveva lasciato nella sua prima esperienza in biancoazzurro. Segna 23 punti di pura caparbietà, è solido a rimbalzo e tiene difensivamente. REDEMPTION MAN.

I FLOP

Nenad Dimitrijevic (Olimpia Milano), 5: a tratti evanescente, non prende quasi mai iniziative e, quando lo fa, perde palla. Prosegue il suo momento difficile. CHI L’HA VISTO

Kaspar Treier (Napoli Basket), 4: per essere un subentrante dalla panchina si prende tante conclusioni (0/6 da 3), per potersene prendere così tante dovrebbe essere in serata, invece prova inutilmente a mettersi in ritmo, commettendo anche errori marchiani. IN CERCA D’AUTORE

Le Pagelle

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO
Dimitijevic 5, Bortolani 7, Tonut 5,5, Brooks 7,5, Leday 6,5, Ricci 5, Flaccadori 7, Caruso 6, Nebo 6, Mirotic 6,5, Shields sv, Suigo ne.

NAPOLI BASKET
Saccoccia 7, Copeland 5,5, Treier 4, De Nicolao 7, Woldetensae 4,5, Manning 5, Dreznjak 6,5, Williams 6,5, Totè 7,5, Mabor ne.

QUI le statistiche della gara

 

 

Nell’immagine Armoni Brooks, foto Ciamillo-Castoria

Elio De Falco