L’Eurolega non permette di respirare, dopo aver affrontato i campioni in carica del Panathinaikos la scorsa settimana, ecco arrivare questa sera all’Unipol Arena i primi della classifica, il Fenerbahce di coach Jasikevicius, per l’ennesima gara da giocare tutta d’un fiato.

In mezzo alle due partite continentali, la gara interna di campionato contro Sassari, vinta nel secondo tempo, grazie soprattutto al suo leader silenzioso, Alessandro Pajola che, gettato in campo per provare a recuperare una gara che stava sfuggendo di mano ad una squadra sfilacciata e distratta, ha cambiato completamente la partita, imprimendo il proprio marchio di fabbrica e trascinando i compagni ad un successo che all’intervallo sembrava diventato una chimera per i bianconeri.

Che Pajola fosse l’uomo giusto per raddrizzare la gara coi sardi, oggi lo si può affermare con assoluta certezza, da sempre il ragazzo di Ancona ha fatto dell’agonismo e della difesa asfissiante il proprio cavallo di battaglia, se poi, come sta accadendo ultimamente, alle note peculiarità, riesce ad aggiungere qualità balistiche di spessore, ecco disegnato un giocatore che potrebbe fare le fortune di tante squadre di alto livello.

Purtroppo, nel roster attuale della Segafredo, non tutti sono allineati col “metodo Pajola”, in diversi stanno faticando a rendersi utili alle esigenze di una squadra che deve affrontare due competizioni in contemporanea, situazione che costringe spesso coach Luca Banchi a dover insistere sempre sugli stessi, per ovviare a delle lacune di organico, che alla lunga possono poi far pagare un conto salatissimo in termini di condizione fisica e stanchezza.

Ormai è sin troppo tempo che si va ripetendo lo stesso spartito, dei nuovi arrivati, solo Momo Diouf ha contribuito in modo tangibile a fornire prestazioni adeguate, e stiamo parlando del più giovane, sicuramente anche quello da cui meno ci si poteva aspettare. Degli altri, qualcosa ha mostrato Matt Morgan, che soprattutto nel periodo in cui ha avuto maggior impiego causa infortuni dei compagni di reparto, ha esibito alcune prestazioni interessanti, il resto al momento non ha ancora battuto il classico colpo. Probabilmente si riferiva a questo, coach Banchi, nel dopo gara di Sassari, quando ha chiesto in maniera inequivocabile di “svegliarsi” ad alcuni dei suoi, certi rendimenti e comportamenti in campo, sono piuttosto evidenti, se c’è chi sta ancora faticando per una condizione precaria, altri stanno evidenziando lacune sulla comprensione del gioco che in alcuni frangenti, lascia piuttosto sbigottiti.

Poi, si può anche filosofeggiare sul fatto che possano mancare schemi specifici per attivare il talento di qualcuno, ma è pur vero che deve comunque esserci sempre, un atteggiamento positivo in chi viene schierato in campo, quantomeno sugli aspetti basilari del gioco.

La sfida di questa sera, riporta la Segafredo sul palcoscenico europeo, quello che da maggiore visibilità a chi ne veste la maglia, è auspicabile che lo stimolo a fare bene aumenti esponenzialmente, mentre chi vuole emergere e farsi conoscere, dovrebbe gettare sul parquet tutto il proprio potenziale e talento. Si spera che ad ogni successiva puntata del torneo continentale, qualcosa migliori e finalmente qualcuno si palesi con una prestazione degna del proprio passato, oppure semplicemente migliori ciò che ha mostrato sino ad oggi. Le scommesse di questa stagione al momento non si sono rivelate azzeccate, i motivi sono certamente di varia natura, ma oggi serve davvero “ darsi una mossa” anche semplicemente per puro orgoglio personale.

Il Fener è squadra di altissimo livello, il primo posto attuale in classifica con otto vinte e due sole perse, la pone come un ostacolo durissimo da superare, squadra ben fatta, estremamente organizzata, piena di giocatori di grande talento. Stasera ne mancheranno tre, forse quattro, Wilbekin, Baldwin, Hall e forse Biberovic, gente che sa il fatto suo, ma il resto dellla compagnia è sullo stesso livello, i turchi hanno speso cifre altissime per allestire un gruppo, che si candida ad entrare fra le squadre che giocheranno per il titolo finale.

La Virtus è chiamata a realizzare un’impresa, mancata per un soffio contro il Pana, ci riprova questa sera contro il Fener, fra le cui fila gioca una vecchia conoscenza del pubblico Virtussino, quel Nicolò Melli acerrimo nemico delle ultime quattro finali scudetto contro l’Olimpia, spesso decisivo per Milano.

Non sarà facile per i ragazzi in bianconero, la gara è di quelle ad altissimo coefficiente di difficoltà, una vittoria servirebbe moltissimo per creare fiducia e tanto morale, benzina oggi necessaria a superare un inizio di stagione davvero molto più complesso di quanto ci si potesse attendere.

Il destino è nelle mani dei padroni di casa, sopratutto nella loro voglia e motivazione di far bene in campo, provando a giocare una gara gettando sul parquet tutte le energie possibili e lasciando negli spogliatoi le paure ed i brutti pensieri.

Essendo ormai giunti a quasi un terzo della competizione, guardando la classifica, servono poche parole e molti fatti, giocare a viso aperto con tutta la grinta possibile, i calcoli vanno lasciati nel cassetto, bisogna tirare fuori l’anima di un gruppo che deve dimostrare di essere un corpo unico, alla ricerca della migliore versione di sé.

Palla a due alle ore 20,30 agli ordini dei signori Perez, Nikolic e Kowalski. Telecronaca sui canali Sky Sport e DAZN, radiocronaca su Nettuno Bologna Uno grazie all’immancabile voce di Dario Ronzulli.

Alessandro Stagni

Nell’immagine Alessandro Pajola, MVP contro Sassari (foto Ciamillo Castoria)