di Elio De Falco

Segnali di ripresa in coda, con Guipúzkoa, Zaragoza e Gran Canaria che muovono finalmente la classifica, Valencia in rimonta batte Gentile e compagni.

Weekend di grande equilibrio in Liga Endesa, dove solo due partite su dieci si concludono con distacchi oltre i 10 punti e ben sei con 5 o meno lunghezze a separare le compagini in campo. Dieci partite, perché c’è anche stato il recupero della decima giornata che ha visto Guipúzkoa cogliere il secondo successo stagionale ai danni di Andorra, che osservava il turno di riposo nel calendario regolare, permettendo così di eliminare dalla lunga lista un altro match rinviato a causa del covid-19.

Premio rimonta di giornata al Valencia, bravo a riprendersi dallo stellare primo quarto dell’Estudiantes con un’ottima difesa a zona che ha, alla lunga, castigato i colegiales, a cui non è bastata l’ottima prestazione di Gentile, autore di 15 punti ma anche ottimo assist man, con 6 passaggi vincenti. Il sorpasso taronja, propiziato da un monumentale Dubljevic (20) da 28 di valutazione, avviene nell’ultimo quarto, quando l’Estu non ne ha più e comincia a patire in precisione. Finisce 81-86.

Doppio impegno per la Guipúzkoa di Marcelo Nicola; i baschi cedono di schianto a Murcia (90-73) nell’anticipo della 14ª giornata, stroncati dopo appena 20’ in cui i padroni di casa, con Radovic (14, 6/6 da 2 e 7r) a dominare in area ed il solito Frankamp (14, 4/6 da 3) cecchino dai 6,75, scavano il solco definitivo. Non bastano, alla squadra di San Sebastián, i 15 punti di Echenique, né i 14 di Pere Tomás e Radoncic, a colmare una distanza che si fonda sul pessimo 39% da 2 prodotto nei 40’ minuti disputati in riva al Mediterraneo.
Eppure qualche segnale, specialmente a rimbalzo, Marcelo Nicola l’aveva ricevuto; Guipúzkoa si ripresenta in campo la domenica per recuperare il 10º turno e lo fa conquistando il suo secondo successo stagionale, interrompendo finalmente la striscia negativa. Al San Sebastián Arena, i “donostiarras” partono a 100 all’ora, spazzando via una Andorra apparsa in difficoltà dopo la sconfitta ad opera di Zaragoza; tuttavia Marcelo Nicola deve fare ancora i conti con i vizi dei suoi che, nel secondo quarto, sperperano quanto di buono fatto nel primo, passando da 30 punti a soli 7 e permettendo ad Hannah (22) e compagni di rientrare prepotentemente in gioco. La partita, quindi, diventa punto a punto; Andorra avrebbe anche il pallone per vincerla ma Hannah non fa centro dall’arco per quella che, a tutti gli effetti, avrebbe potuto essere la pietra tombale sulle speranze locali di salvare la categoria. Si va ai supplementari, dove un Dee (22) in serata di grazia e Radoncic (16) chiudono i giochi per l’86-82 finale che chiude la serie nera per i donostiarras, ora appaiati a Betis e Bilbao in classifica.

Anche Gran Canaria arriva finalmente al successo, uscendo dalle sabbie mobili nonostante i precoci infortuni di Albicy e Costello, ma anche grazie al reintegro di Javi Beirán, dopo le discrepanze sorte con coach Fisac. Sarà per le forti critiche, sarà per i risultati che hanno spinto Ferrari a decollare in direzione Málaga, il coach canarino ha dovuto tornare sui suoi passi e ridare il parquet alla bandiera dell’arena isolana. Successo convincente (87-71), eppure Fuenlabrada non era partita male, con Trimble (17) a fare da traino; tuttavia “Granca” pare trarre vitalità sufficiente dal ritorno del proprio totem, soprattutto con Okoye (19 e 5/7 da 3) che vede il canestro come una vasca da bagno ed AJ Slaughter (13) che fa a sportellate nel pitturato. Dal secondo quarto in poi, Fuenlabrada è irriconoscibile, forse perché paga gli sforzi profusi dal cambio tecnico in poi, e Gran Canaria dilaga segnando con percentuali ottime sia dentro (61%) che fuori dall’area (36%). Il quarto periodo serve a chiudere definitivamente i giochi, dopo aver costruito il +8 con cui si andava all’ultimo riposo. Gran Canaria è, dopo tanto tempo, fuori dalla zona calda.

Parlando di sforzi profusi dal cambio in panchina, non possiamo che pensare a Zaragoza, che regala al tecnico Sergio Hernández il secondo successo consecutivo (105-76) asfaltando Bilbao e cominciando a raccogliere i primi frutti di una difficoltosa semina. Ancora sugli scudi Benzing (21), ma stavolta anche i nuovi come Bray (16), Sulaimon e Font hanno mostrato molta più chimica con la squadra. È bastato il primo quarto, ai biancorossi d’Aragona, per far capire a coach Mumbrú ed i suoi ragazzi – ancora privi di Balvin – che nemmeno una prestazione top di Jaylon Brown (21 e 24 di valutazione) sarebbe bastata per essere più di un semplice sparring partner; parziale di 30-12 nei primi 10’ e partita già in archivio all’intervallo, con un +26 preludio di un lunghissimo garbage time. Zaragoza si diverte anche nei 10’ successivi, portando il vantaggio a 35 lunghezze al 30’; a risultato ampiamente acquisito, finalmente concede a sé stessa un riposo agognato dopo tante, troppe, partite in cui la vittoria era sfumata negli ultimi istanti. A Bilbao l’ultimo quarto serve unicamente per tentare di salvare la faccia, per quanto i 29 punti di passivo finali possano permetterlo; Zaragoza, invece, comincia a dare segnali di poter valere qualcosa in più di una salvezza stentata.

È andata male, invece, al Betis, ancora all’inizio della cura Joan Plaza. I biancoverdi nuotano, ma affogano ad un passo dalla riva contro un Baskonia a cui serve la miglior versione di Henry (20), Peters (16) e Polonara (15) per portarsi a casa in extremis la posta in palio. E ciò avviene per dettagli, piccoli ma determinanti, che negano ad un buon Betis, finalmente più fluido in attacco, pur concedendo qualcosa in difesa al maggior tasso tecnico del roster di Dusko Ivanovic; il più evidente è la rimessa sbagliata con cui passa dall’avere il tiro della vittoria ad un facile contropiede con cui Giedraitis chiude i giochi per il 73-77 finale. Ancora tanto da lavorare, per Joan Plaza, a cui non è bastato ritrovare fatturato da Kay (12) e Campbell (12).

Finale thriller anche per il Barça, che trova in un immenso Calathes (25) e nella terrificante schiacciata di Abrines il jolly che permette a coach Jasikevicius ed i suoi di uscire indenni dal Fonte do Sar dopo un match in bilico fino agli ultimissimi istanti (75-78). Non la miglior giornata al tiro, per i blaugrana, che partono con il freno a mano tirato contro un Obradoiro voglioso di invertire la tendenza negativa delle ultime uscite. Con Robertson (14) leader affidabile, i galiziani spingono riuscendo a perforare la difesa ospite, ma il Barça ha un Calathes che segna anche ad occhi chiusi e resta aggrappato al match fino all’intervallo (39-37). Al rientro dagli spogliatoi i blaugrana stringono le maglie e piazzano la fuga che li porta al +10 della penultima sirena; tuttavia i padroni di casa sono duri a morire, sfruttano al massimo la prematura uscita per falli di Brandon Davies e rimontano lo svantaggio prendendosi l’inerzia della gara con la tripla di Oliver a metà quarto periodo (68-67). Ma il Barcellona ha un roster di livello top per l’Europa, Calathes sale in cattedra, Abrines si porta a casa il ferro, il Barça è di nuovo avanti. È la freddezza di un campione come Cory Higgins a siglare il risultato finale dalla lunetta, ma l’Obradoiro avrebbe ancora la possibilità di forzare il supplementare con Birutis che grazia il doppio errore ai liberi di Czerapowicz catturando il rimbalzo offensivo; meno di 10 secondi, Muñoz prova la preghiera disperata dall’arco, solo ferro ma gli arbitri fermano tutto per andare a rivedere l’azione, non c’è fallo, il Barça resta attaccato alle posizioni di testa.

Tanto equilibrio anche al Santiago Martín di Tenerife; vittoria 84-79 per gli aurinegros, bravi a scappare dopo l’intervallo con la solita coppia immarcabile Marcelinho Huertas (21) – Giorgi Shermadini (21), contro il quale non è bastata la marcatura a tre di Rivero, Kravic (18+11r) e Sakho tentata da una Burgos che ha provato alla disperata la rimonta nel quarto periodo. Gli ospiti non erano certo un cliente facile per Tenerife; solo il talento delle sue due stelle e la sveglia suonata in “late game” per Fitipaldo (12) e Salin (15) hanno permesso agli aurinegros di superare l’intensità difensiva dei burgaleses, a volte sfociata in qualche eccesso castigato dalla terna arbitrale, come nel caso del fallo tecnico a coach Peñarroya. Burgos torna a casa senza punti, certo, ma con la consapevolezza che, ai piani alti, dovranno fare i conti anche con loro.

L’altro big match di giornata era quello tra Real Madrid e Unicaja Málaga, due grandi storiche del basket iberico; la spunta (91-84) la compagine di Pablo Laso che mantiene l’imbattibilità grazie alla prestazione sopra le righe di Deck (16) e Tavares (18), autentici dominatori del pitturato che fatturano 24 punti di valutazione ciascuno e fondamentali nel controbattere ad uno scatenato Francis Alonso (27) capace, nel 3º periodo, di perforare ripetutamente (5/5) la retina merengue dall’arco. Campazzo è partito, certo, ma nei minuti decisivi entra in scena Llull che, come un vino d’annata, con l’età non va a male ma migliora il gusto. Certo, si nota la necessità di dosarne le forze, ma se la partita rischia di andare per il verso sbagliato, come sembra dopo che Brizuela, dai 6,75, riporta gli ospiti a -5 e con l’inerzia della gara dalla propria, il go to guy è sempre il 23 blanco.

Cade, infine, Badalona. La “Penya” si spegne alla distanza nel derby del Nou Congost (85-80), appannaggio di una Manresa che, finalmente, coglie il primo successo interno dopo una prima parte di stagione in cui aveva costruito la propria classifica solo fuori dalle mura amiche. Serve la verve di Scott Eatherton (18) e Dani Pérez (13+10ass) per dare ai biancorossi la prima gioia interna in un match giocato prevalentemente punto a punto, ma il match si decide nel finale con il fondamentale apporto di Jou (12r) e Báez a rimbalzo offensivo, decisivi nel dare gli extra possessi che hanno inclinato la bilancia a favore dei padroni di casa. Non basta, alla Joventut, la buona prestazione di Ribas (15) ed Aróstegui (14), pesa la poca presenza di Tomic (13) sotto il proprio canestro.

MVP: Nick Calathes (Barcellona)
Lo conoscevamo come grande direttore d’orchestra, si rivela anche freddo realizzatore. L’ex Pana tiene a galla un brutto Barça e gli permette di uscire vivo ed in corsa dal Fonte do Sar contro un’Obradoiro che avrebbe meritato certamente miglior fortuna. 25 punti, 10/14 dal campo, nella giornata no dei lunghi blaugrana è lui il go to guy, con il paradosso di essere l’unico acquisto del mercato. Ma se Jasikevicius, che di playmaker ne capisce, ha scelto lui, non dobbiamo stupirci.

14ª Giornata

UCAM MURCIA – ACUNSA GUIPÚZKOA 90-73
BAXI MANRESA – JOVENTUT BADALONA 85-80
IBEROSTAR TENERIFE – HEREDA SAN PABLO BURGOS 84-79
COOSUR REAL BETIS – TD SYSTEMS BASKONIA 73-77
MOVISTAR ESTUDIANTES – VALENCIA BASKET 81-86
CASADEMONT ZARAGOZA – RETABET BILBAO 105-76
REAL MADRID – UNICAJA MÁLAGA 91-84
HERBALIFE GRAN CANARIA – URBAS FUENLABRADA 87-71
MONBUS OBRADOIRO – BARCELLONA 75-58

Recupero 10ª Giornata
ACUNSA GUIPÚZKOA – MORABANC ANDORRA 86-82

CLASSIFICA
REAL MADRID 14-0
TENERIFE 12-1
BARCELLONA 11-3
BASKONIA 10-4
BADALONA 8-4
BURGOS 8-5
MÁLAGA 8-5
VALENCIA 7-6
MURCIA 7-6
MANRESA 7-6
ANDORRA 6-6
OBRADOIRO 5-8
ESTUDIANTES 5-9
FUENLABRADA 4-9
ZARAGOZA 4-10
GRAN CANARIA 3-10
BILBAO 2-11
BETIS 2-11
GUIPÚZKOA 2-11

PROSSIMO TURNO (19-20-29 dicembre)

HEREDA SAN PABLO BURGOS – BAXI MANRESA
ACUNSA GUIPÚZKOA – HERBALIFE GRAN CANARIA
MONBUS OBRADOIRO – CASADEMONT ZARAGOZA
MORABANC ANDORRA – MOVISTAR ESTUDIANTES
TD SYSTEMS BASKONIA – IBEROSTAR TENERIFE
BARCELLONA – JOVENTUT BADALONA
URBAS FUENLABRADA – RETABET BILBAO
VALENCIA BASKET – UCAM MURCIA
UNICAJA MÁLAGA – COOSUR REAL BETIS (29/12)

Ultim’ora: Assegnata la sede della Copa del Rey 2021. Le Final Eight avranno luogo nel Palacio de los Deportes, WiZink Centre, di Madrid dall’11 al 14 febbraio. Real Madrid qualificato di diritto come miglior classificata tra le squadre della Comunidad de Madrid (davanti ad Estudiantes e Fuenlabrada).