La 34ª giornata ha chiuso la regular season di Liga Endesa formando il tabellone playoff, ma anche emettendo i verdetti che nessuno vorrebbe sentire; Andorra e Burgos salutano la massima categoria tra lo stupore generale, dopo una stagione disastrosa.

A festeggiare sono Fuenlabrada e Zaragoza, con i primi che sono parte attrice del dramma della giornata sbancando Burgos ed assistendo all’inaccettabile epilogo di un patron che obbliga i giocatori ad inginocchiarsi, piuttosto che riflettere sui propri errori nella costruzione del roster.

Con Barcellona e Real, vincenti rispettivamente su Manresa e Gran Canaria, che si consegnano la rivale dei quarti di finale a vicenda, a festeggiare sono Valencia – terza dopo il successo sul già salvo Obradoiro – e Joventut Badalona, quarta dopo il colpaccio al Buesa Arena grazie ad un imperiale Ante Tomic da 34 di valutazione.

Senza fattore campo resta Tenerife, nonostante la vittoria che condanna al baratro Andorra, che paga l’inizio zoppicante e dovrà espugnare il Palau Olimpic per ripetere la semifinale dello scorso anno.

Al sesto posto chiude il Baskonia di Fontecchio, per lui 14 punti e 6 rimbalzi nell’81-89 subito da Badalona.

Settima e – ammettiamolo – un po’ delusa, dopo essere stata per lunghi tratti sul podio, è Manresa che, sconfitta nel derby catalano dal Barça per 80-94, “si regala” il Real Madrid.

Ottava, infine, e festante è Gran Canaria, ancora una volta giunta alla post season per il rotto della cuffia e grazie ai demeriti altrui, visto che Bilbao (98-99) si fa sorprendere in casa dal Betis.

Festa grande, infine, anche per Zaragoza: i rojillos passano sul parquet di un’esausta Murcia e certificano la salvezza dopo una stagione a dir poco tribolata. Coda di emozioni, poi, per Omar Cook: a 40 anni l’ex Milano saluta il basket giocato visibilmente commosso dopo aver raggiunto la missione di salvare la propria squadra.

A chiudere il cerchio c’è la vittoria che Breogán dedica all’MVP della stagione regolare Dzanan Musa, rientrato dopo la frattura alla trachea con 24 punti e 10 falli subiti.

 

IL BILANCIO

Vedere Barça e Real in vetta fa pensare ad una stagione uguale all’ultima, e invece nulla di più lontano dalla realtà.

I blaugrana ed i merengues, prossimi avversari nelle semifinali di Eurolega, hanno vissuto una stagione complicata.

Da un lato, Jasikevicius ha dovuto fare i conti con qualche passo falso di troppo, anche inatteso (Manresa), dall’altro il Real Madrid ha faticato (6 sconfitte su 9) a sentirsi a casa sul parquet del WiZink Center ed ha pagato anche una certa soggezione nei confronti degli eterni rivali.

Buono il bilancio anche per Valencia e Badalona, migliorate rispetto allo scorso anno, più deludente quello di Tenerife (lo scorso anno terza) e Baskonia.

Le grandi delusioni sono le due retrocesse: Burgos ed Andorra pagano cara la poca abitudine a giocarsi il tutto per tutto nei bassifondi della classifica, forse imborghesite dai grandi risultati conseguiti nelle annate precedenti.

Per quanto riguarda i pirenaici, la perdita della massima categoria coincide beffardamente con le semifinali di EuroCup raggiunte senza i favori del pronostico.

Burgos, dal suo canto, chiude il proprio periplo in ACB con una scena degna dei peggiori populismi spicci: il presidente e massimo azionista Félix Sancho obbliga in malo modo i giocatori ad inginocchiarsi per chiedere scusa, ovviando il fatto che questi hanno sempre assolto ai propri doveri. Se la squadra non è stata all’altezza di una salvezza, probabilmente la colpa è di chi non ha saputo costruirla, spesso illudendosi che bastasse ammassare figurine per risolvere il problema, o magari scippare l’allenatore ad un’altra squadra dello stesso campionato a stagione in corso. Come distruggere anni di lavoro di Joan Peñarroya in pochi mesi, capitolo 1.

 

MVP – DZANAN MUSA

Dopo la parentesi in NBA, dove aveva deluso le aspettative, ed il ruolo da comprimario nell’Anadolu Efes che ha sollevato al cielo l’Eurolega 2021, il bosniaco si è reinventato in provincia, precisamente a Breogán, matricola terribile per lunghi tratti della stagione, capace di far sussultare le grandi.

Il suo 2021/22 si riassume nella parola continuità: in quello che è sempre stato il suo tallone d’Achille, Musa è nettamente migliorato, limitando notevolmente i passaggi a vuoto ed assurgendo al ruolo di leader tecnico di una squadra che ha stupito tutti per larghi tratti della stagione, prima di avere un calo per l’addio di Paco Olmos, architetto di un gruppo che aveva portato una ventata d’aria fresca.

Il talento del campione d’Europa, passato anche dall’apprendistato con un certo Kevin Durant ai Nets, appare a tratti dominante al punto da permettersi di scherzare gli avversari. Si dice che, a volte, un passo indietro serva solo per prendere la rincorsa. Dzanan Musa può essere uno di quei casi.

 

MIGLIOR UNDER  – JOEL PARRA

Premiato anche dall’ACB, Parra completa una stagione regolare in cui si è preso con autorità, nonostante gli appena 22 anni sulla carta d’identità, minuti importanti in una squadra come Badalona che si è consolidata nelle prime quattro posizioni.

Caratteristiche da collante per il barcellonese, quasi 9 punti di media, poco più di 4 rimbalzi catturati ad allacciata di scarpe, discrete percentuali al tiro pesante (34.7%) ed il ruolo di irrinunciabile per coach Carles Duran.

Se Badalona ha fatto un ulteriore salto di qualità, al netto di un’eliminazione contro pronostico in EuroCup, parte del merito è anche di questo classe 2000, ennesimo prodotto di un vivaio, quello neroverde, che resta tra i migliori della penisola iberica, anche davanti ai vicini blaugrana.

 

MIGLIOR ALLENATORE – PEDRO MARTÍNEZ

La sua Manresa è un qualcosa di abbacinante. Un gioco veloce, aperto, divertente e la ciliegina sulla torta Chima Moneke, diamante sgrezzato dalle sapienti mani del coach biancorosso e capace di creare il neologismo Monekemanía.

Durante la stagione sia Real Madrid che Barcellona hanno dovuto cedere il passo ai suoi ragazzi terribili e solo Tenerife si è frapposta tra loro ed un titolo europeo.

Paga un po’ il finale di stagione in calando.

Nota non da poco l’onestà intellettuale, venuta fuori a più riprese durante la stagione. Non è da tutti criticare una decisione che potenzialmente ti avvantaggerebbe.

 

SQUADRA RIVELAZIONE – BAXI MANRESA

Poteva essere Breogán, ma il cambio forzato in panchina ne ha minato le possibilità di stupire oltre. Non tanto per Mrsic, quanto per l’interruzione del progetto.

Manresa si guadagna il titolo per il grande rendimento mostrato con costanza in tutta la stagione regolare, il calo finale l’accoppia con il Real Madrid ai playoff, serie che appare proibitiva sulla carta, ma non cancella quanto di buono fatto.

Moneke è la stella che abbaglia, Bako è il solido compare nel pitturato, ma c’è anche la mano calda di Thomasson come violino di lusso in un’orchestra che ha suonato in totale armonia, mostrando un’idea di basket che ha fatto innamorare anche fuori dalla cittadina catalana.

 

GLI ACCOPPIAMENTI PLAYOFF

BARCELLONA – GRAN CANARIA

Precedenti in stagione: 2-0 Barça (82-64; 98-80).

Serie che appare quasi scontata: Gran Canaria non ha mai dato l’impressione, nelle due partite disputate in stagione regolare, di poter impensierire i blaugrana. Nemmeno tra le mura amiche.

 

JOVENTUT BADALONA – LENOVO TENERIFE

Precedenti in stagione: 1-2 (79-72; 58-74; 62-64 in Copa del Rey)

Dalle parti di Badalona non saranno contenti. Tenerife ha già avuto la meglio nell’unico scontro da dentro o fuori della stagione in Copa del Rey, inoltre i neroverdi sono ancora privi di Brodziansky. Nella seconda parte di stagione gli isolani sembra abbiano preso le misure alla formazione di Carles Duran.

Curiosità: entrambe hanno vinto sul parquet avversario, altro dato che non fa per niente piacere a Badalona che si giocherebbe l’eventuale bella (e la possibilità del derby con il Barça) in casa.

Da vedere il duello nel pitturato tra Tomic e Shermadini che ha già regalato grandi momenti.

 

REAL MADRID – BAXI MANRESA

Precedenti in stagione: 1-1 (92-87; 75-86)

Serie più aperta di quanto si potrebbe pensare. Il Real Madrid, pur in ripresa, ha un conto in sospeso con le partite in casa e rischia di pagare caro il fattore campo favorevole. Sono ben 6 le volte in cui gli avversari hanno gioito sul parquet del WiZink Center, in una di queste occasioni è stata proprio Manresa.

Può pesare la testa libera dei catalani, ma anche le Final 4 possono mettere ulteriore carico sulle gambe degli uomini di Pablo Laso riequilibrando la bilancia delle possibilità di passare il turno.

 

VALENCIA BASKET – BITCI BASKONIA

Precedenti in stagione: 1-1 (67-72; 78-71)

Anche qui il fattore campo appare mero accessorio, visto che Fontecchio e compagni hanno vinto alla Fonteta ma perso in casa.

Tuttavia va tenuto presente che la vittoria baskonista è arrivata all’esordio in campionato, con una Valencia ancora in costruzione e falcidiata dalle assenze.

Serie che si preannuncia equilibrata, ma sarà molto difficile per Neven Spahija spuntarla su Joan Peñarroya.

 

RISULTATI 34ª GIORNATA

RÍO BREOGÁN – UNICAJA MÁLAGA 93-84
BAXI MANRESA – BARCELLONA 80-94
SURNE BILBAO – COOSUR BETIS 98-99
GRAN CANARIA – REAL MADRID 83-91
HEREDA SP BURGOS – URBAS FUENLABRADA 66-83
MONBUS OBRADOIRO – VALENCIA BASKET 85-89
MORABANC ANDORRA – LENOVO TENERIFE 75-77
BITCI BASKONIA – JOVENTUT BADALONA 81-89
UCAM MURCIA – CASADEMONT ZARAGOZA 72-77

 

CLASSIFICA

BARCELLONA 27-7
REAL MADRID 25-9
VALENCIA 23-11
JOVENTUT BADALONA 22-12
LENOVO TENERIFE 21-13
BITCI BASKONIA 20-14
BAXI MANRESA 20-14
GRAN CANARIA 17-17
SURNE BILBAO 16-18
UCAM MURCIA 16-18
RÍO BREOGÁN 16-18
UNICAJA MÁLAGA 13-21
COOSUR BETIS 13-21
URBAS FUENLABRADA 12-22
MONBUS OBRADOIRO 12-22
CASADEMONT ZARAGOZA 12-22
MORABANC ANDORRA 11-23
HEREDA SP BURGOS 10-24

 

Elio De Falco