Dopo la Coppa Italia è tempo di nazionali. Quella maschile si è radunata all’Acqua Acetosa, a Roma, per poi giocare le ultime due partite del girone di qualificazione per gli Europei 2025, la prima in Turchia e la seconda in casa contro l’Ungheria a Reggio Calabria. Moretti, Mannion e Totè sono stati autorizzati a non prendere parte al raduno per qualche problema fisico, probabilmente domani coach Pozzecco darà la lista dei 12 in partenza per Istanbul. Italia, in ogni caso, già qualificata grazie ai risultati ottenuti nelle precedenti finestre. Si gioca il 20 e il 23 febbrario.

In campo femminile, invece, la nazionale ha completato il suo percorso chiudendo al primo posto il proprio girone di qualificazione. A giugno sarà tempo di Europei, in casa a Bologna dal 18 al 21 giugno con l’obiettivo di passare il turno e andare al Pireo, ad Atene, per la fase finale. Andrea Capobianco, allenatore della nazionale, è per il momento soddisfatto: «Queste ragazze sono state molto brave sia negli allenamenti che nella partite.

Hanno avuto un leggero calo mentale nella seconda partita, ma anche nei momenti di difficoltà sono state brave a reagire. Nella prima partita abbiamo invece giocato molto bene contro una squadra, la Germania, che punta ai primi tre posti agli Europei. Ora, come ho detto qualche giorno fa, è il momento di alzare l’asticella e farci trovare pronti e pronte per gli Europei».

L’Europeo torna in Italia dopo diciotto anni, il girone si giocherà a Bologna. E’ una doppia responsabilità quella della nazionale femminile ovvero fare bene e farlo giocando in casa? «E’ una responsabilità che vogliamo prenderci altrimenti avremmo scelto di fare altro nella vita. Io da allenatore e da amante di questo sport dico grazie al presidente Petrucci e alla Federazione che ci permette di giocare in Italia e quindi far vedere dal vivo una grande manifestazione e la pallacanestro di alto livello a tutti gli appassionati. Ci tengo a dire che questa è e dovrà essere la nazionale di tutti e quindi tutti dobbiamo provare a sostenerla in ogni momento con grande forza e vedere le tante cose belle che queste ragazze sanno fare e anche gli sforzi che facciamo per alzare il livello. La maglia azzurra è la maglia più bella che ci possa essere ed è la maglia veramente di tutti».

Il basket femminile ha tante difficoltà. Cosa dice invece la Final Four appena disputata a Torino (ha vinto Schio in finale contro Venezia, ndr)? «Dice innanzitutto che la pallacanestro femminile è bella e si gioca ad un livello alto con più squadre. in finale sono arrivate sicuramente le due più attrezzate, ma Derthona e Campobasso, le due semifinaliste, non hanno sfigurato, anzi hanno fatto vedere cose molto interessanti. Ci sono tanti aspetti positivi nel mondo del basket femminile e mi farebbe piacere sentire che si parli di più di queste cose positive cercando di trovare soluzioni ai problemi. Lamentarsi non ha portato mai da nessuna parte. Ognuno deve dare il proprio contributo affinchè la pallacanestro femminile esca dai problemi e emerga in tutta la sua bellezza e completezza di gioco».

Fonte: Il Messaggero del Veneto scritto da Marino Petrelli

Foto credit: FIBA