Dopo il Natale torna il campionato LBA con la tredicesima giornata del girone d’andata. Sarà l’ultimo turno del 2025 e finora tre squadre (Bologna, Brescia e Venezia) hanno già staccato il biglietto per le Final Eight di Coppa Italia, in programma dal 18 al 22 febbraio a Torino. 6 squadre in due punti per l’ottavo posto per ora occupato da Napoli e Trieste con 4 punti di vantaggio dalla decima in classifica. Nell’avvicinarci a questa giornata, noi di Basket Magazine abbiamo intervistato Giulia Cicchinè. Giornalista, conduttrice e bordocampista per Sky Sport da quest’anno, dopo aver lavorato precedentemente per Discovery ed Eurosport. Insieme a Giulia abbiamo analizzato le partite di questo turno, parlato di basket, giornalismo, basket femminile e molto altro.

 

Com’è nata la sua passione per lo sport e per il giornalismo?

Fin da piccola ho sempre praticato sport, giocavo a basket e volevo diventare una giocatrice. Mi sono avvicinata al giornalismo grazie a mio padre che è stato un giornalista sportivo, ed era il corrispondente per un giornale nazionale di Montegranaro. Mio padre mi aveva chiesto quando avevo 14 anni di aiutarlo con le interviste ai giocatori stranieri, e per me stare più tempo possibile in un palazzetto era qualcosa di magico. Crescendo ho capito che mi sarei potuta concentrare veramente sulla carriera giornalistica.

Nel suo percorso ha iniziato subito col basket o si è occupata anche di altri sport?

Io ho iniziato con la pallacanestro perché quando giocavo a Porto San Giorgio era la casa dell’Italbasket. Adesso è il Trentino, ma una volta invece la Nazionale andava a Porto San Giorgio perché era stato fatto questo accordo per cui le nazionali, ma non solo la maggiore, in generale tutte le nazionali si preparavano lì. E quindi il mio presidente dell’epoca ingaggiava alcuni del settore giovanile per dare una mano all’organizzazione dei tornei o semplicemente anche degli allenamenti. Io davo una mano nella parte comunicazione, accompagnavo in conferenza stampa i giocatori oppure se serviva una mano nelle traduzioni. Poi qualche anno più tardi mi sono spostata nel ciclismo perché ad Offida, in provincia di Ascoli, organizzarono dei campionati giovanili,  mondiali juniores ed europei under 23, e c’era bisogno di qualcuno che desse una mano sempre nell’aspetto comunicazione.

Nel mondo della pallacanestro, ad oggi cosa le manca ancora da raccontare dal vivo?

La NBA e la WNBA soprattutto, che è quella che la sento un po’ più mia.

Come vede la continua ricerca di maggiore visibilità televisiva da parte del basket?

Per quanto riguarda Sky, di visibilità a livello di serie A, Eurolega ed NBA la pallacanestro ne sta avendo tanta. Facendoti l’esempio del basket femminile, la WNBA negli ultimi anni è cresciuta molto, grazie a giocatrici di livello come Diana Taurasi, Sue Bird, fino alle più recenti A’ja Wilson e Caitlin Clark. Così anche in Italia, se non fosse stato per giocatrici che hanno fatto la storia del basket italiano femminile come Raffaella Masciadri, Laura Macchi, Francesca Zara forse oggi si parlerebbe meno della nazionale che ha vinto il bronzo all’ultimo Eurobasket.

Oltre a Sky, quest’anno è nata la nuova piattaforma LBA TV, dove all’interno della squadra ci sono molti giovani. Cosa ne pensa?

Mi piace molto che Alessandro Mamoli, sia riuscito a creare un gruppo dove ci sono dentro tanti giovani. Questo non è scontato ma so che Alessandro punta molto sui giovani, e non tutti sono disposti a dare questo tipo di possibilità. Quando io ho iniziato a seguire il basket maschile, avevo 24 anni ed ero l’unica o una delle poche. Adesso su dieci campi ci sono dieci giovani diversi e questo significa che le possibilità vengono date e sono veramente molto contenta.

 Com’è stato lavorare con Guido Bagatta e Mario Castelli, e ora con Andrea Meneghin?

Con Mario Castelli abbiamo lavorato insieme dal 2015 fino a quest’estate. Anche nel basket femminile, per cui eravamo una coppia longeva dal punto di vista lavorativo nonostante la giovane età. Guido Bagatta io lo guardavo in televisione e trovarmelo di fianco ed essere riconosciuta come quel duo Cicchinè-Bagatta è stata una grande emozione. Il Menego è stato un campione della sua generazione. Io mi ricordo le immagini della Varese della stella, e la prima volta che abbiamo lavorato insieme ero incredula alla sola idea. Un po’ come adesso lavorando con Flavio Tranquillo, Geri De Rosa, Claudia Angiolini e Paola Ellisse. Da piccola le guardavo in tv e volevo diventare come loro.

Per avere più visibilità, il traino potrebbe essere la nazionale in chiaro?

Il traino è la nazionale. Secondo me se una partita la si vuole vedere, la si vede indipendentemente da dove sta. Quindi non penso che necessariamente la Nazionale, se non è in chiaro, allora non traina. Certo che vederla in chiaro ti porta più gente perché la gente che magari non è abbonata per guardare quel determinato servizio magari facendo zapping se la trova e se la guarda. A mio parere la nazionale va guardata e deve trascinare il movimento, indipendentemente dal fatto che sia a pagamento o in chiaro.

Nelle realtà dove ha lavorato o lavora, ha trovato un atteggiamento propositivo verso il basket?
Non sempre. Io ho lavorato in due grandi realtà. Ho lavorato in Discovery per tanti anni, quasi dieci anni, e adesso in Sky. Più che queste realtà in sè, dipende dalle persone con cui lavori. A volte mi è capitato di lavorare con persone che non avevano questo rispetto per la pallacanestro in generale, piuttosto sceglievano di condividere notizie acchiappa like su altri sport. Il fatto è che non tutto si basa sul like. Se ci sono notizie e le notizie vanno date.

Passiamo al campionato: chi la sta convincendo di più nel campionato?

Mi sta convincendo Brescia. Io sono molto contenta di vedere una società come Brescia che da tanti anni investe e riesce a raggiungere dei traguardi che si pone. Sono molto contenta per il coach Cotelli perché quando Peppe Poeta ha lasciato la pancina di Brescia tanti non lo conoscevano. Cotelli sta rispondendo coi fatti. Sono contenta che sia tornata in Serie A Cantù, così come Udine. Cantù perché mi piace molto l’atmosfera del derby, abbiamo visto recentemente con Milano e con Varese. Mi fa molto piacere vedere che sono tornate delle piazze storiche che portano gente, quindi il palazzo è un altro traino. Noto che le società hanno lavorato e stanno lavorando anche sotto l’effetto ottico del palazzo. Queste sono le cose che mi hanno colpito sicuramente adesso in questa prima parte di stagione. Anche Reggio Emilia devo dire. Nonostante, a parte il successo dell’ultima partita contro Trento, le otto sconfitte consecutive, Reggio Emilia è sempre stata lì e la società così come i tifosi hanno creduto in Coach Priftis. Lui stesso nell’ultima intervista rilasciata a LBA TV contro Trento aveva gli occhi molto lucidi e questo secondo me è stato molto bello, un grande segnale.

Nel girone di ritorno, secondo lei chi potrebbe fare meglio rispetto a ora?

Credo che ci stupiremo di Napoli. Napoli è allenata bene, Magro sa quello che fa e credo che ci troveremo a parlare di Napoli molto spesso. Trento mi aspetto che faccia un passo in più, perché comunque l’Eurocup sta andando bene. La squadra è quella e dall’Eurocup deve prendere la forza per andare meglio anche in campionato.

I giocatori che l’hanno sorpresa di più?

Sicuramente Carson Edwards. Tra i giovani Quinn Eellis. Lo conoscevamo dall’anno scorso, però ha cambiato maglia e si sta confermando anche all’Olimpia. Così come Saliou Niang. Secondo me non ha ancora fatto lo stesso exploit che ha fatto invece Ellis. Mi piace Nkamhoua anche. A Tortona mi stanno piacendo Vital e soprattutto Tommaso Baldasso che quest’anno ha cambiato marcia. Ha ritrovato anche la nazionale ultimamente ed è bravo proprio come ragazzo.

Su Sky Sport Basket che partite coprirete in questa giornata?

Domenica alle 16 Brescia-Venezia. Penso che sarà una partita molto tirata perché Venezia sta facendo molto bene. Tra l’altro sono due squadre molto offensive, a Venezia Wiltjer è in ottima forma. Giocandosi al PalaLeonessa credo che Brescia abbia una marcia in più. Dal canto suo Venezia è ben allenata e non ha cambiato tanto rispetto allo scorso anno c’è. Lunedì 29 invece Milano-Cremona. Sulla carta bisognerebbe dire Milano, però mai fidarsi di Cremona. Tra l’altro Peppe la conosce avendo giocato lì il suo ultimo anno.

Un suo parere sulle altre partite?

Trento-Udine sarà una bella partita. Udine viene da due successi di fila, ma in casa, mente Trento deve riprendersi dalla sconfitta con Reggio Emilia. Tra le mura di casa coach Cancellieri vuole ottenere punti importanti. Treviso-Sassari, gli ospiti stanno attraversando un buon momento, anche grazie agli innesti di Visconti e Pullen. Anche in questo caso il fattore campo potrebbe pendere dalla parte di Treviso che ha bisogno di punti. Tortona-Reggio Emilia, vengono entrambe da una vittoria. Tortona è molto forte e il nuovo palazzetto sta dando una bella spinta alla squadra di coach Fioretti.  Napoli-Cantù sarà un’altra prova importante per Napoli per guadagnarsi un posto alle final eight. Cantù è ancora alla ricerca della prima vittoria esterna. Nella sfida tra Trapani-Varese bisogna vedere come arriva Trapani. Infine Trieste-Virtus è una partita molto bella. Trieste è un ambiente caldissimo e il palazzo è molto bello. La Virtus potrebbe pagare un po’ la stanchezza della quasi rimonta con l’Olympiacos, ma è una squadra forte e strutturata per affrontare queste sfide ravvicinate.

Che consiglio darebbe ai giovani che vogliono provare a fare questo mestiere e qual è la dote più importante che bisogna avere?

Io penso che per fare questo mestiere bisogna avere tanta passione per lo sport, perché se uno non ha la passione sente di più la stanchezza che comporta un lavoro del genere. Io dopo dieci anni che ho passato tutte le domeniche in trasferta, quest’anno a Sky sono contenta di lavorare in studio e quindi di restare a Milano per essere più tranquilla sotto più punti di vista. Penso che tutti i ragazzi e le ragazze giovani che vogliano iniziare questo mestiere debbano fare tantissime esperienze sul campo. Allo stesso tempo anche crearsi delle strade alternative. Credo che la gavetta, il lavoro sul campo ripaghi sul lungo periodo. All’inizio è normale non ricevere chissà che compensi o altro, ma non bisogna scoraggiarsi perchè quando poi arriva l’opportunità in una grande realtà tutte le esperienze precedenti determinano la propria prontezza e competenza necessaria per fare un passo in avanti.
A me a volte arrivano messaggi del tipo “Mi piacerebbe fare il giornalista sportivo e lavorare a Sky”. A 18 anni anche io volevo lavorare a Sky ma ci sono arrivata a 33 e per me è stato il momento migliore. Anche quando ho iniziato con Eurosport non sarei stata pronta per una realtà così importante, quindi il consiglio che posso dare è di basarsi anche su realtà più piccole perché esse ti formano per essere poi pronti ad un eventuale approdo in una realtà più grande. Per farti un esempio Luka Doncic a 19 anni ha vinto l’Eurolega, il premio di MVP e di miglior giovane della competizione.  Ma la maggior parte dei giocatori, prima di arrivare a tali traguardi, passa dalle serie minori e si fa la scalata. E una volta raggiunto il proprio traguardo con questo tipo di percorso è ancora più soddisfacente. Lavorate tanto sul campo perché non c’è niente che vi faccia imparare questo mestiere come la pratica. Inoltre bisogna ricordarsi che anche le battute d’arresto non sempre sono dei passi indietro.

Quando ha iniziato era una delle poche femmine in un ambiente prettamente maschile, com’è vista la figura della donna all’interno di questo ambiente oggi?

Io ho iniziato nel basket femminile, e lì vedere una ragazza bordocampista tra le donne era abbastanza normale. Quando sono arrivata in campo maschile ci sono stati dei commenti come «ma questa chi è?», anche perchè ero una ragazzina. Inoltre sul campo sono sempre stata molto vivace e continuerò ad esserlo. Poi sicuramente anche la provenienza territoriale. Lavorando a Milano ma non essendo del nord la mia cadenza è un po’ non da italiano perfetto, per cui qualche commento su questo c’è stato. Ma sono tutte frasi che da un orecchio mi entrano e da quell’altro mi escono. Non mi piacciono per niente le frasi che riguardano l’aspetto fisico perché sono sicura che se fossi stata un ragazzo, e come me tante altre, determinate affermazioni non sarebbero state fatte. Mi piace pensare che la gente che mi ha detto quelle determinate cose, abbia trovato in esse l’unico appiglio, non mettendo in discussione la mia preparazione cestistica.

 

Edoardo Tamba

 

foto Giulia Cicchinè (Ciamillo-Castoria)