27 punti, cinque assist, due rimbalzi e la sensazione costante che ogni possesso importante dovesse inevitabilmente passare dalle sue mani. Se l’Italia supera la Lituania 87-84 e continua il proprio cammino verso la FIBA World Cup 2027, gran parte del merito porta la firma di Nico Mannion.
Il playmaker azzurro si prende la scena fin dalla palla a due e non la lascia più fino alla sirena finale. Attacca il ferro, si guadagna viaggi in lunetta, crea vantaggi per i compagni e quando la partita entra nei possessi che pesano una tonnellata è ancora lui a caricarsi l’Italia sulle spalle.
La sua serata racconta di un ottimo 6/13 dal campo, di un preziosissimo 4/8 dall’arco e soprattutto di una freddezza glaciale dalla linea della carità con un quasi perfetto 11/12 ai liberi. Numeri da primo violino, ma soprattutto da leader di una nazionale che nei momenti di difficoltà ha sempre trovato nel proprio numero uno il riferimento offensivo a cui aggrapparsi.
La Lituania prova in tutti i modi a sporcare la festa azzurra. Il dominio sotto i tabelloni di Azuolas Tubelis e la presenza intimidatoria di Jonas Valanciunas tengono aperta la gara fino agli ultimi secondi, ma Mannion continua a trovare risposte. Un arresto e tiro, un’incursione al ferro, un viaggio in lunetta: ogni volta che l’inerzia sembra poter cambiare padrone, il play azzurro la riporta dalla parte italiana.
L’impressione è quella di vedere un giocatore ormai entrato pienamente nella propria maturità cestistica. Non soltanto il talento offensivo che aveva incantato fin dagli anni delle giovanili, ma un regista capace di leggere i ritmi della partita e di scegliere quando accelerare e quando invece affidarsi alla gestione del possesso.
L’Italia chiude con appena cinque palle perse di squadra e quindici assist complessivi, dati che raccontano di una regia lucida e di un controllo della partita spesso passato proprio dalle mani di Mannion. Gli azzurri tirano con il 44% dal campo e l’80% ai liberi, mentre il numero uno chiude con il miglior dato di valutazione dell’incontro a quota 26.
Nella serata della qualificazione e del sorriso ritrovato davanti al pubblico bolognese, la copertina non può che essere sua. Perché quando la palla pesa e il cronometro corre veloce, l’Italia sa di poter contare sul proprio Rosso di fiducia.
E Nico Mannion, ancora una volta, risponde presente.

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Mannion, foto Ciamillo-Castoria