Giocare senza la propria stella NBA è difficile, cercare di vincere senza il playmaker titolare è ancora più dura, soprattutto se a essere affrontata è un’Italia che, sotto la guida di Marco Ramondino, è davvero in forma, come dimostrato nella precedente amichevole vinta di autorità contro la Croazia.
Questo, visto dalla prospettiva della Slovenia, è il bilancio dell’amichevole che l’Italbasket ha vinto a Celje (83:86) in un test amichevole in preparazione della finestra FIBA per le qualificazioni ai mondiali che ha testato i nervi delle due compagini.
A un soffio dal successo
Nonostante l’assenza di Luka Dončić, guardia dei Los Angeles Lakers impegnata a Roma nel lancio del progetto Roma SPQR, e di Klemen Prepelič, il playmaker titolare reduce dalla vittoria della Lega adriatica col Dubai, una Slovenia a ranghi ridotti ha fornito una buona prova di carattere, perdendo al termine di un finale al cardiopalma.
A discapito delle defezioni, la compagine allenata da Aleksander Sekulić ha saputo infatti rientrare da uno svantaggio di undici lunghezze accusato alla pausa lunga (43:54) realizzando un parziale di 20:5 col quale la Slovenia ha reso la contesa una partita punto a punto.
Un settore esterni rimaneggiato
Se non fosse stato per una comprensibile assenza di concentrazione negli istanti decisivi della quarta frazione di gioco, oltre che per la freddezza di Tommaso Baldasso in occasione dei quattro liberi decisivi, la Slovenia avrebbe potuto ottenere una vittoria che avrebbe aggiunto un sorriso alle buone indicazioni ricevute da coach Sekulić.
Oltre al carattere, buona è stata la prova fornita dal settore esterni che, in aggiunta al trentunenne Gregor Hrovat, autore di 14 punti, è stato composto dai giovani Žiga Samar, autore di 12 punti, Urban Krofilič, che a sua volta ha messo a segno 11 punti, e dell’interessante prospetto Mark Padjen.
Dominio a rimbalzo
Se, da un lato, il reparto guardie ha saputo tenere testa a un avversario tosto nonostante le assenze di Luka Dončić e Klemen Prepelič, indicazioni positive sono pervenute dall’altro anche dal pitturato, ambito nel quale degno di menzione è Alen Omić, che ha chiuso con una doppia doppia da 11 punti e 14 rimbalzi.
Proprio il dominio sotto le plance, dove la Slovenia ha catturato 42 rimbalzi concedendone nel contempo 30 agli azzurri, per i padroni di casa è stato l’elemento maggiormente significativo in termini di statistiche.
Impegni con Estonia e Svezia
Col rientro di Klemen Prepelič, Rok Radovčić e Luka Ščuka, la Slovenia dovrebbe dunque essere in grado di aggiungere ulteriore esperienza e qualità a quella pallacanestro ad alti ritmi, solida circolazione di palla e soluzioni prevalentemente dalla lunga distanza della quale coach Sekulić intende avvalersi per creare situazioni di vantaggio.
Nella finestra FIBA di luglio, Estonia e Svezia saranno le avversarie di una Slovenia che, nel girone H delle qualificazioni ai mondiali, occupa la prima posizione con un bilancio di 3 successi in quattro incontri disputati.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Mark Padjen della Slovenia (in maglia blu numero 4). Credits: Filip Barbalić