È capolavoro Italia! Era richiesta un’impresa, un cambio di rotta e tutto ciò è arrivato: l’Italia batte la Serbia 78-76. È stata una partita incredibile, dalle mille emozioni che persino noi abbiamo vissuto sull’ali dell’entusiasmo, poi dello sconforto, per poi passare alla speranza fino alla gioia immensa sulla preghiera di Stefan Jovic fermata dal ferro.
Con questo successo gli azzurri si rimettono eccome in corsa per la fase ad eliminazione diretta, ma devono comunque portare a casa l’ultimo tassello contro Portorico e poi vedere gli altri risultati. Certo è che probabilmente tutti noi ci meritavamo una gioia del genere che rende la prima fase quasi un lontano ricordo.
Oggi si è visto tutto quello che non si era visto nelle prime partite. Coesione di squadra, credo nel collettivo e poi anche le percentuali al tiranno assistito gli azzurri. Simone Fontecchio è tornato in versione EuroBasket 2022, ma anche gli altri lo hanno egregiamente assistito. Da sottolineare l’exploit di Gigi Datome durante la rimonta azzurra e la personalità con cui ha giocato Luca Severini in una giornata in cui né Polonara né Ricci erano a proprio agio.
L’Italia ha difeso, ha messo in piedi la miglior prestazione difensiva della FIBA World Cup, lasciando l’avversario più pericoloso solamente a 76 punti. Ma la cosa più importante è che l’Italbasket non si è disunita nel momento di maggiore difficoltà. Dopo un buon avvio, la Serbia è entrata in partita. Ha preso il controllo ed ha provato a scappare raggiungendo persino il +16. In quel momento i nostri ragazzi hanno fatto quadrato e si sono rimboccati le maniche. Pozzecco ha optato per un quintetto atipico, lungo ma senza centri: Pajola, Fontecchio, Datome, Severini e Ricci. Un quintetto “pazzo”, ma che ha dato i suoi frutti. Da qui è partita la rimonta e poi i ragazzi del Pozzecco hanno messo la freccia ad inizio quarto periodo. Un momento di esaltazione unica che poi ha portato alla vittoria.
Mostruoso Fontecchio autore di una prova da 30 punti (career high in azzurro) tirando con l’11/15 dal campo e a cui ci ha aggiunto 7 rimbalzi e 3 assist.
In doppia cifra Marco Spissu con 14 punti e Datome con 10.
Per la Serbia ci sono 18 di Bogdan Bogdanovic e 14 di Nikola Milutinov. 

La cronaca 

In avvio si corre molto, si sbaglia tanto e si realizza poco. L’Italia perde tanti palloni (4), la Serbia tira male da tre (0/6). Ma a metà quarto gli azzurri sono avanti 10-4.
Al termine dei 10’ inaugurali l’Italbasket è avanti 23-19 nonostante il +10 (20-10) al 7’.
L’Italbasket fatica a segnare nel secondo quarto, la Serbia prende il controllo delle operazioni e si porta in vantaggio: 31-29 a 5’ dall’intervallo.
La squadra di Pozzecco con i suoi titolari ritrova smalta, ma negli spogliatoi ci va rincorrendo 42-40 con la tripla sulla sirena di Bogdanovic.
Al rientro in campo c’è solo una squadra in campo ed è la Serbia. Milutinov e compagni mettono a ferro e fuoco la retina italiana. Ma soprattutto gli azzurri si bloccano completamente in attacco, perdono palloni banali e vedono scappare i propri avversari sul 54-42.
La Serbia sembra in controllo, ma prima Fontecchio e poi un super Datome si mettono in proprio: parziale di 15-2 e divario ricucito fino al -3 alla fine del terzo quarto, 62-59.  
Il momento di esaltazione agonistica dell’Italia prosegue ad inizio quarto quarto. Fontecchio illumina, ma la Serbia non molla: a 2’ dalla fine gli azzurri conducono 76-71.
La Serbia si avvicina, l’Italia non la chiude. Fontecchio sbaglia il tiro del ko a 7 secondi dal termine, ma i nostri avversari non riescono a costruire il tiro conclusivo con pericolosità: la preghiera di Jokic si ferma sul ferro. Vinciamo 78-76. 

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Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Simone Fontecchio, foto FIBA