Ecco la prima grande sorpresa dei playoff NBA 2026: gli Orlando Magic, ottava testa di serie arrivata dai play-in, sbancano la Little Caesars Arena di Detroit e si portano avanti 1-0 nella serie con i Pistons, prima forza a est. I Boston Celtics, invece, partono con le marce alte e disintegrano i Philadelphia 76ers: +32 al TD Garden e miglior gara d’esordio di sempre ai playoff per la franchigia del Massachusetts. Anche gli Oklahoma City Thunder non scherzano: annichiliti i Phoenix Suns, che chiudono con soli 84 punti a referto. Victor Wembanyama, alla prima partita di post season, riscrive la storia dei San Antonio Spurs: 35 punti segnati, superato l’esordio di Tim Duncan (32) e vittoria contro i Portland Trail Blazers.
Boston Celtics 123-91 Philadelphia 76ers (1-0 nella serie)
No contest al TD Garden: i Boston Celtics spazzano via i Philadelphia 76ers e si portano avanti 1-0. La squadra di coach Mazzulla mette subito in chiaro le cose e chiude il primo quarto avanti di 15 (33-18), cancellando ogni speranza degli avversari sin dalla palla a due. Inizialmente ci pensa Jayson Tatum, la miglior notizia per i padroni di casa, poi nella ripresa Jaylen Brown si scalda a sigilla completamente la gara. Per il primo arriva una doppia doppia da 25+11 rimbalzi, mentre il secondo ne segna 26 e guida i sei uomini in doppia cifra dei Celtics. Difficile salvare qualcosa in casa 76ers: Tyrese Maxey mette a referto 21 punti ma con un terribile 8/20, Paul George tira con buone percentuali ma si ferma a 17 mentre il reparto lunghi vive un match davvero complicato.
Non sappiamo se e quando Joel Embiid rientrerà e, eventualmente, in che modo lo farà, ma la coppia Adem Bona-Andre Drummond non è presentabile a questo livello, soprattutto difensivamente. Boston ha continuamente messo nel pick and roll i centri avversari e li ha fatti a fette: il 50% dal campo non è un caso. I ragazzi di coach Nurse, invece, non possono pensare di giocarsela tirando con il 17.4% dall’arco: servirà una Philadelphia diversa, altrimenti la serie rischia di essere molto breve.
Oklahoma City Thunder 119-84 Phoenix Suns (1-0 nella serie)
La caccia al back to back inizia al meglio per gli Oklahoma City Thunder: i Phoenix Suns alzano bandiera bianca al Paycom Center dopo tre quarti. Impressionante la fame dei ragazzi di coach Daigneault, completamente indemoniati nella metà campo difensiva: gli ospiti chiudono con il 35% dal campo, una percentuale che difficilmente si vede in NBA, e ben 18 palle perse che hanno portato a 32 punti degli avversari. L’attacco a difesa schierata di OKC non ha funzionato al meglio, con un Shai Gilgeous-Alexander (25) stranamente impreciso al tiro (5/18), ma si tratta di trovare il classico pelo nell’uovo in una prestazione davvero convincente. Buona gara anche per Jalen Williams (22) e Chet Holmgren (16), dominante in entrambe le fasi di gioco.
Negli ospiti trovano la via del canestro solo Devin Booker, Jalen Green e Dillon Brooks (68 punti in tre), ma tutta la squadra ha patito terribilmente l’intensità e l’aggressività difensiva dei padroni di casa. Se i ragazzi di coach Ott, già più deboli sul fronte del talento e della profondità del roster, non riescono a pareggiare neanche il livello di energia dei Thunder, la serie rischia di non iniziare neanche.
Detroit Pistons 101-112 Orlando Magic (0-1 nella serie)
Il primo upset dei playoff 2026 ha la firma degli Orlando Magic: la franchigia della Florida espugna Detroit in gara 1 e si prende il fattore campo. Gli ospiti escono meglio dai blocchi (18-5 di parziale per iniziare), ma i Pistons riescono a risalire grazie alle giocate di Cade Cunningham (39 punti). La difesa dei ragazzi di coach Mosley, però, continua a mordere e i padroni di casa faticano tantissimo a trovare la via del canestro: 40% dal campo e 31% dall’arco per la prima testa di serie a est. Orlando nel quarto periodo ritrova il ritmo offensivo dei primi minuti e chiude la pratica con i canestri di Paolo Banchero (23) e di Franz Wagner (19), i due leader di un quintetto tutto in doppia cifra.
Da sottolineare la prova di Wendell Carter Jr., dominante contro Jalen Duren: 17 punti con 8/9 per il primo, 8 con -17 di plus/minus per il centro di Detroit, il grande assente di questa partita. Battuta d’arresto importante per i Pistons che, probabilmente, avrebbero evitato volentieri il matchup contro i Magic al primo turno. Orlando è una squadra solida difensivamente e molto fisica, proprio come quella di coach Bickerstaff: ci aspettiamo una risposta in gara 2 da parte di Cunningham e compagni, ma la serie potrebbe essere più equilibrata del previsto.
San Antonio Spurs 111-98 Portland Trail Blazers (1-0 nella serie)
C’era grande attesa per il debutto dei San Antonio Spurs e i texani non hanno deluso. Nonostante un Deni Avdija favoloso (30+10 rimbalzi con 12/21 al tiro), i Portland Trail Blazers si devono arrendere contro l’ottima difesa degli avversari, che concedono alla squadra di coach Splitter solo il 43% dal campo. Victor Wembanyama aveva tutti gli occhi addosso, ma il ragazzo non soffre particolarmente la tensione: 35 punti (superato il record di Tim Duncan per l’esordio ai playoff in maglia neroargento) con 13/21 in appena 32 minuti sul parquet. Il francese si prende la copertina, ma il parziale decisivo ha la firma di Devin Vassell: il prodotto di Florida State, nel terzo periodo, si incendia offensivamente (chiuderà con 15 punti) e comincia a chiudere tutte le linee di penetrazione in difesa, mettendo in grande difficoltà gli avversari.
L’opera viene successivamente completata da De’Aaron Fox (17) e Stephon Castle (17), ma coach Johnson può essere contento dell’energia messa in campo da tutti i membri del roster. Portland, invece, fatica a trovare altri protagonisti oltre alla propria star: Scoot Henderson ci prova con 18, ma è l’unico in doppia cifra nel quintetto insieme all’israeliano. I Blazers hanno comunque dimostrato di potersela almeno giocare, anche se gli Spurs sono i chiari favoriti nella serie.
Nell’immagine: Victor Wembanyama, Julian Champagnie e De’Aaron Fox Credit photo: San Antonio Spurs (Facebook)