Come prevedibile in finali che mettono a confronto due rivali storiche della pallacanestro ex jugoslava, la quarta partita della serie che assegna il titolo di Croazia tra Zadar e Cibona è stata caratterizzata da un clima particolarmente surriscaldato che, stavolta, ha richiesto l’intervento della polizia, a seguito del quale l’incontro è stato temporaneamente interrotto.

A motivare l’accaduto è stata la reazione dei tifosi di casa della Cibona all’arrivo al palazzo dello sport di Zagabria dei Tornado, il gruppo ultras dello Zadar, la cui presenza numerosa già nella partita precedente ha sovrastato il pubblico di casa in termini di decibel.

Invasione zaratina

L’occasione, per Zara, del resto era da celebrare con una partecipazione straordinaria alla Dražen Petrović Arena di Zagabria. In caso di vittoria, lo Zadar avrebbe vinto il quarto titolo di Croazia consecutivo sconfiggendo, per la prima volta dal 2005, gli acerrimi rivali sul piano nazionale.

Non sorprende dunque che la tifoseria della basket city per eccellenza della ex Jugoslavia abbia inteso dare il proprio contributo nella maniera in cui i Tornado si sono resi noti, rispettati e apprezzati sul panorama cestistico europeo, ossia con voce, sostegno incondizionato e colore.

Le responsabilità dei giocatori

Purtroppo, a fomentare le provocazioni del pubblico di casa nei confronti degli ultras zaratini sono stati i protagonisti sul campo da gioco, che anziché invitare il proprio pubblico alla calma hanno dato segnali totalmente opposti. Un gesto senza logica, anche perché la Cibona, come ammesso dal coach dello Zadar, Danijel Jusup, ha meritato la vittoria controllando la partita sul campo, oltre a tenere il leader sul campo degli zaratini, Vladimir Mihailović, a soli 5 punti.

Non appena gli arbitri hanno interrotto la partita per consentire alle forze dell’ordine di allontanare i facinorosi della Cibona che cercavano il contatto coi Tornado, Justin Roberson, guardia americana di Zagabria, ha alzato le proprie mani al cielo a più riprese per incitare ancor di più il pubblico di casa.

Bella rovente

Coach Ivan Rudež, che alla vigilia della partita ha lamentato il gioco troppo fisico dello Zadar, ha da parte sua aggiunto dichiarazioni apertamente provocatorie, invitando il pubblico zaratino a continuare a contestare la Cibona anche in occasione della bella.

La quinta e ultima partita della finale si prospetta dunque non solo cruciale per l’assegnazione del titolo nazionale, ma anche bollente sugli spalti. Alla Krešimir Ćosić Arena di Zara si prevede infatti il tutto esaurito.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Vladimir Mihailović dello Zadar (in maglia bianca) e Jan Palokaj della Cibona (in maglia blu). Credits: HKS / Marin Sušić