Un ritorno al tempio del basket, dove secondo la leggenda la pallacanestro è stata creata, è ciò che più caratterizza la partita di cartello tra Zadar e Split, uno scontro al vertice della Premijer Liga croata, valido per la diciannovesima giornata del campionato nazionale di Croazia, che avrà luogo presso il leggendario palasport di Jazine, situato a ridosso del centro storico di Zara.
Oltre che per via dell’inagibilità del palasport multifunzionale di Višnjik dedicato al padre del basket moderno, Krešimir Ćosić, dove lo Zadar disputa le proprie partite casalinghe a partire dalla stagione 2008/09, la scelta di spostare lo scontro al vertice della Premijer Liga allo Jazine è stato dettato anche da un’opportunità di tifo.
Fattore campo incrementato
Quando è esaurito in ogni ordine di posto, situazione che molto probabilmente si verificherà anche in occasione dello scontro con lo Split, lo storico palasport di Zara è in grado di fornire un sostegno senza pari ad una compagine già di per sé abituata al supporto rumoroso e caloroso dei Tornado, il gruppo ultras più importante sullo scenario cestistico croato.
Nonostante per lo Zadar gli spostamenti allo Jazine siano abbastanza frequenti per via della natura polifunzionale della Krešimir Ćosić Arena, lo svolgimento dello scontro con lo Split ha, per il tifo zaratino e per la memoria storica del club che ha cresciuto talenti del calibro di Krešimir Ćosić, Pino Giergia, Stojko Vranković, Arijan Komazec e Dejan Bodiroga, un valore particolare.
Un valore storico
L’ultima partita che ha contrapposto Zara e Spalato presso il leggendario palazzetto è infatti avvenuta in occasione della ‘bella’ della serie di finale del 2008 che ha incoronato i padroni di casa, vittoriosi anche nella prima e nella quarta gara della contesa, campioni nazionali per la seconda volta nella storia del club biancoblu.
Trainato da un roster impegnato a proporre una pallacanestro veloce a rapida circolazione di palla composto da capitan Todor Gečevski, Juby Johnson, Corey Brewer, Andrej Štimac e da Rok Stipčević, lo Zadar, allora allenato da Aco Petrović, in quella partita non solo ha vinto il campionato, ma ha anche congedato lo Jazine come terreno di casa nel migliore dei modi.
Proposte cestistiche a confronto
Venendo al presente, per lo Zadar, primo nella classifica della Premijer Liga con un bilancio di sedici vittorie in diciotto partite disputate, l’impegno con lo Split, secondo con quindici vinte e due perse, rappresenta una possibilità per vendicare la sconfitta subita all’andata in un incontro equilibrato, che Zara ha perso al supplementare.
La partita, altresì, propone un confronto tra la pallacanestro difensiva di Danijel Jusup basata su transizioni messe in atto da giocatori polivalenti con preferenza per soluzioni realizzative dalla lunga distanza da un lato, ed il basket maggiormente gerarchico, che non disdegna soluzioni dalla media e corta distanza, di Dino Repeša dall’altro.
Le ‘partite nella partita’
Oltre al duello tra l’allenatore dello Zadar, Danijel Jusup, ed il suo assistente ai tempi dello Zagreb, Dino Repeša, a caratterizzare l’incontro saranno con tutta probabilità anche da una serie di ‘partite nella partita’ sul terreno di gioco, a cominciare dal duello nel parco guardie tra Vladimir Mihailović per parte di Zara e l’ex di turno Antonio Jordano lato Spalato.
Il capitano dello Zadar Marko Ramljak e un altro ex della partita, Dario Drežnjak dello Split, si affronteranno con tutta probabilità nel settore ali. Nel pitturato, il duello sarà invece tutto tra Lovro Mazalin tra le fila biancoblu e Jake Stephens per parte giallonera.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Rok Stipčević dello Zadar allo Jazine durante la serie di finale del 2008. Credits: Muzej Zadarske Košarke