BOLOGNA – Una serata che sembrava dare una lezione di solidità europea, si poteva trasformare in una miracolosa e impensabile. Alla Virtus Bologna non riesce l’impresa contro l’Olympiacos, che espugna la Virtus Arena per 97-94 infliggendo alle V Nere la seconda sconfitta casalinga in EuroLeague e la seconda consecutiva dopo quella con l’Hapoel Tel Aviv. Davanti a oltre 10.000 spettatori, in un palazzetto sold out e carico di aspettative, la squadra di Dusko Ivanovic si è dovuta arrendere alla maggiore fisicità, profondità e continuità dei greci di Bartzokas.
La formazione ospite si era costruito un cospicuo vantaggio, che ha toccato persino il +20 nel terzo quarto, ma la Virtus   negli ultimi 10’ ha fatto un extra sforzo che poteva regalare una rimonta quasi impossibile. Il sogno bianconero si è spento sul -1 e su quel canestro di Tyler Dorsey a 20’’ dal termine.
Senza Karim Jallow, fermato dalla nota noia al polpaccio, la Virtus prova a partire con aggressività e intensità. L’avvio è equilibrato, fatto di ritmo alto, transizione e buone letture offensive: Bologna corre, ruba palloni e tiene botta anche alle prime fiammate dell’Olympiacos, molto preciso dall’arco. Il primo quarto racconta una gara aperta, chiusa sul 25-23 dalle V Nere grazie al canestro sulla sirena di Smailagic.
Il momento di svolta arriva però già all’inizio del secondo periodo. L’Olympiacos alza il livello fisico, cambia marcia e trova in Evan Fournier il principale terminale offensivo. La Virtus perde fluidità, sbaglia qualche tiro aperto e soprattutto inizia a soffrire un metro arbitrale decisamente più severo rispetto ai primi dieci minuti. I greci ne approfittano andando spesso in lunetta, costruendo il primo vero strappo della partita. Ivanovic è costretto al timeout sul -7 (39-32), ma la sensazione è che l’inerzia stia scivolando via. All’intervallo il tabellone dice 50-41 Olympiacos.
Al rientro dagli spogliatoi la Virtus prova a rientrare in partita con orgoglio, trovando un paio di buone soluzioni offensive che riaccendono per un attimo il pubblico della Virtus Arena. È però un’illusione breve. L’Olympiacos risponde con cinismo e qualità, spinto da un Fournier devastante a giochi rotti e da una second unit che fa la differenza: Alec Peters, Donta Hall e lo stesso francese scavano il solco definitivo. Le percentuali da tre e la netta superiorità a rimbalzo certificano il dominio greco, mentre la Virtus fatica a trovare contromisure. Il divario si allarga fino al -20 (77-57), fotografia di una partita all’apparenza ormai indirizzata.
L’ultimo quarto, invece, vede una Virtus partire forte anche grazie alla spinta difensiva di Daniel Hackett e i canestri di Matt Morgan recuperare possesso dopo possesso.
L’Olympiacos tornata sopra solo di 2 lunghezze (90-88) mantiene e gestisce con maturità, forte di rotazioni più lunghe nonostante le assenze di Tyson Ward, Keenan Evans, Moustapha Fall e Shaquielle McKissic, e porta a casa una vittoria netta e meritata.
Il 97-94 finale racconta di una gara controllata con autorità dall’Olympiacos nei due periodi centrali e di una Virtus che, dopo un buon primo quarto, non è riuscita a reggere l’urto fisico e tecnico dei greci. Ma nonostante questo ha giocato un quarto conclusivo da applausi. La volontà di provare a rimettere in piede un partita già persa negli ultimi 10 minuti, con Carsen Edwards in panchina, è un ennesimo segnale che questa squadra mette sempre in campo ogni energia a propria disposizione.
Per Bologna resta l’amarezza di una serata nata con grandi aspettative e chiusa con una lezione severa, ma anche la consapevolezza che il cammino europeo passa inevitabilmente da notti come questa. La risposta dovrà arrivare presto, perché l’EuroLeague non aspetta nessuno.
L’attenzione della Virtus si riproietta sul campionato dove lunedì sera sarà impegnata a Trieste in una trasferta delicata. 

QUI le statistiche complete del match 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Luca Vildoza, foto Ciamillo-Castoria