Al Peace and Friendship Stadium va in scena l’ennesima dimostrazione di dominio silenzioso firmata Sasha Vezenkov. Nella netta vittoria dell’Olympiacos contro la Virtus Bologna (109-77), l’ala bulgara è il volto copertina di una serata senza storia, interpretata con la naturalezza dei fuoriclasse veri.
Vezenkov gioca una partita che è quasi un manifesto del suo basket: pochi palleggi, letture sempre corrette, concretezza assoluta. In appena 24 minuti manda a referto 20 punti con un irreale 7/8 da due, 1/3 da tre e 3/4 ai liberi, aggiungendo 8 rimbalzi, 3 assist e 31 di valutazione. Numeri che raccontano molto, ma non tutto.
La sua impronta sul match è chiarissima tra primo e secondo quarto, quando l’Olympiacos decide di cambiare passo. Ogni volta che la Virtus prova a rimanere agganciata, Vezenkov punisce: tagli alle spalle della difesa, movimenti senza palla impeccabili, conclusioni rapide e pulite. È in quella fase che la partita si spezza definitivamente, con i greci che prendono il largo e trasformano la gara in un monologo.
Non c’è bisogno di forzare, né di accendersi con giocate spettacolari: Vezenkov domina facendo sembrare tutto semplice, leggendo prima degli altri dove e quando colpire. Un giocatore che non alza mai la voce, ma che incide come pochi in Europa, soprattutto quando il livello e la posta in palio salgono.
Contro una Virtus Bologna arrivata al Pireo in emergenza di rotazioni e con energie limitate, la prestazione dell’ala bulgara diventa il simbolo del divario visto in campo. Un MVP TIME quasi inevitabile, per una notte che conferma ancora una volta Sasha Vezenkov come uno dei riferimenti assoluti della EuroLeague. Quando il ritmo aumenta e le partite contano davvero, lui è sempre lì. Puntuale. Letale.

Eugenio Petrillo