Carsen Edwards si è preso Bologna, l’ultimo ballo al PalaDozza. La sua notte da 26 punti è stata la scintilla, il motore e la firma più evidente del 99-89 con cui la Virtus ha piegato il Maccabi in una partita che aveva il sapore delle grandi occasioni. In una serata densa di tensione, ritmo e fisicità, è stata soprattutto la pioggia di triple dell’americano – 8 a segno su 15 tentativi – a spostare definitivamente l’inerzia dalla parte bianconera.
La guardia di Houston ha dominato con una naturalezza disarmante: 1/2 da due, 0/3 ai liberi, 25 minuti in campo ma un impatto ben più grande dei numeri stessi. Ogni volta che il Maccabi accennava una reazione, Edwards rispondeva con un’altra rasoiata dall’arco, cementando il vantaggio e accendendo l’arena.
Il resto della storia lo conosciamo: la Virtus mantiene il controllo, respinge i tentativi israeliani e chiude sul 99-89 una sfida ad altissimo coefficiente emotivo. Edwards aggiunge anche 2 rimbalzi, 2 assist e una valutazione di 19, completando un tabellino che racconta una prestazione matura, determinante, da leader tecnico.
E mentre la partita scivolava verso la sirena finale, una cosa diventava sempre più chiara: in questa notte bolognese, la differenza l’ha fatta lui. Carsen Edwards, l’uomo che ha trasformato una partita complessa in una vittoria pesante, a colpi di triple e personalità.

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Edwards, foto Ciamillo-Castoria