Certe partite non hanno bisogno di troppe presentazioni. Basta pronunciare le due protagoniste e il passato torna a bussare alla porta. La finale della Frecciarossa Final Eight di Coppa Italia 2026 mette di fronte Olimpia Milano e Tortona, remake di quell’atto conclusivo del 2022 alla Vitrifrigo Arena di Pesaro. Allora erano due mondi diversi: Milano la corazzata di Ettore Messina, Tortona la favola appena sbarcata in LBA. Oggi lo scenario è cambiato, e non poco.
La Bertram non è più la sorpresa romantica del torneo. È una realtà solida, consapevole, costruita per restare ai piani alti. E lo ha dimostrato in questa Final Eight con due imprese pesanti: prima Venezia, poi la Virtus Bologna in semifinale, contro ogni pronostico. Una partita praticamente perfetta, chiusa con un quarto quarto stellare, in cui le sue guardie hanno acceso il turbo e tagliato le gambe agli avversari.
I riflettori sono puntati su Prentiss Hubb e Tommaso Baldasso, i due grandi protagonisti del weekend. Baldasso MVP contro Venezia, Hubb mattatore nella semifinale con la Virtus: talento, personalità, triple pesanti nei momenti in cui il pallone scotta. E attenzione, perché Christian Vital fin qui non si è ancora realmente acceso: se dovesse farlo proprio in finale, l’inerzia potrebbe cambiare in un attimo. Senza dimenticare il lavoro sporco e prezioso di Justin Gorham e l’energia feroce dei lunghi, capaci di dominare a rimbalzo offensivo e di regalare seconde opportunità che pesano come macigni.
Ma dall’altra parte c’è un’Olimpia che sente il profumo della rivincita. Dopo due finali consecutive perse da grande favorita – prima con Napoli, poi con Trento – Milano vuole tornare a sollevare la Coppa Italia e dare continuità alla Supercoppa conquistata a settembre. Oggi in panchina non c’è più Messina, ma il suo ex vice, Peppe Poeta, chiamato a guidare una squadra che parte con tutti i favori del pronostico. Per lui sarebbe un traguardo pesantissimo, una certificazione importante a metà stagione e un’iniezione di fiducia in vista del rush finale.
Il percorso milanese è stato solido ma non privo di ostacoli. Dopo aver superato Trieste, l’Olimpia ha liquidato Brescia in semifinale in una gara dai due volti: alti e bassi, momenti di difficoltà e poi la spallata decisiva. A firmarla è stato Armoni Brooks, autentico MVP della sfida contro la Germani, capace di prendersi l’ultimo quarto con una serie di triple che hanno spezzato l’equilibrio e indirizzato la partita.
Dentro questa finale c’è anche una storia nella storia. Mario Fioretti, per 22 anni nello staff tecnico dell’Olimpia Milano, affronta per la prima volta il suo passato da head coach, ma sulla panchina di Tortona. Un incrocio carico di emozioni, conoscenze, dettagli che possono fare la differenza. Fioretti contro la sua storia, contro la squadra che ha contribuito a costruire: darà battaglia, senza sconti.
È una sfida di talento e nervi, di gerarchie consolidate contro ambizioni che non hanno più paura. Milano con il peso del pronostico e il desiderio di tornare a vincere. Tortona con la leggerezza di chi ha già stupito tutti e ora vuole completare l’opera.
Appuntamento alle 17, diretta su LBA TV, Sky Sport e Cielo. Una finale che profuma di rivincita, di consacrazione e di nuova storia da scrivere. E in certe serate, basta un possesso per cambiare tutto.

Eugenio Petrillo