Ci siamo. Questa sera alle ore 20 il sipario si alzerà sulla finale Scudetto 2026 con Gara1 tra Olimpia Milano e Reyer Venezia all’Unipol Forum di Assago. La sfida sarà trasmessa in diretta su LBA TV, Sky Sport e in chiaro su Cielo.
Da una parte la grande favorita della serie, dall’altra la sorpresa dei playoff. Milano arriva all’ultimo atto della stagione forte di un roster profondo, di un sistema consolidato e con la concreta possibilità di completare uno storico triplete italiano dopo i successi in Supercoppa e Coppa Italia. Venezia, invece, si presenta con il ruolo di underdog ma anche con l’entusiasmo di chi ha già ribaltato ogni pronostico, eliminando in semifinale la Virtus Bologna con un netto 3-1 che ha sorpreso gran parte degli addetti ai lavori.
L’Olimpia ha confermato durante tutta la stagione di essere la squadra più continua del campionato, capace di alternare difese aggressive, talento individuale e una grande varietà di soluzioni offensive. Venezia, invece, ha costruito la propria cavalcata playoff sulla compattezza del gruppo, sulla fisicità e sulla capacità di alzare il livello nei momenti decisivi.
Tra i protagonisti più attesi c’è senza dubbio Armoni Brooks. La guardia statunitense è stata una delle armi principali dell’attacco milanese durante tutta la stagione.
In regular season ha chiuso con 14.4 punti di media in quasi 24 minuti di utilizzo, tirando con il 37.7% da tre punti e l’84.4% ai liberi. Numeri che testimoniano la sua capacità di accendersi rapidamente e di diventare un fattore sia in transizione sia a difesa schierata.
Nei playoff il rendimento realizzativo è leggermente sceso a 12.7 punti di media, ma Brooks continua a rappresentare uno dei principali riferimenti offensivi per Milano grazie alla sua pericolosità sul perimetro e alla capacità di costruirsi un tiro anche nei possessi più complicati.
Per l’Olimpia sarà fondamentale il suo contributo per provare ad indirizzare subito la serie e sfruttare il fattore campo.
Se Milano si affida a Brooks, Venezia guarda soprattutto a RJ Cole. Il playmaker americano è stato il vero motore offensivo della Reyer per tutta la stagione.
In regular season ha prodotto 18 punti e 5.2 assist di media, risultando uno dei giocatori più incisivi dell’intera LBA. Numeri costruiti grazie alla sua capacità di creare vantaggi dal palleggio, attaccare il ferro e coinvolgere i compagni.
Nei playoff il suo rendimento realizzativo è sceso a 15.4 punti per gara, ma il dato che colpisce è il miglioramento nel tiro da tre punti, salito fino al 41.4%. Cole resta il giocatore da cui passa gran parte delle ambizioni veneziane e sarà chiamato a gestire ritmi e possessi contro la fisicità della difesa milanese.
Gara1 spesso non assegna una finale, ma può indirizzarne l’inerzia. Milano vuole far valere profondità, esperienza e fattore campo per mettere immediatamente pressione agli avversari. Venezia, al contrario, cercherà di replicare quanto fatto contro la Virtus Bologna: restare in partita fino ai possessi decisivi e trasformare ogni gara in una battaglia tattica e fisica.
La sensazione è che l’Olimpia parta con tutti i favori del pronostico, ma la Reyer ha già dimostrato di saper convivere con il ruolo di outsider. E proprio per questo la sfida tra Brooks e Cole potrebbe rappresentare uno dei temi più affascinanti di una finale che promette spettacolo fin dalla palla a due.

Eugenio Petrillo 

Iconografica di Stefano Arciero