Squadra che vince si cambia, almeno parzialmente. Questa è la ricetta dello Spartak Subotica campione di Serbia, che per la nuova stagione, nella quale la compagine biancoblu sarà impegnata su tre fronti, ha cambiato una serie di pedine fondamentali del proprio roster, soprattutto nel settore esterni.

Tre nuove guardie

Anche per l’annata sportiva 2026/27, lo Spartak, che punta a confermarsi campione di Serbia, qualificarsi ai playoff di Lega adriatica e accedere almeno alla seconda fase della FIBA Basketball Champions League, sarà guidato da Vlada Jovanović, un allenatore che propone un gioco tradizionalmente basato su dominio a rimbalzo e contenimento delle transizioni avversarie in fase difensiva.

Nel reparto esterni, Subotica ha ingaggiato un trio di guardie composto dall’ex Cedevita Olimpija Lubiana e Igokea Laktaši Marko Jeremić, dall’ex Besiktas e Peristeri Matt Coleman, e dall’ex Gagazdai Jalon Pipkins.

I tre esterni vanno a sostituire il play Nikola Rebić e la guardia Stefan Momirov, che dopo aver contribuito in maniera solida a portare lo Spartak al titolo nazionale di Serbia hanno deciso di lasciare il club biancoblu.

Incrementa la colonia americana

Tale sostituzione ha reso Subotica una compagnie maggiormente dipendente da giocatori statunitensi, a discapito di quei talenti locali che la scorsa stagione hanno consentito alla compagine biancoblu di superare sul piano nazionale rivali del calibro di Partizan e Stella Rossa.

A rendere ancor più ‘americano’ lo Spartak è stato l’ingaggio nel settore lunghi di Alonzo Gaffney, che a Subotica arriva dopo avere accumulato esperienze tra Svezia e Bulgaria.

Il nuovo lungo condividerà minuti con capitan Danilo Nikolić, che è stato confermato assieme alla guardia Igor Drobnjak, protagonista col Montenegro nella finestra FIBA di luglio per squadre nazionali.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Vlada Jovanović. Credits: Spartak Office Shoes / Mirijam Jegić-Patarčić