Un allenatore giovane e vincente per fronteggiare Serbia e Turchia nelle qualificazioni ai Mondiali di Qatar è la scelta effettuata dalla federabasket della Bosnia Erzegovina, che ha deciso di affidare la panchina a Dario Gjergja, uno degli allenatori maggiormente promettenti della pallacanestro europea, nel contempo già affermatosi in Europa con una carrellata di trofei e risultati sia a livello di club che sul piano delle nazionali.

Attualmente capo allenatore del Limoges, in Francia, Gjergja ha trascorso le ultime diciassette stagioni in Belgio, dove il professionista zaratino non solo ha vinto quattordici titoli nazionali consecutivi con l’Ostenda, ma ha anche portato la nazionale belga tra le ‘grandi’ d’Europa, come testimoniato, da ultimo, dalla presenza dei giallorossi all’ultima edizione di EuroBasket.

Difesa e giovani

Proprio in tale occasione, come sottolineato qui su Basket Magazine, l’allora selezionatore del Belgio è stato protagonista mettendo in mostra quella che secondo noi è stata la migliore difesa sul perimetro degli europei, tenendo la Polonia di Igor Miličić, padrona di casa e proiettata alla fase finale del torneo ad una prestazione sottotono sul perimetro.

Oltre al rigore difensivo, la filosofia cestistica di Gjergja si basa soprattutto sullo sviluppo di giovani talenti che, come dimostra il caso di Emmanuel Lecomte, hanno finora potuto incrementare minutaggio, esperienza e notorietà, e dunque anche i propri ingaggi, proprio grazie alla collaborazione col coach nativo di Zara.

Ad un passo dalla Croazia

Zara, appunto, non può non essere tralasciata quando si parla dell’allenatore cinquantenne, che della città nella quale il basket è stato creato secondo la leggenda, e secondo la storia documentata la pallacanestro è arrivata nella ex Jugoslavia, è ad oggi il miglior prodotto in termini di allenatori assieme al ben più stagionato Danijel Jusup.

È stato proprio assieme all’attuale allenatore dello Zadar che Gjergja, nella primavera del 2023, si è trovato a competere in cima alla lista dei desideri del pubblico croato per la panchina della nazionale. Un sentimento che l’allora DS della federabasket di Croazia, Aco Petrović, ha accolto solo in parte, escludendo Jusup ma sponsorizzando Gjergja, al quale tuttavia è stato alla fine preferito Josip Sesar.

Un reclutamento complicato

Ora, a compiere la scelta che, considerata ex post ma non solo, la federabasket croata avrebbe dovuto fare è stata una Bosnia Erzegovina affamata di successi dopo la storica partecipazione all’ultima edizione di EuroBasket, che la compagine ex jugoslava ha concluso agli ottavi dopo avere eliminato la Spagna nella fase a gironi.

Di per sé, il processo di reclutamento è stato duro, con Dragan Bajić e Nenad Marković a declinare la proposta di collaborazione, e la stella NBA Jusuf Nurkić a lanciare la candidatura di Jure Zdovc, poi tramontata, tra una bordata e l’altra riservata ai vertici della pallacanestro nazionale.

Serbia e Turchia, con Alibegović

Da sostituire, del resto, vi era Adis Bećiragić, dimessosi per questioni di salute, al quale la Bosnia Erzegovina ha dovuto il miglior piazzamento di sempre ottenuto dalla nazionale ex jugoslava dal lontano 1993.

Per Gjergja, ora, la sfida sarà tosta, dato che la sua nuova nazionale si troverà ad affrontare la Turchia in trasferta e la Serbia davanti al proprio pubblico nella finestra di Novembre. Per farlo, il selezionatore zaratino, nella lista preventiva, ha convocato, tra gli altri, Amar Alibegović, Džanan Musa, Kenan Kamenjaš, assieme a Xavier Castaneda e John Roberson.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Dario Gjergja. Credits: Izabela Kwiecień-Szpunar