I punti salienti di una settimana NBA ricca di avvenimenti importanti.
DALLAS MAVERICKS
Sono bastati pochi giorni a ridosso della trade deadline di giovedì per ridefinire completamente gli equilibri di tutta la Lega. Chi si aspettava che, rispetto alle stagioni scorse, le ultime ore del mercato scambi sarebbero state tranquille in assenza di pezzi pregiati sul mercato, ha dovuto rimangiarsi le sue parole già venerdì scorso, quando come un fulmine a ciel sereno i principali media americani hanno rilanciato la notizia secondo la quale Kyrie Irving avrebbe richiesto la cessione ai Brooklyn Nets. Alla base di questo gesto c’è il mancato accordo fra il classe 1992 e il front office dei bianconeri circa l’estensione del contratto, in scadenza a luglio.
I Lakers dell’amico LeBron James sembravano la destinazione gradita e più probabile per il giocatore, ma a sorpresa domenica si sono inseriti nella corsa i Dallas Mavericks, alla ricerca di un riferimento offensivo da affiancare al fenomenale Luka Doncic. La trattativa si è conclusa in poche ore: Brooklyn ha ottenuto Dorian Finney-Smith, Spencer Dinwiddie e tre scelte per i Draft futuri (una al primo e due al secondo turno), mentre a Dallas oltre a Irving è arrivato anche Markieff Morris.
La prima scelta assoluta del Draft 2011 ha subito lasciato il segno nelle prime partite con la nuova squadra, e ha rivolto più di un attacco nei confronti dei Nets nei giorni successivi allo scambio.
PHOENIX SUNS
La cessione di Irving ha dato il via ad una reazione a catena. Decisi ormai a rifondare, i Nets hanno infine ceduto alle pressioni dei Phoenix Suns che ormai da mesi avevano messo nel mirino l’altra star della squadra, Kevin Durant. Nelle ultimissime ore di mercato di giovedì è arrivata l’ufficialità: l’ex Thunder e Warriors è passato alla franchigia dell’Arizona, insieme a T.J. Warren, in cambio di un nutrito gruppo di ali composto da Mikal Bridges, Cameron Johnson, Jae Crowder (da tempo fuori rosa e passato poi subito ai Milwauke Bucks) e ben quattro prime scelte.
Per una contender che di fatto esce dai giochi, dunque, altre due rafforzano le loro ambizioni. Con la coppia Irving-Doncic da una parte e Durant-Booker dall’altra, impossibile non considerare ora Mavericks e Suns come le due grandi favorite per il titolo almeno nella Western Conference (al netto di una classifica che al momento vede ancora Dallas al quarto e Phoenix al sesto posto).
LOS ANGELES LAKERS
LeBron James è la luce che rischiara l’ennesimo momento buio per i gialloviola in questa stagione. Il nativo di Akron ha infatti aggiunto un altro record, probabilmente il più prestigioso di tutti, nella sua gloriosa carriera: nella notte fra martedì e mercoledì, contro gli Oklahoma City Thunder, The Chosen One ha superato nella classifica all-time per punti segnati in carriera un’altra leggenda come Kareem Abdul-Jabbar, diventando il miglior marcatore nella storia della Lega e infrangendo il muro dei 38.387 punti. Un traguardo incredibile, festeggiato nella miglior cornice possibile, lo Staples Center di Los Angeles dove lo stesso Abdul-Jabbar da oltre trent’anni aveva scritto quel record rimasto a lungo imbattuto.
Ma come detto, la stagione dei Lakers non decolla: i risultati restano deludenti, e la finestra scambi si è conclusa con il fallimento dell’assalto a Irving, da tempo nel mirino della franchigia californiana, che giovedì per provare a dare una svolta ha ripiegato sul ritorno di un ex, D’Angelo Russell. Per arrivare al classe 1996, il front office gialloviola ha imbastito una trade a tre con i Minnesota Timberwolves (la squadra di Russell) e gli Utah Jazz, dove invece è approdato dopo essere stato in vendita praticamente un anno intero Russell Westbrook. A Minneapolis arrivano Mike Conley, Nickeil Alexander-Walker e tre seconde scelte.
di Massimo Furlani