New York Knicks 111-115 San Antonio Spurs (2-1 nella serie)
I San Antonio Spurs non mollano. In un Madison Square Garden già pronto per festeggiare, i texani riescono a mantenere i nervi saldi e. a dispetto della loro inesperienza, piegano i New York Knicks grazie ad un secondo tempo di alto livello. Gli ospiti partono fortissimo e sfruttano la tensione dei padroni di casa, che incappano in palle perse banali e in tiri molto forzati. Victor Wembanyama trova canestri facili in area, Stephon Castle (23) mette pressione alla difesa e Devin Vassell (11) punisce dall’arco: 33-22 Spurs dopo i primi dodici minuti. Piano piano, però, i Knicks si sbloccano e giocano un secondo periodo fantascientifico: Josh Hart (16 con 4/7 dall’arco) colpisce dal perimetro, ma è OG Anunoby (28) a trascinare i suoi con diversi centri consecutivi.
Coach Brown pesca dalla panchina anche Jordan Clarkson che, in 10 minuti totali sul parquet, segna 13 punti, completando un parziale di 42-24 che ribalta completamente la gara e che mette spalle al muro la squadra neroargento. Al rientro dagli spogliatoi Julian Champagnie piazza 6 punti consecutivi e riavvicina gli ospiti, ma l’aspetto che cambia totalmente è la difesa dei ragazzi di coach Johnson: saranno solamente 47 i punti segnati dai Knicks nel secondo tempo. Dylan Harper (13) riesce a dare la solita scossa dalla panchina, insieme ad un Keldon Johnson (7) finalmente impattante in questa serie in entrambe le metà campo.
New York non riesce a trovare più tiri puliti e si affida a Jalen Brunson (32 con 11/25), ma l’ex Mavericks tiene fermo il pallone nelle sue mani e fa perdere ritmo a tutta la squadra: 18 assist totali (contro i 28 degli avversari) per il 35% dall’arco sono i risultati. Anche gli ospiti non tirano con grandi percentuali (35.3% da tre), ma sfruttano l’aggressività degli avversari per andare in lunetta: 24 tiri liberi tentati contro 8 nei due quarti finali, una disparità che farà discutere. San Antonio sembra avere in mano la partita sul +7, ma manca diverse volte il colpo del KO definitivo e rischia nuovamente di cedere nel finale. I Knicks si riportano a -4 con due minuti sul cronometro e il Garden è in visibilio, ma Castle fa sedere tutti i tifosi al palazzetto con una tripla pesantissima allo scadere dei 24 secondi.
I padroni di casa non hanno nessuna intenzione di mollare: Anunoby fa 1/2 dalla lunetta, poi Brunson piazza il canestro dall’arco per il -3, riaprendo definitivamente il match. Gli Spurs, a differenza di gara 2, mantengono i nervi saldi: De’Aaron Fox (12) si ricorda di essere uno dei giocatori più ‘clutch’ della lega e infila la difesa dal mid range per il +5, ma Anunoby colpisce nuovamente dalla lunga distanza per il -2. La franchigia della Grande Mela è costretta a commettere fallo e a sperare in un errore ai liberi, ma Castle è glaciale e con il suo 2/2 manda i titoli di coda, regalando il primo successo ai suoi in queste NBA Finals.
Grande successo per i texani, guidati proprio dal loro trio di giovani: Victor Wembanyama è ovunque e chiude con 32 punti, 8 rimbalzi, 6 assist, 2 recuperi e 3 stoppate (il secondo giocatore più giovane a piazzare queste statistiche alle Finals dopo Magic Johnson), Stephon Castle con 23+5 rimbalzi+5 assist e i canestri decisivi, mentre Dylan Harper sfiora la doppia doppia con 13+9 rimbalzi; il futuro è luminoso per i neroargento. I Knicks tornano a perdere dopo 46 giorni, ma rimangono comunque avanti 2-1 nella serie e gara 4 sarà ancora al Madison Square Garden: il prossimo episodio di queste NBA Finals potrebbe essere quello decisivo per le sorti del titolo 2025/2026.
Nell’immagine: Victor Wembanyama e Stephon Castle Credit photo: San Antonio Spurs (Facebook)