Fotografia: corto muso.

La prima del 2026 dell’EA7 Emporio Armani Milano si chiude con un sospiro di sollievo dopo aver visto da vicino il fantasma della sconfitta casalinga.

Dall’altra parte, l’APU Old Wild West Udine ingoia un boccone amarissimo dopo un match che era in mano sua per lunghi tratti e che, a 2″ dal termine, pareva vinto.

Decide la contesa il buzzer beater di Armoni Brooks, dopo 14 secondi finali in cui Leday aveva firmato l’agognato sorpasso e Mirza Alibegovic (21 punti per lui) aveva trovato una tripla totalmente fuori equilibrio che rimetteva i bianconeri al comando.

Una Milano intermittente, una Udine commovente per abnegazione e capacità di sovrapporsi anche ai problemi di falli di Skylar Spencer ed alla scarsa vena di Semaj Christon, vistosi a tratti solo nel secondo tempo.

Una Apu che sfiora l’impresa con l’irriverenza di Andrea Calzavara, 17 punti (12 nel solo terzo periodo) e 10 falli subiti, e la caparbietà del proprio capitano che pure era andato a tentare il disperato close out proprio su Brooks.

L’Olimpia rimonta per due volte uno svantaggio anche di 9 punti, trovando in Shields il punto di riferimento quando gli avversari sembravano aver dato la spallata decisiva.

È il quinto, stavolta a dir poco sofferto, successo consecutivo per i ragazzi di Peppe Poeta, per i friulani resta accesa una speranza, da giocarsi al PalaCarnera, per approdare alle Final Eight.

 

CRONACA

È Udine a partire con il piede giusto; Mirza Alibegovic inanella subito 5 punti.

L’Olimpia si presenta sul parquet dopo un lungo rodaggio con l’inchiodata di Nebo ma viene ancora una volta punita dalla tripla di Ikangi (2-8).

La reazione biancorossa arriva da Shavon Shields, suo il rimbalzo lungo, sua la tripla che attiva anche Brooks, bravo a replicare la prodezza del compagno in risposta all’affondata di Spencer (8-10).

L’APU resta davanti ancora con Ikangi, bravo a correre il campo dopo il recupero di Christon.

Brooks, però, è acceso, l’esterno trova il suo secondo bersaglio grosso consecutivo su suggerimento di Shields (11-12).

Con l’Olimpia in scia, Udine ritrova il suo capitano che sigla il settimo punto personale dalla media, poi Dawkins mette a referto la sua cinquina con canestro e tripla per il +6 (13-19), prima di portare a 7 le segnature consecutive in risposta a Guduric, al 10’ l’APU conduce 15-21.

Il numero 24 ricomincia da dove aveva finito: dopo la tabellata di Brewton e la risposta di Guduric, ecco la tripla dall’angolo che vale la doppia cifra ed il +9 ospite (18-27).

Milano non ci sta, dopo i liberi di Dunston, Flaccadori conclude in maniera impeccabile il contropiede, 22-27 e primo time out chiamato da coach Vertemati per fermare il cambio di flusso.

La gita in panchina, però, genera un altro canestro in fotocopia dell’Olimpia, stavolta è Ricci a capitalizzare.

Udine abbassa i ritmi e ritrova la via del canestro elaborando al limite dei 24” con Spencer, peccato per loro che i bianconeri non sfruttino vari extrapossessi concessi da un’Olimpia pigra a rimbalzo, serve un’invenzione di Christon a muovere nuovamente il tabellone elettronico, per coach Peppe Poeta è il momento di fare quattro chiacchiere con i suoi (24-31).

L’uscita dalla panchina porta subito Shields a trovare e sfruttare il mismatch con Spencer, bruciarlo sul primo passo e segnare con fallo annesso, è il terzo per il lungo friulano, è and one per l’ala ex Vitoria.

Vertemati è così costretto a cambiare il lungo titolare, entra Mekowulu e si fa subito notare procurandosi anche lui un gioco da tre punti che trasforma (27-34).

Milano ha un sussulto, Ellis e Brooks volano in transizione e segnano in lay-up, ancora una volta la panchina ospite opta per fermare il gioco (33-36).

Coach Poeta sceglie una difesa allungata e trova un Leday in crescita, suoi i punti che valgono il -1.

Il sorpasso non arriva, Udine chiude avanti anche all’intervallo lungo (39-40).

Milano, però, non spreca una seconda occasione, Flaccadori si alza dalla media, Shields colpisce in penetrazione, Mekowulu rintuzza correggendo il tiro di Christon e facendosi perdonare l’ingenuo fallo offensivo commesso subito prima.

È il momento Olimpia, Leday e Shields colpiscono dalla media e dai 6,75m per dare due possessi pieni di vantaggio (48-42).

Udine si schioda da quota 42 con la penetrazione di Calzavara che vale il -4, tuttavia la parabola dal perimetro di Brooks è perfetta, 51-44 e l’Olimpia si alza sui pedali.

Ma i bianconeri rispondono, Christon e Alibegovic confezionano la spallata che l’ex Pistoia corona a cronometro fermo per il controsorpasso (52-53).

Il parziale si amplia ancora con i liberi di Andrea Calzavara, l’ex Brindisi non lascia, anzi, raddoppia, e si va a conquistare il canestro ed il fallo di Ricci, l’aggiuntivo va a segno, due possessi pieni di vantaggio per l’APU (52-58).

Quello che gli americani chiamano momentum ha chiare tinte bianconere; ai liberi di Nebo replica ancora Calzavara, 12 punti nel solo terzo quarto, con long two e canestro pesante in catena, all’ultimo giro di boa Udine l’ha girata di nuovo (54-63).

Quinn Ellis stappa il canestro del quarto periodo con un’invenzione dal palleggio, poi salta avversari come birilli per depositare il -5 (58-63), Vertemati, ancora una volta, ferma il gioco.

È, però, un’altra Olimpia, Guduric attacca dal palleggio Da Ros e deposita il facile -2.

L’APU ha bisogno di riattivarsi, ci pensa Christon alzando la parabola del fade-away oltre le braccia alte di Ellis e Ricci (61-65), poi Alibegovic sfrutta a pieno il triplo giro in lunetta, ancora +7 APU (61-68).

Nel momento del bisogno, emerge un eroe e quello, in un primo momento, ce l’ha l’Olimpia. Shavon Shields trova due punti ed una tripla totalmente fuori ritmo, poi manda in bonus Udine, piazza il blocco per Guduric ed il balcanico si alza per il bersaglio grosso che rimette Milano in testa (69-68), stavolta il time out di Vertemati è meramente tecnico per provare a trovare qualche contromisura.

Al rientro dalle panchine Udine ritrova il vantaggio con il sangue freddo di capitan Alibegovic, coach Vertemati allunga la difesa ma Milano supera agevolmente la pressione e Shields, sempre lui, si va a guadagnare due liberi che trasforma (71-70).

Da lunetta a lunetta cambia la testa della corsa, Calzavara e Guduric fanno bottino pieno, 73-72 all’alba degli ultimi 4’ di gioco.

Sempre a cronometro fermo Leday sfrutta il fallo tecnico di Mekowulu ma Milano non capitalizza il possesso successivo, facendosi imbottigliare dalla difesa friulana che riguadagna il pallone grazie alla freccia che la premia sulla palla contesa.

Il momento è di quelli che richiedono la stoffa dei campioni, Guduric inventa la tripla del +5, Alibegovic gli rende la pariglia capitalizzando dal mezzo angolo la palla inviatagli da Christon, tutto in bilico a 2’13” dalla sirena del PalaLido.

Le emozioni non finiscono, sull’errore di Shields, Calzavara parte a tutta velocità e serve Christon che arriva a rimorchio per pareggiare a quota 77.

Torna a sbloccarsi l’attacco di casa con i liberi di Leday, Udine replica con il tap in di Spencer, difende e si guadagna la palla per il sorpasso; Calzavara attacca Guduric dal palleggio e si guadagna il suo quinto fallo e due liberi.

Il primo dell’ex pupillo di Piero Bucchi entra dopo aver danzato sul ferro, il secondo non ha la stessa fortuna; Milano sbaglia due volte, prima con Leday, poi con Shields, a 14” dalla fine è 79-80 con Calzavara, ancora lui, in lunetta.

Anche stavolta le mani del playmaker tremano una volta su due, 79-81 e palla a Milano per provare a forzare quantomeno il supplementare.

L’Olimpia trova la tripla con Leday lasciando 8” sul cronometro, sembra fatta ma Udine riparte immediatamente e Alibegovic disegna una meraviglia senza equilibrio, 82-84 con 2” e qualche decimo da giocare, l’eroe adesso ha i tratti della maglia numero 5 bianconera.

Finita? Assolutamente no.

Rimessa di Shields per Brooks che si apre e tira oltre le mani altissime proprio di Alibegovic, il pallone sembra metterci un’eternità, lasciando tutti in apnea, quando si abbassa trova solo la retina.

Sull’esterno biancorosso si abbatte il mucchio selvaggio dei compagni, mascotte compresa.

Il PalaLido sospira di sollievo e applaude comunque una APU che ha dimostrato di essere più che all’altezza del palcoscenico della LBA.

 

MVP – Mirza Alibegovic

Di solito il titolo va a chi contribuisce maggiormente alla vittoria, stavolta va fatta un’eccezione. Uomo ovunque per coach Vertemati, il capitano dell’APU sarebbe l’eroe perfetto della serata se la parabola di Brooks non superasse beffarda il suo tentativo di estendersi anche oltre le proprie estreme propaggini. 21 punti, 4/8 dal perimetro, la leadership che si confa a chi ostenta quei gradi e lo fa con orgoglio. C’è da chiedersi perché le porte della LBA siano rimaste chiuse così a lungo per lui.

 

DA RIVEDERE – Nico Mannion

7 minuti inconcludenti, poi il tempestivo richiamo in panchina da parte di Peppe Poeta. Dov’è finito l’eroe di Belgrado? Chi gli ha rubato il talento? Vederlo così fa davvero intristire, l’impressione è che il suo posto sia altrove.

 

PAGELLE

EA7 Emporio Armani Milano: Mannion 4, Ellis 6, Cortellino ne., Brooks 7, Leday 6,5, Flaccadori 6, Guduric 7, Shields 7,5, Nebo 5, Totè ne., Dunston 5,5, all. Poeta 6.

Apu Old Wild West Udine: Christon 6-, Alibegovic 8, Spencer 5,5, Pavan ne., Mekowulu 6,5, Da Ros 5, Bendzius 4,5, Brewton 4,5, Dawkins 7, Calzavara 7,5, Mizerniuk ne., Ikangi 6, all. Vertemati 7.

QUI le statistiche della partita.